Pubblicare inediti

Questo è un post sulla letteratura. Più precisamente sulla pornografia in letteratura. Quindi se non vi garba l’argomento non dite che non vi avevo avvertiti.
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Perché si pubblicano degli inediti che era meglio restassero tali? La risposta che mi do me la suggerisce Omero (beato lui che non corre il rischio di inediti-parodia!) e la tradizione greco-latina: in Passato sì che gli uomini erano Eroi; sì che erano grandi Loro, e forti e possenti e gloriosi, Loro. Mica come adesso che tutto è rinsecchito e svilito e diminuito: il sapere, la conoscenza, il valore stanno nel Passato. Basta riscoprirlo, ristudiarlo, ri-editarlo….
Viviamo tempi di decadenza? Probabile. Insieme ai tempi, è decaduta pure la stroncatura e la figura stessa dello stroncatore. La causa è da ricercarsi nel marketing editoriale, la conventicola globale del lupo non mangia il lupo, io lo faccio a te e poi tu lo fai a me (le brutte cose innominabili che si fanno tra loro i “poeti laureati” e pure i narratori, laureati e non). Poi non lamentiamoci se la gente che legge s’avvezza a leggere schifezze e, peggio, ad apprezzarle pure. La cattiva letteratura, e in particolare quella di origine sarda, è molto peggio della pessima moneta. La quale, come sanno anche i pescatori cubani, scaccia la buona.

Dall’articolo Inediti di Giuseppe Ravera, pubblicato sul suo blog “Le Nuove Madeleine”, nel quale ragione su come a volte (per non dire spesso e senza pensare di dire solo “qualche volta”) pubblicate inediti solo perché firmati da grandi autori è cosa che alla letteratura fa bene come indossare scarpe nuove e comodissime per attraversare un campo minato. Soprattutto poi se l’inedito del “tal autore” è il tal autore stesso a pubblicar(se)lo.

Potete leggere l’articolo nella sua interezza cliccando sull’immagine (anch’essa “rubata” da lì) in testa al post; questo mio repost pur parziale vuole anche essere un rinnovato invito a leggere il blog di Ravera, sempre foriero di spunti interessanti e riflessioni deliziosamente argute.

Da Roncola a Morterone, lungo la DOL

La seconda tappa della DOL dei Tre Signori parte da Roncola San Bernardo (BG) e vi porta sino a Morterone (LC), alle pendici del monte Resegone. Questa tappa è caratterizzata da ampie vedute: a ogni passo l’orizzonte si amplia sempre di più, spaziando su gran parte della pianura padana, l’intera cerchia delle Alpi Occidentali e la dorsale appenninica. Imboccando il sentiero CAI 571 camminerai su un percorso antico, che ha visto per secoli un flusso continuo di pastori, boscaioli, carbonai e muratori, e arriverai al monte Linzone (1372 m). Scenderai a Valcava, attraversando anche l’area di ripristino della cava Colle Pedrino di Italcementi. Salirai poi sulla vetta del monte Tesoro, a 1431 m, balcone privilegiato dal quale potrai ammirare anche l’incantevole borgo di Colle di Sogno. Scendendo verso la località Forcella Alta incontrerai il suo suggestivo laghetto e proseguirai verso il Passo degli Spagnoli o più notoriamente del Pertüs. Supererai poi il valico della Passata, storico luogo di incontro tra la Repubblica Veneta e il Ducato di Milano, e imboccando il sentiero CAI 576 proseguirai lungo il tratto dell’Anello del Resegone che ti porterà fino all’omonimo rifugio (1266 m). Da qui continuando lungo il sentiero CAI 587 raggiungerai la Bocchetta del Palio (1390 m), dove una strada agro-silvo-pastorale ti condurrà al borgo di Morterone, il più piccolo comune d’Italia, a 1070 m.
🚩 Punto di partenza: Roncola San Bernardo (BG)
🏁 Punto di arrivo: Morterone (LC)
⛰ Dislivello positivo: 869 m
⛰ Dislivello negativo: 1.425 m
🥾 Distanza: 19,3 km
⏱ Durata: 7 ore e 30 minuti

Quello che avete appena letto è un riassunto, conciso ma mi auguro assai invitante, della seconda tappa del trekking lungo la Dorsale Orobica Lecchese, che trovate narrata nella sua interezza e con generosa profusione di dettagli, suggestioni ed emozioni sulla guida Dol dei Tre Signori. Un libro che, lo ribadisco di nuovo, dovete certamente leggere così che poi vorrete senza alcun dubbio camminare lungo le montagne, i paesaggi e lo spettacolare itinerario che li attraversa, e che noi autori abbiamo narrato nella guida.

Per saperne di più, cliccate sull’immagine qui sopra o visitate la pagina facebook I cammini di Orobie dalla quale ho tratto il testo sopra riportato.

Per qualsiasi altra informazione sulla guida e su come reperirla, potete consultare www.orobie.it/cammini/, scrivere un messaggio a redazione@orobie.it oppure telefonare al numero 035/240.666.

DOL dei Tre Signori, un’altra bella (e prestigiosa) recensione

La guida “DOL dei Tre Signori”, della quale sono autore insieme a Sara Invernizzi e Ruggero Meles, si può fregiare di un’altra recensione per giunta particolarmente prestigiosa dacché firmata da Renato Frigerio, una delle figure più importanti della montagna lombarda e vero fulcro nonché memoria storica dell’ambiente alpinistico lecchese.

Ve la propongo di seguito e ne approfitto per darvi qualche interessante aggiornamento sul volume, il quale è in ristampa e, conclusa l’uscita in allegato al quotidiano “La Provincia di Lecco”, da giugno tornerà in edicola questa volta come allegato a “La Provincia di Sondrio, dunque nella relativa zona provinciale di competenza e aree limitrofe. In contemporanea la guida comincerà a essere disponibile all’ordinazione e all’acquisto nelle librerie delle provincie di Bergamo, Lecco, Brescia, Monza-Brianza e Milano nonché, prossimamente, nei principali shop on line.

Personalmente non posso che essere assolutamente felice del successo che sta avendo il volume, che uso come (auto)sollecitazione ulteriore per invitarvi alla sua lettura e, ancor più, a lasciarvi affascinare con essa nei riguardi del territorio che abbiamo raccontato, quello sospeso duemila e più metri sopra le scintillanti acque del Lago di Como, le meravigliose vallate prealpine lecchesi e bergamasche, la magnifica Valtellina e innumerevoli tesori storici, artistici, architettonici, etnografici, paesaggistici che animano un paesaggio tra i più belli della montagna italiana, nel quale l’itinerario della DOL corre unendo Bergamo e Morbegno e offrendo ai camminatori la possibilità di vivere un’esperienza di rara bellezza.

Ma prima, appunto, eccovi la recensione del volume di Renato Frigerio. In ogni caso, dunque, buona lettura (e buone future camminate sui monti della DOL!)

L’attenzione valida e meritoria che “Orobie” rivolge, già a partire dal 1990, alla bellezza e all’importanza turistica della Dorsale Orobica Lecchese ha avuto una concreta visibilità sia attraverso i vari resoconti riportati sulla propria rivista, sia con il preciso rilancio che la stessa rivista mensile ne ha fatto nel 2017, promuovendo l’organizzazione di un trekking organizzativo. Molto di più è quello che appare adesso con la proposta di un allettante volume che esce nella collana “I Cammini di Orobie”, a cura di tre autori competenti e appassionati, Sara Invernizzi, Ruggero Meles e Luca Rota. “DOL dei Tre Signori”, abbinando il generico acronimo ad una montagna tanto prestigiosa per il suo richiamo escursionistico, ricco di spunti naturalistici e di valore storico, costituisce una guida ambiziosa e innovativa per percorrere in cinque o sei tappe una camminata estremamente gratificante, sorretti appunto passo dopo passo dalle indicazioni e da splendide immagini. Invitati alla sua consultazione, il cammino risulterà più confortevole e sicuro, ed inoltre non potranno mai sfuggire i numerosi particolari costituiti dagli aspetti naturalistici, ambientali e culturali.
Mentre viene consigliato il percorso con partenza da Bergamo verso Morbegno o Colico, con l’intento di dirigersi da una zona fortemente antropizzata verso spazi più naturali, nello stesso tempo la guida indica chiaramente come raggiungere gli itinerari da diversi accessi.
Il volume ha in dotazione anche una dettagliata e utilissima Carta Escursionistica della DOL.

(L’immagine in testa al post è tratta dal numero di aprile 2021 della rivista “Orobie”; cliccateci sopra per saperne di più sulla guida “Dol dei Tre Signori”. Per qualsiasi altra informazione sulla guida e su come reperirla, potete consultare www.orobie.it/cammini/, scrivere un messaggio a redazione@orobie.it oppure telefonare al numero 035/240.666.)

(Ri)diamo voce ai sentieri!

A proposito di (nuove) strade di montagna, in senso generale: dall’inizio dell’anno in corso su Facebook è attiva la pagina “Diamo voce al sentiero, che si propone lo scopo di (come si legge nelle informazioni della pagina stessa) «sensibilizzare e discutere sul tema della costruzione di viabilità montana a discapito della sentieristica preesistenteUn tema fondamentale eppure troppo spesso sottovalutato, trascurato ovvero fuorviato per adattarlo a fini strumentali che rispetto allo sviluppo e alla salvaguardia della montagna appaiono del tutto antitetici, i quali poi consentono di perpetrare al territorio montano danni sconcertanti e sovente perenni con il conseguente detrimento del valore estetico, culturale, antropologico nonché economico dello stesso.

Diamo voce al sentiero” cerca di sostenere e perseguire una così necessaria sensibilizzazione sia attraverso contenuti che pongono in evidenza i concetti primari alla base del tema suddetto (un esempio lo vedete qui sopra), sia con focus veloci e sagaci su certe situazioni particolarmente emblematiche al riguardo – proprio come quella in corso nella splendida e ora profanata Val di Mello, sulla quale ho dissertato a mio modo nel post precedente, qui sul blog.

Seguitela, la pagina “Diamo voce al sentiero”: se da un lato vi darà modo di irritarvi parecchio (come a me succede) verso certi terribili e vergognosi interventi nei territori montani, dall’altro vi darà coscienza di come la bellezza dei monti non abbisogni affatto di quelle opere e che, come peraltro sosteneva il grande Walter Bonatti, «La montagna insegna a non barare, a essere onesti con se stessi e con quello che facciamo»: e a volte ciò che l’uomo decide di imporre, alla montagna, è quanto di più disonesto vi sia nei suoi confronti e di chiunque la voglia vivere liberamente e consapevolmente.

Da Bergamo alla Roncola sulla DOL

La prima tappa della DOL dei Tre Signori parte dalla stazione ferroviaria della città di Bergamo e vi porta fino a Roncola San Bernardo, sulle pendici dell’Albenza a 850 m. Un itinerario inserito in un paesaggio fortemente antropizzato, ma che offre numerosissimi punti d’interesse storico, architettonico, artistico e culturale che vi inviteranno a rallentare il vostro cammino. A partire da Città Alta, con le sue Mura Venete Patrimonio UNESCO e i tesori che vi sorprenderanno a ogni svolta. Attraverserete poi il verde dei boschi del Parco dei Colli di Bergamo fino al Santuario della Madonna di Sombreno, che vi aprirà la vista all’intero percorso della tappa. Vi incamminerete sulla Ciclovia della Val Brembana, lungo il percorso tracciato fino agli anni ’60 dalla Ferrovia, scoprirete i gioielli più preziosi del romanico lombardo, come la Rotonda di San Tomè e la Chiesa di San Giorgio in Lemine, ma vi immergerete anche nel profumo dei vigneti di Almenno San Salvatore. Giungerete infine a Roncola, dove ad attendervi come premio ci sarà il Polittico di San Bernardo di Giovan Battista Moroni, uno dei maggiori pittori italiani del Cinquecento, e un’ampia vista panoramica sulla Pianura Padana.

🚩 Punto di partenza: Bergamo – Stazione Ferroviaria
🏁 Punto di arrivo: Roncola San Bernardo (BG)
 Dislivello positivo: 1.163 m
🥾 Distanza: 18,4 km
 Durata: 6 ore

Eccovi un riassunto, conciso ma mi auguro assai invitante, della prima tappa del trekking lungo la Dorsale Orobica Lecchese, che trovate narrata nella sua interezza e con generosa profusione di dettagli, suggestioni ed emozioni sulla guida Dol dei Tre Signori. Un libro che, come ho già affermato, dovete certamente leggere così che poi vorrete senza alcun dubbio camminare lungo le montagne, i paesaggi e lo spettacolare itinerario che li attraversa, e che noi autori abbiamo narrato nella guida.

Per saperne di più, cliccate sull’immagine qui sopra o visitate la pagina facebook I cammini di Orobie dalla quale ho tratto il testo sopra riportato.

Per qualsiasi altra informazione sulla guida e su come reperirla, potete consultare www.orobie.it/cammini/, scrivere un messaggio a redazione@orobie.it oppure telefonare al numero 035/240.666.