“Il miracolo delle dighe” da BikeFellas a Bergamo, mercoledì 06/12

Mercoledì 6 dicembre, alle ore 21, sarò a Bergamo e avrò la fortuna di presentare il mio libro Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne in un altro luogo originale e intrigante: BikeFellas, in via Gaudenzi n°6, uno spazio condiviso tra due realtà – ciclobar e officina – con una visione comune per provare ad essere un riferimento per il territorio che ha intorno. Cioè un po’ quello che vorrebbe tentare di raccontare il mio libro in relazione agli spazi montani e ai paesaggi che li identificano, per i quali le dighe rappresentano un riferimento emblematico anche per come sono capaci di rivelare la storia delle genti che le hanno costruite e che abitano i territori circostanti.

Sarà un incontro spero coinvolgente come gli altri ma se possibile anche più significativo, parlando di dighe e di paesaggi montani nella città che più di ogni altra, e non solo per mere ragioni territoriali, sta celebrando il centenario del disastro della diga del Gleno, che cade domani 1 dicembre. Un evento storico del quale inevitabilmente ho scritto, nel mio libro, e su cui si parlerà, da BikeFellas.

Dunque, se potete e volete, mi auguro vogliate essere presenti, mercoledì 6: sarà un gran piacere incontrarci e chiacchierare insieme in un contesto così particolare e intorno a un tema in fondo poco approfondito eppure alquanto affascinante, come spero vi saprò dimostrare.

Per saperne di più sul libro (che ovviamente sarà in vendita nel corso della serata), cliccate sull’immagine qui sotto:

Sabato a BookCity Milano, domenica alla diga di Olginate

È stata una due giorni intensa e emozionante, quella vissuta tra sabato e domenica a Milano per BookCity 2023 e alla diga di Olginate, anche più di quanto avessi immaginato, grazie alle belle e preziose persone che ne sono state le prestigiose protagoniste e che hanno saputo offrire al pubblico presente ai vari incontri contributi assolutamente interessanti e illuminanti. La galleria di immagini qui sopra prova a darvene una pur vaga idea.

Sabato a Milano Anna Rizzo con il suo I paesi invisibili. Manifesto sentimentale e politico per salvare i borghi d’Italia, libro passionale e appassionato e per ciò estremamente stimolante, Andrea Membretti con Voglia di restare. Indagine sui giovani nell’Italia dei paesi, testo per molti versi sorprendente e per questo ugualmente stimolante, Claudio Artoni che mi ha affiancato nella presentazione de  Il miracolo delle dighe. Breve Storia di un emblematica relazione tra uomini e montagne all’ADI Design Museum offrendo una disamina succinta ma significativa degli aspetti climatico-glaciologici sul tema, Max Cavallari e le sue potenti, toccanti, fondamentali narrazioni fotografiche di quanto accade nel Mediterraneo presentate in Acquaintance; domenica a Olginate Emanuele Mauri, Presidente del Consorzio dell’Adda, e Luigi Bertoli, direttore responsabile della diga di Olginate, per aver concesso la rara occasione di visitare l’impianto illustrandone scopi, funzionamenti e importanza. Ringrazio tutti di cuore per la disponibilità, la cordialità, la passione, il tempo che hanno dedicato ai rispettivi incontri e a me che con loro ho avuta la fortuna e l’onore di dialogare e di imparare molto.

Voglio ugualmente ringraziare Cristina Busin, Presidente dell’Officina Culturale Alpes, curatrice degli incontri di sabato a Milano, i responsabili di Art Marginem Concept Room, bellissimo spazio di arti e culture che ne ha ospitati alcuni, Paolo Fusta, editore de Il miracolo delle dighe, presente all’ADI Design Museum; poi Elena Remondini, responsabile del settore Cultura della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, che ha organizzato e curato l’evento di domenica a Olginate, il Presidente della Comunità Montana Carlo Greppi per la sua presenza e le parole spese, il Sindaco di Olginate Marco Passoni che ha fatto gli onori di casa nella magnifica sala conferenze della Biblioteca Civica, dove ho presentato il mio libro.

Ultimi ma non ultimi (anzi!) tutti quelli che sono intervenuti ai vari incontri formando un pubblico numeroso e partecipe, i quali mi auguro abbiano potuto passare momenti interessanti, coinvolgenti, affascinanti, portandosi appresso qualcosa di importante da ricordare e trasformare in bella e utile esperienza.

Chiedo perdono per il lungo elenco di nomi che avete appena letto, ma personalmente credo che la più sincera e sentita riconoscenza per tutti (sperando di non aver dimenticato nessuno) sia la fondamentale e minima cosa che io qui possa rimarcare, oltre alla fortuna di poter ascoltare e imparare molto – ribadisco – da tutti loro. Sono occasioni non solo di carattere culturale ma anche umano, nei quali ogni incontro con ciascuna persona, protagonista di essi tanto quanto presente nel pubblico, vivifica e arricchisce, spero per tutti in maniera vicendevole.

Ci vediamo nei prossimi eventi!

Domenica 19 novembre, ore 14.30: “Il miracolo delle dighe” alla diga (e in Biblioteca) di Olginate

Per saperne di più sull’evento, cliccate sulla locandina in testa al post. Invece per saperne di più sul libro che dell’evento – insieme alla diga di Olginate – sarà il “protagonista principale”, cliccate sull’immagine qui sotto:

Domenica 19 novembre, ore 14.30, Olginate: una presentazione a dir poco speciale de “Il miracolo delle dighe”

La presentazione del mio ultimo libro Il miracolo delle dighe che si terrà domenica prossima 19 novembre tra Vercurago e Olginate, pur tra le tante precedenti ciascuna a suo modo peculiare, sarà nuovamente speciale e assolutamente affascinante. Perché, come vedete sulla locandina qui sopra, contemplerà un evento raro: la visita guidata della diga di Olginate, il principale sbarramento di regolazione del lago di Como, costruito tra il 1940 e il 1946 e oggi gestito dal Consorzio dell’Adda. Una “grande diga” molto diversa da quelle ben più imponenti e spettacolari – oltre che per qualcuno inquietanti – delle vallate alpine, protagoniste del mio libro, ma dall’importanza altrettanto fondamentale sia a monte che a valle di essa, per come contribuisca a limitare enormemente le esondazioni del lago, soprattutto a Como, e in forza della sua capacità di alimentare le attività agricole di un ampio territorio di Pianura Padana grazie alla possibilità di regolare un volume di acque di ben 246,5 milioni di metri cubi. Parimenti è un’opera, la diga allo sbocco del Lago di Garlate, che ha cambiato in modo considerevole il paesaggio della zona – l’alveo dell’Adda venne sostanzialmente ridisegnato, ad esempio – nonché la relazione con esso dei suoi abitanti, assumendo caratteri culturali identitari e referenziali per il suo territorio simili a quelli dei più grandi sbarramenti sulle Alpi.

La visita guidata della diga, della durata di circa un’ora, è in programma alle 14.30 con ingresso presso la casa dei custodi allo sbocco del ponte di Olginate sulla sponda orientale (verso Calolziocorte, Via Mazzini n°1): è libera ma inevitabilmente a numero chiuso e al momento è già sold out, ma potete chiedere informazioni al riguardo scrivendo una mail a cultura@comunitamontana.lc.it o telefonando allo 0341/240724 interno 4.

Successivamente attraverseremo insieme il ponte Vittorio Emanuele III, che unisce le due sponde del fiume Adda tra Calolziocorte e Olginate offrendo una vista privilegiata sulla diga e sul territorio circostante, per recarci presso la Biblioteca Civica di Olginate – sita in Via Prof. Mario Redaelli n°16 – dove alle ore 16.00 presenterò il libro Il miracolo delle dighe, grazie al quale vi accompagnerò in un lungo e, mi auguro, appassionante viaggio attraverso le Alpi alla scoperta delle più grandi e emblematiche dighe alpine nonché, soprattutto, di come hanno cambiato le geografie e i paesaggi dei territori montani che li ospitano e la relazione culturale intessuta con essi dalle genti che vi abitano. Il tutto, osservato da un punto di vista particolare, diverso da ogni altro, profondo, ricco di infinite percezioni e in grado di attivare narrazioni veramente affascinanti e illuminanti.

[La ciclopica diga della Val di Lei, tra Italia e Svizzera, all’epoca della costruzione tra le più grandi del mondo e della quale scrivo nel mio libro: ben diversa rispetto alla diga di Olginate eppure, entrambe a modo loro, due “grandi dighe”. Foto di Capricorn4049, opera propria, CC BY-SA 4.0, fonte commons.wikimedia.org.]
La partecipazione alla presentazione è senza bisogno di prenotazione. Ovviamente presso la Biblioteca vi saranno copie in vendita del libro; per saperne di più sullo stesso cliccate sulla copertina qui sotto:

L’evento fa parte del programma della 32a edizione della rassegna culturale “Estate di San Martino, organizzata dalla Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino con l’Ecomuseo Val San Martino, il Comune di Calolziocorte, la Parrocchia di San Martino Vescovo in Calolzio e la Pro Loco di Calolziocorte. Trovate il programma completo della rassegna qui.

Dunque vi aspetto domenica prossima 19 novembre presso la diga e/o la Biblioteca di Olginate: sarà un gran piacere incontrarci e chiacchierare insieme, e vi assicuro che sarà un pomeriggio che vi ricorderete a lungo!

P.S.: ringrazio di cuore il Consorzio dell’Adda per aver acconsentito alla visita della propria diga e, soprattutto, Elena Remondini, responsabile del Servizio Cultura della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, la quale ha concretamente organizzato e curato l’evento.

P.S.#2: le foto storiche della diga di Olginate che vedete lì sopra (cliccateci sopra per ingrandirle) sono tratte dalla pubblicazione Gli effetti della regolazione sulle portate dell’Adda e sulle piene del Lago di Como, curata dal Consorzio dell’Adda nel 2003, che si può leggere anche nel sito dell’ente.

Un’immagine che dice più di mille parole

Come spesso accade, più di mille parole basta una sola immagine a far capire senza alcun dubbio certe realtà (in verità palesi ma, evidentemente, non per tutti).

Ecco: ad esempio la fotografia qui sopra – postata dall’amico Toni Farina sulla propria pagina Facebook – della panchina gigante di Piamprato, sopra Valprato Soana, credo renda perfettamente l’idea di quanto tali manufatti turistici siano brutti, fuori contesto, insulsi, degradanti rispetto ai luoghi ai quali vengono imposti. Potete cliccarci sopra per ingrandirla e capire ancora meglio quanto vi sto rimarcando.

Un oggetto totalmente fuori posto in un contesto palesemente differente in tutto – nei suoi elementi naturali, nei colori, nei profili morfologici, nell’estetica del paesaggio ma pure nel senso culturale che chi lo visita dovrebbe saper cogliere. Come una mosca che dia insistentemente fastidio quando ci si vuole rilassare sul divano, come un tizio che urli e parli sguaiatamente in una galleria d’arte oppure come una pizza surgelata e riscaldata offerta in un ristorante gourmet.

Orribile, senza se e senza ma.

Per di più, la panchinona ritratta nell’immagine, in quanto posta a poca distanza da quel Monveso di Forzo che è stato reso “Montagna Sacra” ovvero simbolo naturale di quel necessario e consapevole senso del limite che dovrebbe guidare ogni iniziativa messa in atto in territori tanto pregiati quanto delicati come quelli montani, e che con tutta evidenza i manufatti come le panchine giganti calpestano cinicamente.

Chiedo dunque agli amici della Val Soana – territorio meraviglioso, tra i più belli di questo settore delle Alpi occidentali: non sarebbe il caso di farla sparire, quell’orribile panchina gigante? La bellezza, il valore e la considerazione diffusa della valle e della sua bellezza ne trarrebbe un grande guadagno, poco ma sicuro.