Le città, in fondo ancora più che gli spazi naturali, devono basarsi sull’armonia – e non solo urbanisticamente o architettonicamente.
Se il paesaggio in Natura è il frutto della percezione culturale di un territorio già formato e semmai solo modificato dall’uomo, il paesaggio in città deve rappresentare la percezione – comunque culturale – del territorio che l’uomo può e deve formare, e che la Natura può solo ingentilire.
Quando ciò accade, le città possono essere luoghi autenticamente vitali. Altrimenti la sciatteria e il caos urbani sono dietro l’angolo di ogni loro edificio.
Tag: mappa
INTERVALLO – Lione (Francia), “Bibliothèque de la Cité”
La Bibliothèque de la Cité è un grande murale, ampio oltre 400 mq, che affresca un palazzo nel centro di Lione con la raffigurazione di più di 500 libri di autori e generi diversi ma tutti in vario modo legati alla città francese. Creato nel 1998, nel murale vi si riconoscono testi di Rabelais, Louise Labé, Voltaire, Reverzy, Frédéric Dard, Annie Salager e molti altri. Oggi attrae non solo i turisti che visitano la città ma pure altrettanti bibliomani, dato che è stato realizzato in un quartiere ove si trovano numerosi librai.
Una strada unica al mondo
Povera gente fece di Dostoevskij un uomo ricco. Non lo sarebbe stato a lungo, ma grazie a quello sbalorditivo esordio Fedör poté venire immediatamente annoverato tra i grandi della letteratura e vivere tra gli agi. Nella stessa strada in cui viveva, la Malaja Morskaja, viveva Turgenev, nei rari momenti in cui non era all’estero, e Gogol’ quando cominciò Memorie di un pazzo: tutti nella stessa strada, che non era nemmeno molto lunga. È solo a San Pietroburgo che può succedere una cosa del genere. […] Un altro che sarebbe andato ad abitare nella Malaja Morskaja era Čajkovskij, ma a quell’epoca Dostoevskij era in esilio in Siberia.
(Jan Brokken, Bagliori a San Pietroburgo, Iperborea, 2017, traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo, pagg.65-68.)
Cose belle da vedere sulla metro
In fondo non ci vuole molto per poter coltivare la speranza di un buon futuro – o di un futuro “migliore”, se preferite.
Ad esempio possono bastare, nel solo vagone nemmeno così affollato della metro di Milano (linea 1) sul quale stavo ieri verso le 18, ben 5 (cinque) persone che leggevano libri, quattro cartacei e uno su ereader. Solo in quel vagone, appunto, senza considerare gli altri del convoglio.
Non frequento spesso la metro di Milano ma era da un po’ che non vi constatavo una tale quota di lettori – supponendo peraltro (e magari sbagliando, me lo auguro) che invece i tantissimi con uno smartphone in mano stessero leggendo altro di… meno “letterario”, ecco.
Sono cose belle da vedere. E confortanti, ribadisco.
P.S.: l’immagine l’ho presa dal web, non è riferita a quanto avete appena letto.
Vacanze da “Belle Epoque” al Grand Hotel sui monti… questa sera alle 21.00 in RADIO THULE, su RCI Radio.
Questa sera, 13 maggio duemiladiciannove, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 14a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE intitolata “Saluti e baci dal Grande Albergo del Pertüs”!
Sul crinale montano tra Lecco e Bergamo, a 1200 m di quota, dove le ultime punte del manzoniano Resegone lasciano il posto alla più placida dorsale del Monte Albenza, tra antichi castagneti e maestose faggete giace silenzioso un imponente edificio, di proprietà privata e in gran parte disabitato. Tanti escursionisti ne restano incuriositi e affascinati, chiedendosi cosa ci faccia un edificio così grande immerso nei boschi e lontano da tutto; i locali lo chiamano “il Convento”, perché sanno che per qualche tempo fece da colonia estiva seminariale. In verità, tale edificio ha una storia ben più vecchia e nobile, perché ai tempi della Belle Epoque fu uno dei primi alberghi di montagna di lusso delle Alpi lombarde, testimonianza singolare ed emblematica (non solo per la zona in questione) della nascita e dello sviluppo del turismo alpino: era il Grande Albergo del Pertüs, dal nome del vicino e angusto passo (“pertugio”, da cui il toponimo dialettale) che collegava il bacino del Lago di Como con le valli bergamasche.
Un edificio tutt’oggi assolutamente affascinante e in grado di narrare una storia tanto poco conosciuta quanto intrigante e sorprendente, nonostante la sua monumentale presenza lassù sui monti appaia così silenziosa… Una storia che vi narrerò in questa puntata di RADIO THULE, sicuro che anche in questo modo l’ex Grande Albergo del Pertüs vi incuriosirà e ammalierà.
Dunque mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 27 maggio, ore 21.00, la prossima puntata di RADIO THULE! Stay tuned!
Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
– www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
– http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
– Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!