L’Italia come un “Truman Show”


Secondo me, potrebbero veramente aver ragione quelli che sostengono che l’Italia, in quanto istituzione, in verità non esiste più da un pezzo, trasformata in un gigantesco esperimento socio-politico attraverso il quale testare e gestire il comportamento di una comunità pubblica sottoposta a governi e assetti istituzionali sempre più scadenti e degradanti, al fine di elaborare conseguenti modelli di valore assoluto utili alla gestione di eventuali situazioni similari in paesi più evoluti.

Un po’ come quando si fanno i test di rottura dei materiali simulando le condizioni più critiche possibili, così da determinare limiti di sicurezza che siano ampi e dunque includenti nel relativo range una casistica altrettanto ampia e completa. Un Truman Show socio-politico su vasta scala, ecco, applicato al paese più adatto allo scopo in forza della sua scarsissima identità nazionale e dell’altrettanto pessima condizione della sua società civile. Già.

Odissee serie, e altre più facete

Ieri erano esattamente 50 anni dalla prima anteprima mondiale di 2001: Odissea nello Spazio, un film che definire un capolavoro è cosa sminuente – ma certamente non serve che vi rimarchi ciò: già lo hanno fatto in tanti, ben più titolati dello scrivente (ad esempio vedi qui).
Semmai, io ho saputo fare di ben peggio: empiamente, ho osato prendere un fotogramma da una delle sequenze più famose e affascinanti del film, quella del ritrovamento del Monolite Nero sulla Luna, e trasformarlo nella pubblicità di un mio libro umoristico, Cercasi la mia ragazza disperatamente.

Tuttavia voglio chiedere indulgenza e comprensione, assicurando che allora come oggi è solo un modo, ehm… “esclusivo” per rimarcare l’importanza epocale della pellicola e la sua illimitata influenza. Ecco.

(Beh, empietà per empietà, in fondo anche Cercasi la mia ragazza disperatamente racconta di una “odissea”, e pure lo “spazio” c’entra e persino la filosofia. La quale è “amore per la sapienza” ovvero ricerca della verità, infatti anche il protagonista del libro compie una lunga ricerca e niente affatto semplice: “Come cercare un filo di paglia in un aghificio, o un can che abbaia mentre morde, oppure un delizioso brodo di gallina adolescente []”)

Non c’è umorismo in cielo! (Mark Twain dixit)

Tutto ciò che è umano è patetico. La segreta fonte dell’Umorismo stesso non è gioia, ma dolore. Non c’è umorismo in cielo.

(Mark Twain, Following the Equator – A Journey around the world, 1897. Ed. it. Seguendo l’Equatore. In viaggio intorno al mondo, B.C. Dalai Editore, 2010.)

Ecco l’essenza più autentica dell’umorismo rivelata da colui che potrebbe essere considerato uno dei più geniali umoristi di sempre, se non fosse che rimane nella storia della letteratura (e non solo) come il più grande scrittore americano d’ogni tempo. Il quale aveva capito che, come ad esempio il giorno nasce dalla notte, come la musica scaturisce dal silenzio o come l’amore “necessita” dell’odio per essere compreso, per lo stesso principio generale l’umorismo non esisterebbe senza il dolore. Ma, d’altro canto, il dolore trionferebbe definitivamente, se non vi fosse l’umorismo.

“Bella” gente, gli scrittori!

Cito, sic et simpliciter, dalla pagina facebook di Christan Frascella – uno dei migliori scrittori italiani contemporanei, per la cronaca:

E comunque circa quattro anni fa ero a pranzo con un amico, quando in fondo al ristorante vedo un altro scrittore, ci salutiamo, usciamo fuori a fumarci una sigaretta, come stai?, che stai scrivendo?, io gli ho detto che avevo in mente una trama, gliel’ho raccontata, poi quella trama l’ho accantonata, oggi do uno sguardo alle prossime uscite e vedo che quel mio amico scrittore sta per pubblicare un romanzo, che bello! ho pensato, leggo di che parla, e la trama è molto simile a quella che gli raccontai quel giorno, ma molto molto, non uguale eh, ma molto uguale, che bravo, mi sono detto, c’è gente splendida a questo mondo, siamo tutti una grande squadra e la vita è bella. Per dire.

Ecco. Che pure io, almeno una volta ma forse anche due, ho avuto il sospetto di qualcosa del genere, non per storie inedite raccontate a voce ma pubblicate in qualche stralcio sul web.
Comunque sì, ha ragione Frascella. Nel complesso, quello editorial/letterario nazionale è proprio un bell’ambientino, già. Di questo passo, al confronto, i celeberrimi peggiori bar di Caracas sembreranno le sedi di un club di uomini probi e irreprensibili. Ahinoi – ahitutti!

Tom Sharpe, “Eva, una bambola e il Professore”

cop_Eva_una-bambola_SharpeImmaginatevi uno dei super-aristocratici tea club inglesi, nei quali Lord e Sir consumano il sacro rito del tè delle cinque discorrendo di grandi temi – politica, filosofia, morale, cose di questo genere, insomma. Anzi, immaginate tale tea club adiacente a qualche nobile e prestigioso college, dunque frequentato da docenti coltissimi e un po’ austeri… Ecco: cercate sul web qualche immagine di Tom Sharpe, leggete la sua biografia (è mancato da poco, peraltro), e facilmente vi verrà di immaginarlo in un luogo del genere, discorrendo appunto con i titolati colleghi di cose importanti, profonde e sagge, non certo di ciance da bar di periferia.
Bene, ora leggete i suoi libri – ad esempio questo Eva, una bambola e il Professore (Tea, 1990, traduzione di Carlo Brera; orig. Wilt, 1976), riguardatevi le immagini di Sharpe, e probabilmente resterete esterrefatti. Perché questo romanzo, così come tanti altri scritti dall’autore britannico, è una vera e propria esplosione di umorismo fantasioso, folle, tremendamente acido tanto quanto libertino e sboccato (ma, sia chiaro, mai volgare, e ribadisco mai!), che parrebbe venire da un frequentatore avvinazzato del suddetto bar di periferia – e pure di quella piuttosto malfamata – piuttosto che da uno scrittore che nella sua vita è stato prima alunno e poi docente di alcuni dei più prestigiosi colleges di Cambridge e nel mezzo, ovvero negli anni ’60 dello scorso secolo, è stato espulso dal Sudafrica in quanto attivista anti-apartheid per poi dare sfogo, in età ormai matura, alla sua “natura da clown” – come egli stesso disse – e sfornare una serie di romanzi considerati tra i migliori del genere umoristico moderno-contemporaneo. Roba da sdoppiamento di personalità, quasi…

Leggete la recensione completa di Eva, una bambola e il Professore cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!