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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

  • Venerdì 4 settembre a Oliveto Lario (Lecco): la DOL dei Tre Signori o Dorsale Orobica Lecchese, tra i più bei trekking lombardi.
  • Sabato 5 settembre a Chiesa Valmalenco (Sondrio): “Valmaleggo” e Alt[R]o Festival insieme, e un libro notevolissimo.

Altri incontri seguiranno successivamente; seguite il blog per rimanere aggiornati al riguardo.

LA “CAROVANA DEI GHIACCIAI” 2026

Dopo l’anteprima del 1 agosto sui ghiacciai dell’Adamello, dal 17 agosto prossimo si avvierà l’edizione 2026 della “Carovana dei Ghiacciai”, la campagna internazionale di Legambiente, realizzata con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana e la collaborazione di CIPRA Italia. Un percorso tra ricerca, divulgazione e partecipazione per trasformare la conoscenza in azioni e nuove speranze per le Alpi e i territori metromontani. Ogni estate la Carovana attraversa l’arco alpino per osservare da vicino gli effetti della crisi climatica, raccogliere dati insieme alla comunità scientifica e raccontare come stanno cambiando le montagne. Un viaggio che unisce monitoraggio, divulgazione, iniziative culturali e momenti di confronto con i territori. Trovate gli appuntamenti della Carovana 2026, e vari approfondimenti sul tema, qui.


IL LUPO RESTERÀ, SULLE NOSTRE MONTAGNE E NEL NOSTRO IMMAGINARIO

In un’intervista apparsa su “Jacobin Italia” e ripresa dal “GognaBlog” di Alessandro Gogna, Luigi Boitani – uno dei più importanti biologi italiani e tra i massimi esperti europei di grandi carnivori – dice la sua sull’attualità della questione lupo. Ad esempio, sul declassamento del livello di protezione: «Dal punto di vista biologico, la specie non rischia l’estinzione in Italia. Il problema è politico e gestionale. Un eventuale declassamento potrebbe anche essere sostenibile, ma solo dentro un sistema serio di governo del conflitto. E questo sistema in Italia non esiste. La coesistenza significa compromesso: gli allevatori accettano una quota di danni, la società accetta che in certi casi possano esserci abbattimenti controllati. Ma serve una governance vera, capace di mettere intorno a un tavolo tutti gli attori coinvolti. E questo manca completamente.» Trovate l’intera intervista qui.


PARCHI EOLICI IN MONTAGNA: ACCETTABILI OPPURE NO?

Migliorare la protezione degli uccelli migratori dalle turbine eoliche: i dati forniti dai radar meteorologici lo rendono possibile. Ma è solo uno dei tanti aspetti, più o meno controversi, della presenza di parchi eolici in montagna, che alimentano le accese discussioni al riguardo nella regione alpina. I siti particolarmente adatti ai parchi eolici, infatti, si trovano spesso in paesaggi di alta montagna, aree ecologicamente sensibili: per ciò la costruzione di turbine eoliche e delle strade di accesso necessarie è oggetto di controversie che evidenziano la necessità, per i territori montani, di soluzioni sostenibili per i conflitti di utilizzo e interesse legati allo sviluppo delle energie rinnovabili nonché di pianificazioni coordinate, posto che la riduzione dei consumi energetici deve sempre avere la massima priorità.


LO SCI INDUSTRIALE DI “DOLOMITI SUPERSKI”, I 30 MILIONI DA PAGARE E LE OMBRE LUNGHE

Inevitabilmente, la vicenda dell’istruttoria dell’Antitrust contro il consorzio Dolomiti Superski e i 12 consorzi di valle associati, condannati a pagare 30 milioni di euro di ristori agli sciatori che tra il 2022 e il 2025 avevano acquistato skipass a prezzi gonfiati in base a una sorta di cartello tra i consorzi suddetti, getta nuove lunghe ombre su come oggi l’industria dello sci venga gestita da alcuni suoi grandi esponenti, sempre più impegnati a tratte i massimi tornaconti dalle montagne turistificate con ben scarsa attenzione ai loro paesaggi e a chi ne gode. D’altro canto Assoutenti boccia l’intesa ottenuta dall’Antitrust con i consorzi su tutta la linea: «Chi arriva tardi rischia di non ottenere nulla, pur avendone diritto. E non c’è stato alcun intervento per ridurre i prezzi degli skipass, aumentati del 28% nel giro di 5 anni».


LA CRISI CLIMATICA CAMBIERÀ I BOSCHI

L’estate 2026 segna una svolta per i boschi svizzeri. A sostenerlo è il professore di botanica Ansgar Kahmen dell’Università di Basilea, che dal 2018 studia gli effetti del cambiamento climatico nel laboratorio forestale di Hölstein. Secondo il ricercatore, i danni osservati sono irreversibili. In tutta la regione del Giura il clima rovente sta provocando la morte su larga scala delle parti esterne delle chiome degli alberi: i più colpiti sono i faggi, la specie arborea predominante. «I nostri boschi non scompariranno del tutto. Ma i boschi dominati dai faggi, così come li conosciamo oggi, in futuro in molti luoghi non esisteranno più e il paesaggio forestale cambierà volto, perché le specie attuali non sono in grado di affrontare le nuove condizioni climatiche. Occorrerà introdurre specie submediterranee o addirittura mediterranee.»

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I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: paesaggi alpini

Il paesaggio è coerenza

[Foto di Jörg Peter da Pixabay.]

Nessun segno nel paesaggio risulta ingiustificabile, assolutamente capriccioso: nulla c’è di insignificante. Ossia, come dice il Barthes, «non c’è nulla di reale che non sia intelligibile». Non c’è segno, anche nel paesaggio, che non esprima qualcosa dell’uomo, della società in cui vive. Inoltre, ciascun segno vive in rapporto e in associazione con altri segni: il paesaggio è coerenza. Ogni segno in esso fa parte d’un discorso che si dispiega davanti a noi, un discorso che è il paesaggio stesso, e il cui linguaggio può essere compreso, sia pure sulla base di codici complessi. […] Nel paesaggio ogni cultura si identifica, trova rispecchiata se stessa: il paesaggio parla, comunica concretamente all’uomo, attraverso l’insieme dei segni che egli ha voluto imprimere in esso. È come uno scambio mutuo di messaggi che corrisponde al realizzarsi del rapporto tra condizioni locali e adempimento culturale, rapporto che si instaura nel dialogo tra paesaggio vissuto, strumentalmente inteso, e paesaggio contemplato, visto e interpretato culturalmente.

(Eugenio Turri, Antropologia del paesaggio, Marsilio Editori, 2008, pagg.137-138; 1a ed. 1974.)

Mi occupo spesso del tema del paesaggio, come avrà notato chi segue abitualmente il blog, e lo faccio (ovvero lo farò con immutata frequenza, in futuro) perché ritengo che sia un tema tanto fondamentale e basilare nella relazione che l’uomo intesse con il territorio che abita e sfrutta, quanto banalizzato, superficializzato e trascurato – me ne rendo conto di frequente, occupandomi di progetti di sviluppo e valorizzazione dei territori in primis di montagna (con l’eccezione di chi se ne occupa scientificamente, mentre tra i tecnici la situazione è ben meno rosea). Eppure tutto ciò che noi possiamo fare a questo mondo e con cui lasciamo un segno d’ogni sorta nel territorio – dalla traccia di passaggio nell’erba di un prato fino alla più gigantesca infrastruttura immaginabile – scaturisce da quel tema, dal suo concetto fondante e dalla sua più o meno acquisita comprensione. E credo che finché questa comprensione non diverrà realmente comune, nel senso di ordinariamente conosciuta e di generalmente condivisa, i problemi che tutt’oggi si possono constatare in territori d’ogni sorta – dissesti, danni ambientali ed ecologici, interventi edilizi incongrui, sfruttamenti perniciosi, fruizioni insensate e incoerenti, eccetera – continueranno a manifestarsi, con tendenza al peggioramento. A scapito di tutti.

Scritto il 14 dicembre 202014 dicembre 2020Categorie Dixit,OpinioniTag Alpi,ambienti,antropizzazione,antropologia,architetti,catalogo,cementificazione,cemento,coerenza,concetto,condomini,convenzione europea,coscienza,cultura,definizione,download,ebook,ecologia,Eugenio Turri,fruibilità,funivie,geografia,geografo,guardare,identità,impianti,impronta ecologica,infrastrutture,lavori,lettura,libri,luoghi,Marsilio,mondo,montagna,non luoghi,opere,osservare,paesaggi alpini,Paesaggi da vivere,paesaggio,pdf,percezione,piste,progettazione,progetto,recensione,recensioni,relazioni,risorse,sci,SE,segni,sfruttamento,spazio,storia,strade,territori,territori alpini,territorializzazione,territorio,titoli,tracce,turismo,umanizzazione,urbanisti,visioneLeave a comment on Il paesaggio è coerenza

Il paesaggio consumato

Nella moderna civiltà dei consumi gli strumenti in grado di portare all’acquisizione estetica di nuovi paesaggi sono enormemente aumentati con il cinema, la fotografia e tutti quei mezzi che danno visioni nuove e «inconsuete» anche di paesaggi prima trascurati, rimasti nell’oblio. Sfruttando tutte queste forme di scoperta interviene poi la pubblicità turistica che se ne serve per valorizzare una località. Cosi quel paesaggio, subito usato, consumato, si degrada rispetto alla prima interpretazione. È quando la località «diventa alla moda», come si dice (un giorno sarà un’isola polinesiana, oggi è un tratto di costa mediterranea): luoghi verso i quali subito si riversa l’uomo della città industriale come verso isole intatte, introducendo così nuove modificazioni, secondo un processo incessante che sembra destinato a coprire tutti gli antichi paesaggi sopravvissuti come espressioni autoctone di vita (e come beni da scoprire, consumare, logorare e distruggere).

(Eugenio Turri, Antropologia del paesaggio, Marsilio Editori, 2008, pag.162; 1a ed. 1974.)

Scritto il 8 giugno 20208 giugno 2020Categorie DixitTag Adamello,Alpi,ambienti,antropizzazione,antropologia,architetti,catalogo,cementificazione,cemento,Città,concetto,condomini,cultura,download,ebook,ecologia,ecomostri,Eugenio Turri,geografia,geografo,identità,impianti,lavori,lettura,libri,luoghi,Marsilio,non luoghi,opere,paesaggi alpini,Paesaggi da vivere,paesaggio,Passo del Tonale,pdf,percezione,piste,progettazione,progetto,recensione,recensioni,relazioni,sci,segni,spazio,storia,territori alpini,territorio,titoli,Tonale,turismo,turismo di massa,umanizzazione,urbanisti,viaggiLeave a comment on Il paesaggio consumato

Il paesaggio in noi

Senza nulla togliere al rapporto sensibile, al piacere di guardare, alla spontaneità della percezione, l’innesto di un rapporto conoscitivo, razionale con il paesaggio, può esaltare nel vissuto la propria coscienza di sé e del mondo. Ciò significa assorbire funzionalmente il paesaggio nella cultura, farne un tramite, uno strumento del nostro guardare-capire-trasformare il mondo.

(Eugenio Turri, Antropologia del paesaggio, Marsilio Editori, 2008, pagg.16-17; 1a ed. 1974.)

Ecco qui, perfettamente individuato da uno dei maggiori geografi italiani contemporanei, nonché massimo esperto di cultura del paesaggio, l’unico autentico principio alla base del concetto di “identità”: quello che lo lega indissolubilmente alla percezione del paesaggio vissuto, non al territorio e tanto meno all’individuo – interpretazioni distorte, queste, che portano dritte a derive etnocentriste e biecamente isolazioniste. Noi siamo umani, e siamo Sapiens, in primis grazie alla relazione con lo spazio che adattiamo, viviamo e con cui interagiamo, ricavandone il paesaggio ed essendone un elemento basilare alla pari di ogni altro – montagne, terreni, boschi, piante, animali, fiumi, laghi, aria, eccetera – con il quale intessiamo relazioni biologiche e culturali. E’ questo che ci fornisce di coscienza, di noi stessi e di noi nel mondo d’intorno, dunque ci dota di peculiare identità – un’identità pienamente e unicamente culturale. Ogni altra cosa, ribadisco, è soltanto una deviante insensatezza.

Scritto il 27 Maggio 202027 Maggio 2020Categorie Dixit,OpinioniTag Alpi,ambienti,antropizzazione,antropologia,architetti,Cahier di viaggio,catalogo,cementificazione,cemento,Città,concetto,condomini,coscienza,cultura,definizione,download,ebook,ecologia,Eugenio Turri,geografia,geografo,guardare,identità,impianti,lavori,lettura,libri,luoghi,Marsilio,mondo,non luoghi,opere,osservare,paesaggi alpini,Paesaggi da vivere,paesaggio,pdf,percezione,progettazione,progetto,recensione,recensioni,relazioni,SE,segni,spazio,storia,territori alpini,territorio,titoli,umanizzazione,urbanisti,visioneLeave a comment on Il paesaggio in noi

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