Incantesimi e anatemi

Quando ho letto sul web la notizia a cui l’immagine fa riferimento (la potete leggere anche qui, direttamente dal sito de “Il Corriere”) io, che non sono un lettore dei volumi della saga creata da J. K. Rowling (ma non per dispregio, anzi, semplicemente non sono il mio genere letterario preferito), ho subito pensato: caspita, ora vado in libreria, acquisto uno dei libri di Harry Potter, leggo uno degli incantesimi e lo lancio contro quel reverendo e tutti quelli come lui. Metti caso che abbia veramente ragione, e il tizio coi suoi sodali sparisca nel nulla o si trasformino, che so, in grufolanti maiali!
Se invece non avesse ragione, be’, ne uscirebbe comunque perdente. In fondo come sempre accade a tutti quelli che la pensano in questo modo, su questa vicenda e su ogni altra. Amen!

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Streghe e fatture

Ma quindi dal primo gennaio streghe e fattucchiere, quando vogliono fare una fattura a qualcuno, pure loro gliela devono fare elettronica?

Mah!

Una commemorazione di “un” defunto

Ambrosius Castenarius faber, Theutonicus de Curebia dictionis Lubianae, haereticus […] de nocte in loco carceris strangulatur, eiusque cadaver extra portam Cussignaci humatur (die 2 novembris 1568)

Comunque oggi, giorno della commemorazione dei defunti, sono 450 anni esatti dalla morte di Ambrogio Castenario.
«E chi sarà mai costui?» direte voi.
Vi racconto.

Ambrogio Castenario era un fabbro di origine slovena (nato probabilmente a Curebia, località vicino Lubiana) il quale lavorava in una delle tante botteghe di Udine che nel Cinquecento avevano richiamato numerosi artigiani tedeschi e slavi, particolarmente bravi in tali mansioni. Esattamente il 2 novembre 1568 Castenario venne mandato a morte per strangolamento dall’Inquisizione – condanna eseguita nel Castello di Udine – con la sola colpa di essere luterano e di non voler abbandonare la propria fede per convertirsi al cattolicesimo.

Il suo caso resta tutt’oggi, nella incalcolabile massa degli episodi simili, tra i più emblematici e significativi circa la ferocia criminale dell’Inquisizione cattolica. Un crimine la cui efferatezza venne messa in evidenza dal Castenario stesso, quando, nel processo a suo carico e come si evince dagli atti dello stesso, affermò «che se quella sarebbe stata la sentenza del tribunale, quella non sarebbe stata comunque la sentenza di Dio, perché non si trovava scritto, nel Vangelo, “che si debba uccidere qualcuno per la sua fede”.»

Ecco.

Ma poi… “8 marzo” sul serio?

Ma poi, care festeggiate in siffatta amena giornata celebrativa: dite che oggi, anno di grazia 2018, XXI Secolo, Terzo Millennio, ormai prossimi allo sbarco su Marte, all’intelligenza artificiale e a chissà quante altre meraviglie futuribili… dite che questa nostra società contemporanea è veramente distante dal tempo in cui le donne che cercavano di svincolarsi dalle sottomissioni “culturali” ad esse imposte le accusava di stregoneria e le bruciava vive in roghi sulla pubblica piazza? Dite che veramente la storia è corsa in avanti fino al presente che viviamo lasciando in quello spaventoso passato i germi di cotanta criminale misoginia, oppure no? Dite che realmente la fallocrazia che da millenni quasi ovunque governa il mondo sta subendo una definitiva disfunzione erettile (metaforica, eh!), oppure, insomma, dite che l’apparenza (vi) inganna? Che l’altra metà del cielo s’è fatta più ampia ma in verità è ancora racchiusa dal filo spinato, che le libertà, i diritti e i riguardi conseguiti ad oggi siano come sculture di ghiaccio al Sole di fine aprile (per non dire metà luglio)?

Che dite?

Samhain

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Notte. Tenebra. Il cosmo. Quiete. Solitudine. Suoni vaghi e lontani.

Nel silenzio che sospende – il cielo a un attimo è sospeso
E sospese nel cielo stelle e stelle e stelle a milioni
Che un alito leggero come nenia eterea tremola in viso
Come tremolano e ardono fuochi su colmi distanti e vicini
Faville alla notte elevando e indorando in aura cornice
La rossa rivale del divino pugnace, a tracciare i confini
D’un sogno al di là d’ogni sogno: ecco, essa ora dice
Che è giunta la triplice notte primeva, e l’attimo effonde
D’intorno la sua sospensione, e il tempo tiranno e rapace
Non più invitto si muove, e il cielo sublime si espande,
E la Terra si fonde in quel sogno che d’eterno sfavilla,
E le stelle divine discendono il lor fuoco su l’immonde
Umane terre, che nel gelo ritrovan cagione per tal favilla
Sfuggire – richiuse in mantelli grigiastri di confusa viltà
E ciechi al trionfo infinito, che ne l’attimo intenso sì brilla.

Solitaria su un colmo assorta tra i fuochi la mia felicità.

* * *

Notte. Silenzio. La voce del vento, il coro sublime. Emozione dei sensi.

Abbracciami o Stella! Abbracciami o diva discesa dal cielo,
L’ardente tuo fuoco che infiammi il mio cuore, e intensi
I tuoi sensi che brillino intorno – o prezioso e sì aureo velo!
L’incanto è al suo colmo, la notte è propizia ne’ suoi immensi
Infiniti, che vuoti si empino di tal nostra passione!
Osserva, laggiù, nel lago infuocato i cui golfi son densi
Delle luci frementi, osserva quel cigno sublime che agone
Pare ingaggiar d’eleganza con ogn’altra creatura: fremente
Attende l’amante divino, entrambi anelando la prossima unione:
E’ l’amore del cielo, la Terra è la sposa che brilla assai ardente,
Non senti il suo canto soave che l’attimo fissa in una nota
Perenne? Inarrivabile grazia è qui oggi presente
Il cielo e la Terra, il buio e la luce, la morte e la vita,
Il tempo non-tempo, sublime energia per l’immensa magia:
Abbracciami o stella, la notte infinita non più ora è vuota.

Notte. Il cosmo. Gioia, emozione. Percezione d’ancestrale armonia.

Versi_Irregolari_blog(Beh, visto che oggi è, tradizionalmente, il giorno di Samhain… Traggo questo componimento ad hoc – invero più una ballata che una poesia – dal mio Versi Irregolari (2007, Maremmi Editore Firenze/L’Autore Libri, Collana Biblioteca ’80 – Poeti, ISBN 88-517-1242-5, € 16,80). Un testo nel quale ho interpretato la festa come una celebrazione dell’unione tra Terra e Cielo, nelle sue accezioni più luminose come in quelle più oscure le quali, tuttavia, non hanno alcuna aura “negativa” dacché l’intera festa, materialmente e immaterialmente, si deve considerare al di fuori dei consueti canoni terreni. Infatti, nella concezione circolare-ciclica del tempo peculiare della cultura celtica, Samonios/Samhain si trova in un ambito sospeso posto al di fuori della dimensione temporale che non appartiene né all’anno vecchio e neppure al nuovo. E’ per tale motivo che, in questa giornata, la separazione dimensionale che usualmente divide che la Terra dal regno dei morti si assottiglia ed i vivi potevano accedervi – o viceversa, naturalmente.
Cliccate sull’immagine del libro qui sopra per averne ogni informazione utile e per sapere dove/come acquistarlo. Buona lettura, e buona festa di Samhain!)