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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

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PROSSIMI APPUNTAMENTI

Sabato 23 maggio a Aosta:

Sabato 23 maggio alle ore 20.30 sarò ad Aosta per partecipare ad un incontro pubblico e un dialogo aperto sul domani delle Alpi dal significativo titolo “La Montagna del futuro: abitare il cambiamento”. Avrò il privilegio di dialogare con Nicola Pech, vicepresidente di Mountain Wilderness Italia, e a moderare la serata sarà Annamaria Gremmo, impegnata da anni nella difesa del Vallone delle Cime Bianche. Ragioneremo insieme su sci, turismo di massa, sviluppo sostenibile dei territori montani e sfide che le comunità devono affrontare per costruire il proprio futuro, in un confronto aperto a tutti. Per saperne di più cliccate qui.

LE SORPRENDENTI ELEZIONI COMUNALI DI PEDESINA

Pedesina, minuscolo comune posto a 1000 metri di quota nella bellissima Val Gerola, laterale della Valtellina in provincia di Sondrio, è probabilmente la località italiana di montagna della quale, in vista delle imminenti elezioni amministrative del 24-25 maggio, più si parla, tanto sui media locali quanto su quelli nazionali. Infatti, a fronte dei soli 44 abitanti (nemmeno tutti residenti in loco peraltro), che lo rendono il terzo comune meno popolato d’Italia, sono in corsa ben tre candidati sindaco con le rispettive liste. Considerando che le liste presentano in totale 24 candidati (i tre sindaci più 21 consiglieri), a Pedesina più di metà della popolazione comunale è in corsa per essere eletta. Come rimarca “Il Post”, lassù «le elezioni sono una cosa di famiglia»!


IN VALCHIUSELLA ALTRI SOLDI BUTTATI NELLO SCI SENZA FUTURO

Su “AltriSpazi”, uno dei blog di Alessandro Gogna, Filippo Pesando denuncia l’ennesimo spreco di denaro pubblico impiegato – cioè buttato – nel ripristino di impianti sciistici già falliti e abbandonati da tempo. In questo caso a Palit, in Valchiusella, dove la locale Unione Montana vuole spendere oltre 1 milione di Euro per riattivare gli impianti locali, posti tra 1200 e 1800 m di quota, promettendo le solite cose (rilancio, sviluppo, posti di lavoro…) senza alcuna garanzia. «Il turismo non si incentiva con sperperi di denaro, – rimarca Pesando – l’economia di una valle e lo spopolamento non vengono incise da due bar e un impianto che non avrà sicuramente un futuro (la storia lo dimostra) se non quello di avere un impatto ambientale negativo».


PIANSPESSA: IL RECUPERO ESEMPLARE DI UN LUOGO MONTANO

Un progetto di recupero sul Monte Generoso, nella Svizzera italiana al confine con la provincia di Como, restituisce voce al paesaggio rurale, tra roccolo, didattica e responsabilità culturale condivisa. È quello di Pianspessa, piccolo nucleo posto poco oltre i 1000 metri di quota che negli ultimi anni sta vivendo una profonda rinascita, paziente e insieme consapevole, frutto di una visione che intreccia storia, paesaggio e cultura grazie a un progetto di recupero promosso dalla Fondazione Pianspessa, nata nel 2021, che interviene “dal basso” per tutelare e valorizzare un patrimonio altrimenti destinato al silenzio facendone un laboratorio storico-culturale nel quale la memoria del territorio trova nuove possibilità di espressione, senza nostalgie e con uno sguardo rivolto al futuro.


SCONTRO TRA REGOLE E IMPIANTISTI, A CORTINA NON C’È PACE

Se – dicevano alcuni – le Olimpiadi avrebbero portato a Cortina ancora più fama e fortune turistiche, in realtà stanno solo portando delle grosse grane: prima la pista di bob costata 130 milioni di Euro e già danneggiata, poi la cabinovia Apollonio-Socrepes che doveva aprire per i Giochi e invece a tutt’oggi non si sa nemmeno quando sarà aperta, ora lo scontro tra le Regole d’Ampezzo e i gestori degli impianti sciistici del comprensorio delle Cinque Torri per una nuova seggiovia che si “mangerà” una vasta area agricola e di pascolo di proprietà delle Regole, le quali chiedono di ottenere una equa compensazione, per non perdere il proprio patrimonio. Fino a che non avranno ciò, i lavori del nuovo impianto resteranno fermi. La “legacy olimpica”, proprio!


ORSI, LUPI E SCIACALLI IN TRENTINO NEL 2025

Il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento ha recentemente reso pubblico il “Rapporto Grandi Carnivori 2025”: sono stati registrati 118 orsi con assenza totale di comportamenti problematici gravi (ricordate la fobìa diffusa qualche tempo fa dalla politica locale?), 22 branchi di lupi con una leggera flessione numerica rispetto all’anno precedente, la lenta ma costante espansione dello sciacallo dorato, con 4 nuclei riproduttivi accertati, mentre sembra scomparsa la lince. Infine, nel 2025 gli allevatori sono stati indennizzati con circa 226.000 Euro per danni provocati da grandi carnivori: una cifra bassa anche grazie all’efficacia delle opere di protezione diffuse, ma resta comunque indispensabile la responsabilità collettiva.

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Articoli più recenti

  • Il Reno, il grande fiume germanico – ma pure un po’ italiano!
  • La responsabilità che abbiamo verso le montagne
  • La montagna che genera valore comunitario puntando su sostenibilità e relazioni, al X Summit delle Bandiere Verdi
  • Tutto questo florilegio di ciclovie montane… ma perché?
  • Risposte probabilmente sbagliate a domande concretamente mai poste
  • Abitare il cambiamento: una serata sul futuro delle nostre montagne e sulla loro imprescindibile tutela, sabato 23 maggio ad Aosta
  • Il debito pubblico record dell’Italia e il rischio per i territori montani
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  • Chi se ne frega del Monte San Primo!
  • Il X Summit delle Bandiere Verdi a Rovereto, da venerdì a domenica prossimi: l’evento fondamentale per tastare il polso alla montagna italiana

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Tag: paesaggi alpini

Il paesaggio consumato

Nella moderna civiltà dei consumi gli strumenti in grado di portare all’acquisizione estetica di nuovi paesaggi sono enormemente aumentati con il cinema, la fotografia e tutti quei mezzi che danno visioni nuove e «inconsuete» anche di paesaggi prima trascurati, rimasti nell’oblio. Sfruttando tutte queste forme di scoperta interviene poi la pubblicità turistica che se ne serve per valorizzare una località. Cosi quel paesaggio, subito usato, consumato, si degrada rispetto alla prima interpretazione. È quando la località «diventa alla moda», come si dice (un giorno sarà un’isola polinesiana, oggi è un tratto di costa mediterranea): luoghi verso i quali subito si riversa l’uomo della città industriale come verso isole intatte, introducendo così nuove modificazioni, secondo un processo incessante che sembra destinato a coprire tutti gli antichi paesaggi sopravvissuti come espressioni autoctone di vita (e come beni da scoprire, consumare, logorare e distruggere).

(Eugenio Turri, Antropologia del paesaggio, Marsilio Editori, 2008, pag.162; 1a ed. 1974.)

Scritto il 8 giugno 20208 giugno 2020Categorie DixitTag Adamello,Alpi,ambienti,antropizzazione,antropologia,architetti,catalogo,cementificazione,cemento,Città,concetto,condomini,cultura,download,ebook,ecologia,ecomostri,Eugenio Turri,geografia,geografo,identità,impianti,lavori,lettura,libri,luoghi,Marsilio,non luoghi,opere,paesaggi alpini,Paesaggi da vivere,paesaggio,Passo del Tonale,pdf,percezione,piste,progettazione,progetto,recensione,recensioni,relazioni,sci,segni,spazio,storia,territori alpini,territorio,titoli,Tonale,turismo,turismo di massa,umanizzazione,urbanisti,viaggiLeave a comment on Il paesaggio consumato

Il paesaggio in noi

Senza nulla togliere al rapporto sensibile, al piacere di guardare, alla spontaneità della percezione, l’innesto di un rapporto conoscitivo, razionale con il paesaggio, può esaltare nel vissuto la propria coscienza di sé e del mondo. Ciò significa assorbire funzionalmente il paesaggio nella cultura, farne un tramite, uno strumento del nostro guardare-capire-trasformare il mondo.

(Eugenio Turri, Antropologia del paesaggio, Marsilio Editori, 2008, pagg.16-17; 1a ed. 1974.)

Ecco qui, perfettamente individuato da uno dei maggiori geografi italiani contemporanei, nonché massimo esperto di cultura del paesaggio, l’unico autentico principio alla base del concetto di “identità”: quello che lo lega indissolubilmente alla percezione del paesaggio vissuto, non al territorio e tanto meno all’individuo – interpretazioni distorte, queste, che portano dritte a derive etnocentriste e biecamente isolazioniste. Noi siamo umani, e siamo Sapiens, in primis grazie alla relazione con lo spazio che adattiamo, viviamo e con cui interagiamo, ricavandone il paesaggio ed essendone un elemento basilare alla pari di ogni altro – montagne, terreni, boschi, piante, animali, fiumi, laghi, aria, eccetera – con il quale intessiamo relazioni biologiche e culturali. E’ questo che ci fornisce di coscienza, di noi stessi e di noi nel mondo d’intorno, dunque ci dota di peculiare identità – un’identità pienamente e unicamente culturale. Ogni altra cosa, ribadisco, è soltanto una deviante insensatezza.

Scritto il 27 Maggio 202027 Maggio 2020Categorie Dixit,OpinioniTag Alpi,ambienti,antropizzazione,antropologia,architetti,Cahier di viaggio,catalogo,cementificazione,cemento,Città,concetto,condomini,coscienza,cultura,definizione,download,ebook,ecologia,Eugenio Turri,geografia,geografo,guardare,identità,impianti,lavori,lettura,libri,luoghi,Marsilio,mondo,non luoghi,opere,osservare,paesaggi alpini,Paesaggi da vivere,paesaggio,pdf,percezione,progettazione,progetto,recensione,recensioni,relazioni,SE,segni,spazio,storia,territori alpini,territorio,titoli,umanizzazione,urbanisti,visioneLeave a comment on Il paesaggio in noi

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