Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, la 4a puntata della stagione 2015/2016 di RADIO THULE!

Thule_Radio_FM-300Questa sera, 16 novembre duemila15, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #4 dell’anno XII di RADIO THULE intitolata: “Il compositore ineluttabile. Vita e arte di Arvo Pärt”.
Vi sono personaggi, nel mondo dell’arte, le cui opere in tantissimi conoscono senza però sapere nulla di esse, e di chi ne è l’autore. Arvo Pärt rappresenta un caso emblematico di ciò. Non c’è forse nessuno al mondo che non abbia mai ascoltato un suo brano – come colona sonora in un film o in uno spot pubblicitario, come citazione nella musica di altri, come riferimento o influenza di tantissimi artisti… – al punto che oggi il compositore estone è il più eseguito al mondo, capace di riempire sobri teatri classici così come stadi riservati solitamente al pop e al rock. Ma, appunto, pochi lo conoscono veramente, dunque la puntata di questa sera di RADIO THULE cercherà di colmare questa lacuna ovvero di far conoscere quello che, secondo molti, è il più grande e influente musicista classico vivente.

Arvo-Part-imageDunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
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Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Di attentati che esplodono bombe dentro l’animo (Svetlana Aleksievic dixit)

Un tempo mi piaceva la metropolitana di Mosca. È la più bella metropolitana del mondo! Un vero museo! (Tace.) Dopo l’esplosione… notavo che le persone entravano nel metrò tenendosi per mano. La paura per tanto tempo non si è attenuata… avevo paura a uscire di casa e a girare per la città, la pressione mi saliva di colpo. Quando viaggiavamo in metrò guardavamo con diffidenza gli altri passeggeri. Al lavoro non si parlava d’altro. Oh, signore, che cosa ci succede? Sto sulla banchina e accanto a me c’è una giovane donna con una carrozzina, ha i capelli e gli occhi neri, non è russa. Non so di che nazionalità sia, se cecena, osseta… non mi trattengo e lancio un’occhiata nella carrozzina: ci sarà davvero un bambino lì dentro? O qualcos’altro? Mi mette di cattivo umore il fatto di dover viaggiare con lei nello stesso vagone. Mi sono detta: no, non deve far altro che salire, io aspetterò il metrò successivo. Si avvicina un uomo e mi chiede: ‘perché ha guardato dentro la carrozzina?’ Gli ho detto la verità. ‘Allora anche lei?’

(Svetlana Aleksievic, Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo, Bompiani, 2014, traduzione di Nadia Cicognini e Sergio Rapetti. Testo tratto da qui.)

Swetlana_Alexijewitsch_2013Un piccolo assaggio della (e un omaggio alla) scrittura dell’autrice premio Nobel per la Letteratura 2015, tratto da un brano dedicato all’attentato nella metropolitana di Mosca del 6 febbraio 2004, che provocò 41 morti e 134 feriti.

P.S.: per terribile coincidenza, visto che l’avevo preparato prima, ho programmato la pubblicazione di questo post qualche ora dopo l’attentato di Ankara, il più grave nella storia recente della Turchia.

(L’immagine contenuta nell’articolo è di Elke Wetzig, tratta da Wikimedia Commons)

INTERVALLO – Minsk (Bielorussia), Belarus National Library

minsk3Non esattamente un edificio “sobrio” (soprattutto in versione notturna!), quello della Biblioteca Nazionale di Bielorussia che, dall’alto dei suoi 72 metri e con la sua bizzarra forma a rombicubottaedro (!), svetta sul panorama cittadino di Minsk.
Bisogna tuttavia segnalare che l’edificio divide parecchio le opinioni: c’è chi lo inserisce nella classifica delle più belle biblioteche del mondo, e chi lo mette tra le opere architettoniche più brutte. A prescindere da tali giudizi, la Biblioteca Nazionale di Bielorussia è la terza più grande al mondo per quanto riguarda il patrimonio di opere in lingua russa, contiene 8 milioni di titoli ed è visitata quotidianamente da più di 2.000 persone.

biblioteca-nazionale-minsk-bielorussia1minsk2minsk4Cliccate sulle immagini per saperne di più.

Ma poi sapremo salvare il mondo con la bellezza?

dostoLa bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin ne L’Idiota di Fëdor Dostoevskij. E’ una frase che mi torna in mente ogni qualvolta la cronaca presenta fatti tragici e/o situazioni critiche – il che accade ormai quasi quotidianamente.
E’ vero, forse solo la bellezza può salvare questo nostro mondo troppe volte in preda alla follia umana. Ma, posta quella quotidianità, appunto, siamo ancora capaci noi tutti di generare bellezza? Di coglierla, concepirla, comprenderla, propugnarla? O non siamo più in grado di fare ciò, ed è proprio questa la nostra condanna?
(“Ma quale bellezza salverà il mondo?” ribatte Ippolìt al principe Miškin, nello stesso brano de L’idiota…)

P.S.: a proposito della celeberrima frase dostoevskijana e del suo senso autentico, bisogna notare (come fa qualcuno sul web: questo interessante articolo, ad esempio) che “nella costruzione russa della frase, “Mir spasët krasotà”, l’autore con una anastrofe (non resa nella traduzione italiana “ordinaria”) inverte oggetto e soggetto, “Il mondo salverà la bellezza”, quasi a voler sottolineare che il punto centrale in tutto ciò di cui si sta parlando non è esattamente la bellezza“. Il che fin da subito rende assai più indeterminato il senso apparentemente ovvio della frase stessa. Inoltre, “la parola stessa mir in russo – fatto curioso – ha due significati: mondo e pace. L’universalismo della cultura russa sembra discendere o incarnarsi nella lingua stessa, laddove l’aspirazione all’armonia concorde dell’umanità coincide con l’umanità stessa, il mondo. Il punto centrale è dunque che il mondo sarà salvato dalla bellezza: una profezia “linguistica” in questo caso si avvererà e il semplice mondo/mir diventerà la pace/mir“. Tuttavia, per tornare al mio dubbio là sopra, “mondo” e “pace” oggi paiono due termini troppo spesso avversi ovvero, inevitabilmente, se il mondo potrà essere salvato, lo sarà solo dalla pace, condizione ideale per il generarsi della bellezza. Ed è proprio su tale utopia che il mio dubbio nasce.

Daniele Benati, Paolo Nori, “Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente”

baltica9_copOk, dovete partire per un viaggio. Verso paesi e città non propriamente turistici – ovvero, non state andando nel classico villaggio dove tutto quanto è uguale a ciò che trovate nel resto dell’anno sotto casa… Un viaggio vero, autonomo, a contatto con la gente del posto, la sua cultura e i suoi costumi. Ok, dunque vi serve una buona guida, una di quelle che vi dia tutte, ma proprio tutte, le informazioni necessarie al viaggio stesso, e alla permanenza nei luoghi in cui andrete: precisa, dettagliata, affidabile, senza divagazioni su temi e argomenti poco consoni al suddetto viaggio. Una guida che vi dia sicurezza fin dal titolo, ecco.
Ok. Posto ciò, diciamo che a un testo del genere che s’intitoli come una bevanda alcolica parecchio forte, e che peraltro nel paese in cui dovreste andare in certi casi non è così ben vista, quella bevanda alcolica, non è il caso di affidarsi. Peccato, però, perché se invece vi si affidate, leggereste le migliori informazioni (o, diciamo, le meno ordinarie) per uno dei viaggi più particolari che potreste fare… Mica chissà dove – restiamo comunque nella vecchia Europa – d’altro canto non è la distanza, l’esotismo della meta o la bizzarria dei luoghi visitati a decretare che un Viaggio sia di quelli con la V maiuscola, autentico, genuino, esperienziale. Bastano poche migliaia di chilometri, magari ancora meno: il vero viaggio è dentro i veri viaggiatori, altri li potresti mandare al Polo Sud ma si comporterebbero sempre come in ufficio o nel centro commerciale vicino casa…
Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente (Laterza, 2008, collana “Contromano”) è la “roadmap” di due degli scrittori italiani più particolari in circolazione, Daniele Benati e Paolo Nori, che dalla (dalle) loro esperienza (esperienze) lassù dove l’Europa Occidentale tocca in modo non del tutto soave l’Est, ricavano un vero e proprio taccuino a due mani sul quale appuntano di tutto, da buoni consigli di viaggio a considerazioni campare per aria, da cronache di avventure non sempre finite bene a indicazioni pratiche su come non finire invischiati nelle labirintiche (nella logica) frontiere oltre l’Austria…

Benati-Nori-photoLeggete la recensione completa di Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!