Nessun bordello, in montagna

[La valle della Surselva, nei Canton Grigioni, Svizzera. Foto di Adrian Michael, opera propria, CC BY-SA 3.0, fonte commons.wikimedia.org.]

Una volta da giovane son dovuto scendere in macchina per un carico di rastrelli dal Giusep, poi grazie al cielo non mi è più successo, li avevo legati al tetto, dovevo consegnarli laggiù, mamma che casino di strade che hanno, non sai dove devi andare in quel bordello, semafori e strade e case e cartelli ma niente montagne con cui orientarsi, in questo noi ce l’abbiamo più facile, qui o sali o scendi la valle.

(Arno Camenisch, Ultima Sera, Keller Editore, 2013, traduzione di Roberta Gado, pag.70. Per la cronaca, Camenisch è originario della Surselva, la valle che vedete nell’immagine in testa al post nella quale sovente ambienta le sue narrazioni.)

“Il miracolo”… della diga dell’Albigna

Ancora un’originale visione fotografica di Cesare Martinato, un’altra veduta della diga dell’Albigna, in Canton Grigioni, una delle più particolari dighe delle Alpi, posta sul ciglio di una parete quasi verticale sospesa mille metri sopra l’alta Val Bregaglia e circondata dalle spettacolari guglie granitiche di questa regione delle Alpi Retiche occidentali – quelle visibili nell’immagine proprio sopra il muro della diga possiedono i pittoreschi oronimi di Spazzacaldeira e Fiamma.

Della diga dell’Albigna ne parlo nel mio libro Il miracolo delle dighe, raccontando della sua peculiare presenza nel paesaggio della Bregaglia e della particolare relazione intrattenuta con i suoi abitanti, per i quali la diga è molto di più di un ciclopico muro di cemento e ovviamente ben più di un’attrazione turistica – dacché la diga è visitabile anche all’interno e pure dentro offre qualcosa di inaspettato e sorprendente.

Ringrazio ancora molto Cesare Martinato per le sue sublimi fotografie e, se volete saperne di più sul libro, cliccate qui sotto:

Arno Camenisch, “Anni d’oro”

Siamo abituati a pensare e ritenere che siano le grandi città i “centri” del mondo contemporaneo, quelli da cui e attorno ai quali, nasce, scorre e fluisce ogni cosa che conta e tutto il resto che vi orbita intorno, inesorabilmente. All’apparenza non può che essere così: nelle città ci abita la maggioranza della gente, hanno sede i poteri politici, amministrativi e finanziari, generano tendenze, mode, costumi, attraggono ogni cosa che può avere un valore. Sono le città a osservare il mondo attorno a loro, insomma.

E se invece, per certi versi e non così secondari, accadesse che sia un piccolo villaggio di montagna a osservare il mondo, con una vista lunga a sufficienza da arrivare alle grandi città, ai loro abitanti e a ciò che vi accade? Improbabile, se non fosse che lassù, ai piedi delle alte vette alpine, l’aria è pura e più rarefatta, più salubre anche per la mente, che ad osservare le cose che si ritrova davanti magari riesce a coglierle in maniera più nitida che se osservate dalle città, cin tutto il loro caos, la vitalità fin troppo brulicante, le innumerevoli distrazioni, convenzioni, devianze… e nonostante una certa tipica ruvidità montanara, a volte meno urbana, meno compita tuttavia più avveduta e saggia.

Ecco, Arno Camenisch il “centro” del mondo l’ha trovato dalle sue parti, tra le montagne del Canton Grigioni, e questo centro ha a sua volta un centro speciale, la Surselva – una delle zone più belle e autentiche delle Alpi svizzere, sua terra natìa. Qui sono ambientati molti dei suoi romanzi incluso quest’ultimo Anni d’oro (Keller Editore, 2023, traduzione di Elisa Leonzio; orig. Goldene Jahre, 2020), storia assolutamente camenischiana ovvero forgiata in quello stile narrativo, letterario e linguistico (che anche nella traduzione italiana si può ben intuire) che ha fatto dello scrittore grigionese uno dei più peculiari non solo per il panorama svizzero contemporaneo nonché esponente di spicco di quella autentica e probabilmente unica (come genere) letteratura di montagna che trova ineguagliabili origine, anima e spirito tra le montagne elvetiche []

(Potete leggere la recensione completa di Anni d’oro cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

 

“Il miracolo delle dighe” sul “Corriere di Saluzzo”

Sulle pagine speciali che nell’edizione di ieri, 1 giugno, il “Corriere di Saluzzo” ha dedicato al recente Salone del Libro di Torino, potete leggere un bellissimo e completo articolo dedicato a Il miracolo delle dighe a firma di Anna Grassero, con la quale intorno al libro ho avuto il piacere di dialogare proprio al Salone torinese nello stand di Fusta Editore.

Ringrazio veramente di cuore Anna per l’ottimo sunto che ha tratto dalla nostra chiacchierata – impresa non da poco, nella babele rumoristica della gran festa libraria di Torino! – nonché per il tempo che ha dedicato al libro e per le belle parole spese al riguardo.

Cliccate sull’immagine della pagina per ingrandirla e leggerla agevolmente, oppure qui sotto per saperne di più sul libro.

“Il miracolo delle dighe” su “Varese Press”

Ringrazio di cuore la redazione di “Varese Press per aver dedicato un articolo all’uscita del mio ultimo libro Il miracolo delle dighe – cliccate sull’immagine qui sopra per leggerlo. Spero di essere presto in zona per presentare il libro e così approfittarne per visitare un lago artificiale relativamente piccolo ma assolutamente particolare, il Lago Delio, contenuto da due sbarramenti non certo ciclopici ma a loro modo affascinanti per come “sospendano” le sue acque, il cui bacino è un catino appoggiato a 930 m di quota sulla sella tra il Monte Borgna e il Monte Cadrigna, sopra quelle del Lago Maggiore. Lo si vede bene nella foto qui sotto pubblicata.

[Il Lago Delio con la diga nord, in primo piano, la diga sud dall’altra parte del bacino e là sotto il Lago Maggiore. Foto di Roberto Vanola tratta da “Varese News“.]
Insomma, anche così capirete, forse, che Il miracolo delle dighe non parla solo di dighe, anzi! Per saperne di più sul libro e su come acquistarlo, date un occhio qui.