INTERVALLO – Calgary (Canada), New Central Library


Penso da sempre che la cura posta dalle amministrazioni pubbliche nella realizzazione, gestione e sviluppo degli edifici ad uso culturale, in particolare delle biblioteche, sia un segno importante e illuminante del loro valore politico, oltre che dell’alto livello generale della comunità sociale nella quale e per la quale operano. Nella città canadese di Calgary, come in altri luoghi – ne trovate numerosi nello spazio del blog denominato “INTERVALLO”, come i “rulli” della vecchia TV italiana con belle immagini di città, monumenti e paesaggi che andavano in onda tra un programma e l’altro – si è scelto non solo di realizzare una nuova biblioteca pubblica bella e funzionale ma di farne un simbolo architettonico iconico per l’intero paesaggio urbano, quasi a rimarcare la similare iconicità del libro quale oggetto culturale di interesse e importanza universali.

Progettata dal celebre team di architetti norvegesi Snøhetta e inaugurata il 1 novembre 2018 con un investimento complessivo di ben 245 milioni di dollari canadesi (pari a circa 155 milioni di Euro), la New Central Library contiene oltre 450.000 volumi su una superficie di 22mila metri quadrati. Il suo design, soprattutto all’interno, è ispirato alla tipica forma delle nuvole generata dalle correnti del Chinook, il vento caldo che soffia sulla parte occidentale del Canada, e implementa numerose soluzioni di ecosostenibilità e risparmio energetico, aggiudicandosi per questo numerosi premi e riconoscimenti.

Cliccate qui per visitare il sito web della biblioteca, oppure qui per visitarne la pagina relativa nel sito di Snøhetta.

[Crediti dell’immagine in testa al post: “By I have been given permission to use these photos by Jessa Morrison, Senior Manager, Marketing and Communications of Calgary Municipal Land Corporation, the company who is the author of the images“. Fonti: http://www.evexperience.com, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org]

INTERVALLO – Coeur d’Alene (Idaho, USA), “Little Tree Library”

Immagino conoscerete le Little Free Library, microbiblioteche pubbliche installate nei posti più vari e spesso ricavate dagli oggetti più disparati, nelle quali praticare il bookcrossing. Ecco, a Coeur d’Alene, cittadina nello stato dell’Idaho, USA, Sharalee Armitage Howard, bibliotecaria e artista, ha realizzato uno sviluppo assolutamente sublime del concetto: una Little TREE Library, una minibiblioteca ricavata nel tronco di un albero di cotone di 110 anni, con tanto di illuminazione esterna e interna e finiture di gran pregio.

Una biblioteca piccola nelle dimensioni ma assai grande nel fascino, non c’è che dire!

Cliccate sulle immagini per saperne di più, oppure qui per leggere un articolo dedicato alla Little Tree Library dal sito della sempre intrigante Barbara Picci.

Incantesimi e anatemi

Quando ho letto sul web la notizia a cui l’immagine fa riferimento (la potete leggere anche qui, direttamente dal sito de “Il Corriere”) io, che non sono un lettore dei volumi della saga creata da J. K. Rowling (ma non per dispregio, anzi, semplicemente non sono il mio genere letterario preferito), ho subito pensato: caspita, ora vado in libreria, acquisto uno dei libri di Harry Potter, leggo uno degli incantesimi e lo lancio contro quel reverendo e tutti quelli come lui. Metti caso che abbia veramente ragione, e il tizio coi suoi sodali sparisca nel nulla o si trasformino, che so, in grufolanti maiali!
Se invece non avesse ragione, be’, ne uscirebbe comunque perdente. In fondo come sempre accade a tutti quelli che la pensano in questo modo, su questa vicenda e su ogni altra. Amen!

INTERVALLO – Copenhagen (Danimarca), Tingbjerg Library and Culture House

Uno spazio che faccia da catalizzatore urbano per le attività culturali e sociali, contribuendo ad un riscatto da parte della comunità locale così da utilizzare la cultura come strumento e come fine della valorizzazione sociale e relazionale di un intero quartiere. Questo è il Tingbjerg Library and Culture House, a Copenhagen, sublime progetto dello studio danese COBE in puro stile “total nordic” sia nei concetti di fondo che nella sostanza materica, aperto lo scorso ottobre.

Cliccando qui potrete leggere un articolo sulla biblioteca pubblicato da elledecor.com, ma vi invito anche a dare un occhio al sito web dello studio COBE, vero e proprio scrigno di meraviglie architettoniche che confermano, se mai ce ne fosse bisogno, la supremazia del design nordico e della cultura umanistica che vi sta alla base.

P.S.: cliccate sulle varie immagini per ingrandirle, e grazie di cuore a Stefania per avermi segnalato tutto ciò!

INTERVALLO – San Francisco (USA), “City Lights” Bookstore

San Francisco è considerata la principale culla della Beat Generation, e la Beat Generation è nata in ovvero grazie a City Lights, la casa editrice aperta nel 1953 da Lawrence Ferlinghetti che pubblicò gli allora giovani poeti Jack Kerouac, Neal Kassady, Allen Ginsberg e Gregory Corso. Proprio “Urlo” di Ginsberg, oggi considerato il manifesto della Beat Generation, fu una delle prime pubblicazioni di City Lights: causò seri guai giudiziari e anche un periodo di galera per Ferlinghetti, che da sempre si era battuto per la libertà di stampa e di espressione.
City Lights è anche una delle più suggestive e intriganti librerie indipendenti di San Francisco, oggi come un tempo capace di attirare scrittori emergenti, artisti, creativi d’ogni genere oltre che, ovviamente, innumerevoli lettori.

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web di City Lights, oppure cliccate qui per vedere un servizio della RSI dedicato alla libreria e alla Beat Generation.

P.S.: anch’io, nel mio piccolo, ho dedicato alla Beat Generation una puntata del programma RADIO THULE, questa.