L’apparizione dell’ecologia è un avvenimento senza precedenti nel rapporto storico dell’uomo con la natura. Ciò che la comparsa dell’ecologia cambia nel rapporto uomo/natura è legato, oltre che a una visione sistemica, dunque globalizzante del vivente, alla percezione di una finitezza: la vita non si spinge oltre i limiti della biosfera. Terribile rivelazione: la Terra come territorio riservato alla vita è uno spazio chiuso. È un giardino. Non appena enunciata, questa constatazione rinvia ogni umano, passeggero della Terra, alle proprie responsabilità. Eccolo divenuto “giardiniere”.
[Gilles Clément, La saggezza del giardiniere. L’arte del Giardino Planetario, DeriveApprodi, Roma, 2021. La citazione però io l’ho presa da Manifesto del Terzo Paesaggio, Quodlibet 2014, pag.97.]
Già, siamo tutti “giardinieri” di quel meraviglioso, inestimabile, unico e irripetibile giardino che è la Terra, il pianeta sul quale abitiamo. E chi può essere tanto stupido da possedere un giardino così bello e trascurarlo, guastarlo, rovinarlo se non distruggerlo?
Ringrazio di cuore il portale web “Sherpa” per l’attenzione riservata alle mie considerazioni intorno alle battaglie per la salvaguardia della Val di Mello. È un onore essere ospitati in un così prestigioso spazio di divulgazione culturale sui temi di montagna e da una figura tanto importante al riguardo come Alessandro Gogna che ne è l’ideatore e principale curatore.
Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo, mentre quello originario sul blog lo trovate qui.
Per passare dalla tragedia alla farsa il passo può essere breve un po’ ovunque, ma come in Italia si riesca a passare con altrettanta rapidità dalla farsa alla pagliacciata bella e buona, con figuraccia planetaria annessa, è qualcosa di effettivamente raro se non unico:
Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo de “Il Dolomiti”. Invece qui “Il Post” ricostruisce la grottesca vicenda della pista di bob olimpica di Cortina, che qualsiasi persona dotata di ordinario buon senso riterrebbe chiusa e da dimenticare velocemente e invece continua in modi sempre più sconcertanti. Modi per i quali i cittadini italiani potrebbero pagare ben 120 milioni di Euro, è bene ricordarlo.
P.S.: i numerosi articoli che ho dedicato alla pista di bob cortinese li trovate qui.
[Immagine tratta dalla pagina Facebook “Varasc.it“.]Anche dal Vallone delle Cime Bianche giunge un aggiornamento molto importante in merito alle azioni a difesa e tutela del zona dagli scellerati progetti sciistico-funiviari dei quali ormai probabilmente saprete e io ho scritto numerose volte. Il Comitato “Insieme per Cime Bianche” ha presentato la legale che supporterà le istanze in difesa del Vallone presso il Tribunale amministrativo regionale, il Consiglio di Stato, la Corte costituzionale, la Corte di giustizia e la Cassazione: è l’Avvocato Emanuela Beacco, specializzata in Diritto amministrativo, Diritto ambientale, valutazione di impatto ambientale e valutazione strategica; fa parte del Centro di azione giuridica di Legambiente e negli anni si è occupata di numerose cause di attinenza ambientale.
Nella conferenza stampa di presentazione del 29 novembre scorso Beacco, assumendo formalmente l’incarico, ha rimarcato che «Oggi il legislatore riconosce in teoria l’importanza del bene ambientale ma poi nella pratica finisce con il dimenticarmene e questo nonostante la riforma costituzionale del 2022 abbia riconosciuto la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile come limiti alle attività di impresa». Una situazione della quale il Vallone delle Cime Bianche rappresenta uno dei casi più emblematici, sulle nostre montagne, così come è emblematica e assai ispirante l’azione per la sua difesa, guidata in primis dagli amici Annamaria Gremmo, Marco Soggetto e Francesco Sisti di “Varasc.it”, veri e propri motori infaticabili delle azioni del Comitato.
È insomma una bella notizia, per la causa del Vallone, ma sotto certi aspetti è anche piuttosto desolante, per come dimostri che in Italia, per contrastare efficacemente delle iniziative politiche palesemente scriteriate, impattanti, degradanti per i territori ai quali vengano sottoposte (ancor più se già sottoposti a tutele ambientali) nonché per le comunità che li abitano – iniziative, insomma, per il cui discernimento e giudizio basterebbe il più ordinario buon senso – bisogna ricorrere alle vie legali e affidarsi al sostegno di un buon avvocato. Una cosa che trovo assurda, nella forma e nella sostanza, la quale tuttavia si scontra inesorabilmente con assurdità ancora più grandi come quelle che certi progetti, opere, infrastrutture, piani di intervento, manifestano inequivocabilmente. E che gioco forza giustificano pienamente l’azione legale.
Dunque, come è stato ribadito nel corso della conferenza stampa, bisogna resistere con ogni mezzo contro questi dissennati attacchi al fondamentale patrimonio collettivo rappresentato dalle nostre montagne, dal loro ambiente naturale e dai meravigliosi paesaggi che sono parte ineludibile della cultura che ci rappresenta. Facciamo di necessità virtù e avanti così, fino a che il buon senso finalmente trionferà: lunga vita al Vallone delle Cime Bianche!
Ringrazio di cuore la redazione di “ValsassinaNews” che lo scorso 28 novembre ha ripreso le mie considerazioni sulla questione dell’entusiastico attivismo politico nella realizzazione di infrastrutture turistiche in montagna, ciclovie in primis ma non solo, a fronte della molto meno entusiastica attività di sostegno concreto alle comunità residenti nei territori montani messa in atto dalla stessa politica. Una questione assai emblematica – per la quale la Valsassina è a sua volta un territorio ben rappresentativo – riguardo il futuro delle nostre montagne e la visione strategica, o presunta tale, con la quale lo si vorrebbe costruire, o smantellare.
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