Badiucao a Brescia: visitare una mostra come atto politico

Mi auguro vivamente che possano essere tantissimi i visitatori della mostra La Cina non è vicina. BADIUCAO – opere di un artista dissidente, a cura di Elettra Stamboulis, aperta fino al 13 febbraio 2022 negli spazi espositivi del Museo di Santa Giulia di Brescia, prima personale in Italia per Badiucao, pseudonimo dell’artista-attivista cinese noto per la sua arte di protesta, attualmente operante in esilio in Australia dacché pesantemente minacciato dal regime cinese. Minacce peraltro giunte – con inopinata sfacciataggine politico-ideologica – pure alla stessa Città di Brescia dall’Ambasciata Cinese, alle quali fortunatamente e nobilmente non si è voluto cedere. Anche per questo, dunque, spero proprio che la mostra ottenga un successo di pubblico notevole e assolutamente emblematico per come si manifesterà parimenti nella forma di un messaggio chiaro e forte contro la dittatura cinese in particolare e a sostengo della libertà di espressione in generale.

Badiucao si è affermato sul palcoscenico internazionale grazie ai social media, coi quali diffonde la propria arte in tutto il mondo – il suo account Twitter @badiucao è seguito da più 80 mila persone – e sfida costantemente il governo e la censura cinese. La sua vocazione artistico-politica nasce nel 2007, quando, studente di Legge all’Università di Shanghai vede il documentario The Gate of Heavenly Peace, un girato clandestino diretto da Carma Hinton e Richard Gordon sulle proteste di Piazza Tienanmen. L’artista sviluppa una ferma decisione di esprimersi in prima linea contro ogni forma di controllo ideologico e morale esercitato dal potere politico, a favore della trasmissione di una memoria storica non plagiata. Il suo impegno politico si realizza, infatti, nella creazione di campagne partecipative, affissioni in luoghi pubblici, illustrazioni e attività online, spesso costruite con un linguaggio visivo che evoca ironicamente lo spirito pop della propaganda comunista, ricalcandone lo stile grafico, i colori e i toni.

Sono molti i temi affrontati nelle varie sezioni della mostra, con al centro l’attenzione e la denuncia costanti per i diritti umani violati: la repressione in Myanmar, il genocidio degli Uiguri, le censure inflitte ai cittadini di Wuhan sul Covid, il racconto dettagliato delle proteste degli ultimi anni dei cittadini di Hong Kong e come fermare o boicottare le prossime Olimpiadi invernali previste in Cina nel 2022. Tra le opere esposte colpisce particolarmente Watch, dedicata alla memoria del massacro di piazza Tienanmen: l’artista espone uno degli orologi originali fatti dal governo per ringraziare i militari che parteciparono all’eccidio, al suo fianco altri 64 orologi sono dipinti con il suo sangue, a ricordare invece gli studenti che persero la vita.

Badiucao è un’artista contemporaneo nel senso più pieno e importante della definizione, dunque: sa rimettere al centro delle proprie opere la visione alternativa e illuminante della realtà congiuntamente all’azione politica conseguente. In tal modo l’artista fornisce la personale, concreta e compiuta interpretazione a quel famoso motto di Paul Gauguin, «L’arte o è plagio o è rivoluzione»: intendendo con “plagio” anche quell’arte che rinuncia alla propria missione filosofica allineandosi anche nei propri contenuti e nei relativi messaggi al mainstream, così che alla fine “ricopia” in sé conformismi e omologazioni imperanti senza dire nulla di nuovo e tanto meno di importante. Ciò che appunto Badiucao rifiuta di fare nonostante le intimazioni del regime cinese e diventando così, a suo modo, rivoluzionario: ma è una rivoluzione artistica nobile e necessaria non solo rispetto alla Cina ma a favore di tutto il mondo libero. Visitando la sua mostra a Brescia, in un certo senso, di questa rivoluzione ne potremo far parte tutti.

[Xi’s going on a bear hunt, ©Badiucao.]
Cliccando sull’immagine in testa al post potrete visitare direttamente il sito web della Fondazione Brescia Musei, alla quale fa capo il Museo di Santa Giulia, e avere ogni informazione utile sulla visita alla mostra, oppure potete leggere questo articolo al riguardo di “Artribune”, con ulteriori contenuti interessanti al riguardo.

N.B.: parte dei testi di questo mio post è tratta dalla presentazione della mostra nel sito della Fondazione Brescia Musei.

La Dol dei Tre Signori, anche d’inverno

Una delle tante cose belle della Dol dei Tre Signori, l’itinerario escursionistico che unisce Bergamo a Morbegno e alla Valtellina transitando sulla lunga e regolare dorsale montuosa tra il bacino del Lago di Como e le valli bergamasche occidentali, è che può essere per buona parte percorso anche nei mesi invernali. Infatti tutta la parte che va da Bergamo fino ai Piani di Artavaggio, che rappresenta circa la metà della Dol, è un itinerario che non presenta difficoltà – salvo alcuni brevi tratti che possono essere tranquillamente evitati – e che mantiene quote inizialmente collinari e poi, una volta raggiunta la dorsale dell’Albenza, viaggia intorno ai 1.300/1.400 m con costante esposizione al Sole. Dunque, posto peraltro il clima attuale, in questo tratto la neve al suolo non è mai troppo abbondante da impedire il transito invernale – fermo restando l’avere con sé un equipaggiamento adatto alla stagione – ciaspole, ramponcini e altro di solitamente analogo, per ogni evenienza – senza contare che in questo prima tratto la Dol offre numerose possibilità di costruire itinerari “spin off” di quello principale (un mini-trekking di 2/3 giorni da Bergamo a Lecco, ad esempio, oppure percorsi transvallivi tra Valle Imagna, Val Taleggio, Valsassina e Val San Martino) che sanno comunque offrire ai camminatori mirabili sorprese storiche, artistiche, paesaggistiche, naturalistiche, oltre a panorami che, con la particolare luce invernale, diventano tra i più suggestivi dell’anno, garantendo una gran soddisfazione escursionistica a chiunque vi si incamminerà.

Nel video lì sopra pubblicato, tratto dalla pagina Facebook della rivista “Orobie”, Ruggero Meles, autore con Sara Invernizzi e con lo scrivente della guida “Dol dei Tre Signori”, da un balcone privilegiato dacché tra i più panoramici della dorsale vi racconta qualcosa di quel tant(issim)o che si potrebbe dire sull’itinerario, ma che se leggerete la guida troverete con ben maggior profusione di narrazioni.

Per saperne di più sulla guida “Dol dei Tre Signori”, cliccate sull’immagine qui a fianco, mentre qui avrete maggiori informazioni su come e dove acquistarla. Sulla pagina Facebook “I Cammini di Orobie” troverete invece frequenti “pillole” sulla Dol e sulla guida, con spettacolari immagini fotografiche della dorsale e dei suoi tanti “tesori”.

 

Una guida in buona compagnia

È sempre piacevole visitare un luogo dove sai di trovare tanti buoni amici, alcuni conosciuti bene e da tempo, altri che conosci appena ma sai già che li conoscerai meglio quanto prima, altri invece che non conosci affatto e non pensi nemmeno di farteli “amici”, prossimamente, ma che ti fa comunque piacere vedere, lì insieme agli altri in un “assembramento” tanto variegato quanto gradevole e per nulla pericoloso, anzi, solamente e profondamente benefico dacché in un luogo del genere si può diffondere una “pandemia” che di più salubri non ce ne sono. E poi, d’un tratto, ti trovi di fronte ciò che l’immagine qui sopra mostra, comprendi il senso di tutto ciò che stai osservando e con animo leggero pensi: «Ecco perché mi trovo così bene qui, in questa libreria!»

P.S.: perché sì, quella è la guida escursionistico-letteraria Dol dei Tre Signori, che ho scritto insieme a Sara Invernizzi e Ruggero Meles, ospitata in una libreria della catena “Libraccio” nella quale la potere trovare e ovviamente acquistare (grazie di cuore a Loretta Carsana per la fotografia!), oltre che sulle principali librerie on line e, ancora in questo periodo, come allegato del quotidiano “La Provincia di Sondrio”. Per saperne di più al riguardo cliccate qui, oppure cliccate sull’immagine in testa all’articolo per conoscere ogni dettaglio utile sulla guida. Se invece del volume e delle sue narrazioni (scritte e fotografiche) volete godere qualche intrigante pillola, visitate la pagina Facebook “I Cammini di Orobie”.

I trekking sulla “Dol dei Tre Signori”

Mi unisco con gran piacere al magazine “Orobie” per comunicarvi che, dopo la pubblicazione della guida escursionistica “Dol dei Tre Signori”, realizzata da Orobie con il supporto di Italcementi per fare conoscere il cammino della Dol – Dorsale orobica lecchese tra le province di Bergamo, Lecco e Sondrio e della quale sono autore insieme a Sara Invernizzi e Ruggero Meles, nell’ambito del progetto di rilancio del percorso di Moma Comunicazione e con il coinvolgimento dell’Ersaf-Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste, ecco finalmente la possibilità di percorrere la “Dol dei Tre Signori” grazie alla collaborazione con il social tour operator Viaggi e Miraggi.

Sono due le possibilità di viaggiare lungo l’itinerario: dal 28 agosto al 4 settembre 2021 oppure dal 18 al 25 settembre 2021. Sette giornate che consentono di passare dallo splendore e dalla ricchezza storica ed artistica della Città Alta di Bergamo fino alla Valtellina o al Lago di Como. Natura, storia, geografia, paesaggi, arte e sapori antichi si offrono ai sensi del viandante in un crescendo continuo di visioni, emozioni, esperienze e percezioni di rara bellezza. Camminando su antichi sentieri che intersecano alcuni dei gruppi montuosi più spettacolari e emblematici della Lombardia, si attraversano borghi che raccontano la vita in vallate dalle tradizioni millenarie come la Val San Martino, la Valle Imagna, la Valsassina, la Val Taleggio, la Val Brembana, la Val Varrone e la Val Gerola pernottando in rifugi di grande fascino, per raggiungere infine la Valtellina in vista dei giganti delle Alpi Retiche.
Ovviamente, se deciderete di partire e vivere un’esperienza così intensa ed emozionante, la lettura della guida vi potrà ancor più accrescere la bellezza del viaggio, senza alcun dubbio, oltre a rendervi consapevoli della miriade di cose che potrete scoprire nel corso del cammino.

Cliccando qui potete scoprire il programma completo del trekking e come potervi partecipare, affiancati da esperti accompagnatori di media montagna e con la presenza degli autori della guida.

Per sapere invece ogni cosa sulla guida “Dol dei Tre Signori”, cliccate qui oppure qui per avere ulteriori informazioni su dove trovarla e come acquistarla.

Prima la “Dol dei Tre Signori”!

Ringrazio molto – anche a nome dei miei colleghi – la redazione di “News Prima” per il bell’articolo-recensione dedicato lo scorso 26 luglio alla guida “Dol dei Tre Signori”, della quale sono autore insieme a Sara Invernizzi e Ruggero Meles: insieme abbiamo narrato la storia, la geografia, le genti, il paesaggio, la bellezza, il valore, i tesori, l’identità, l’emozione e lo stupore dei monti della Dorsale Orobica Lecchese, tra i territori prealpini più spettacolari d’Italia.

«Un fiume di pietra, boschi e prati che scorre alto sopra le nostre teste, raggiunto da sentieri come affluenti che scorrono verso l’alto salendo da vallate ricche di storia e tradizioni: valle San Martino, valle Imagna, Valsassina, valle Taleggio, valle Brembana, val Varrone, valle Gerola e Valtellina». Così gli autori della guida “DOL dei Tre Signori” descrivono la Dorsale Orobica Lecchese, un itinerario escursionistico che unisce le province di Bergamo, Sondrio e Lecco ispirandosi a un tracciato millenario, dimenticato per molto tempo fino alla sua riscoperta a metà degli anni Novanta. Il cammino e i paesaggi della Dorsale Orobica Lecchese costituiscono un patrimonio di grande rilevanza culturale e l’idea è stata quella di creare un vero e proprio brand territoriale, “DOL dei Tre Signori”, per le province di Bergamo, Lecco e Sondrio, unite appunto dal Pizzo dei Tre Signori, che per secoli ha collegato la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano e il Cantone dei Grigioni.

Potete leggere l’articolo nella sua interezza cliccando sull’immagine in testa al post.

Vi ricordo che la guida “DOL dei Tre Signori”, dopo essere andata esaurita in allegato prima a “L’Eco di Bergamo” e poi a “La Provincia di Lecco”, in queste settimane è a disposizione di escursionisti e amanti dei territori montani nelle edicole valtellinesi e valchiavennasche in abbinamento con il quotidiano “La Provincia di Sondrio”. Inoltre il volume è disponibile e ordinabile in alcune librerie della catena Libraccio delle provincie di Bergamo, Lecco, Brescia, Monza-Brianza, Lodi, Varese, Como e Milano.
Per saperne di più sulla guida cliccate qui, oppure qui per avere ulteriori informazioni su dove trovarla e come acquistarla.

Dunque, ve lo ribadisco ancora una volta e, ora, con il prezioso supporto di “News Prima”: buona lettura e buone camminate lungo la Dol dei Tre Signori!