PERSONEFANNOCOSE e me, giovedì 28/07

Per saperne di più, cliccate sull’immagine!

Ci vediamo giovedì 28 luglio prossimo, nella meravigliosa frescura montana dei Piani Resinelli! 😉

Gran Paradiso: i principi sull’elicottero, i princìpi a ramengo!

Leggiamo e sentiamo ormai costantemente sui media dichiarazioni e proclami a favore della salvaguardia dell’ambiente da parte delle istituzioni pubbliche, lo sapete bene: parole e definizioni come “sostenibilità”, “sviluppo sostenibile”, “green”, “difesa ambientale”, “impegno” eccetera, sono ormai vocabolario corrente nelle dichiarazioni suddette, al punto che verrebbe da credere che sul serio abbiano compreso la gravità della questione ambientale e climatica e si siano messe d’impegno al riguardo, quelle varie istituzioni.

Bene: la recente vicenda della Regione Valle d’Aosta che per «rinnovare l’impegno verso un futuro di sostenibilità e salvaguardia della natura» e darvi lustro mediatico accompagna sul Gran Paradiso il Principe Alberto II di Monaco trasportandolo fino a poco sotto la vetta con un elicottero, per giunta riservato al Soccorso Alpino (dunque pagato dai contribuenti), in territorio del Parco Nazionale e contravvenendo a qualsiasi regolamento vigente sui voli in tale ambito nonché ai pareri negativi del Corpo di Sorveglianza del Parco, per di più cercando goffamente di tenere nascosto il tutto, ovviamente non riuscendoci – racconta bene la vicenda Mountain Wilderness International, leggete qui – fa capire bene quale sia la reale predisposizione mentale e politica di quelle istituzioni nei riguardi della salvaguardia ambientale in relazione ai cambiamenti climatici. Cioè quanto realmente interessa alle istituzioni, questo tema.

«Per un solo volo d’elicottero! Cosa volete che sia?!» sosterrà qualcuno. Eh, in effetti perché non dare il buon esempio nella lotta all’alcolismo bevendo solo un paio di superalcolici invece che cinque o sei o dieci? Che saranno mai? Poi, be’, non c’è due senza tre, si sa, comunque fino a cinque li reggiamo bene, magari anche sei. O sette…

«Salvaguardia della natura»? Bla bla bla! (cit.)
«Impegno verso un futuro di sostenibilità»? Bla bla bla! (cit.)
«Innescare buone pratiche di mitigazione degli impatti negativi prodotti dall’uomo sull’ambiente»? Bla bla bla! (cit.)
Ecco.

Salvaguardare il Vallone delle Cime Bianche per salvare il futuro di tutte le Alpi

[Fotografia di © Annamaria Gremmo Photography.]
Da tempo il meraviglioso Vallone delle Cime Bianche, tra la Val d’Ayas e la Valtournenche (Valle d’Aosta), uno degli ultimi territori alpini in quota rimasti intatti e incontaminati in questa porzione delle Alpi Occidentali, è stato posto sotto la minaccia di una devastante infrastrutturazione a fini sciistici, che ne minerebbe l’integrità ambientale e paesaggistica per i meri e ahinoi soliti fini di tornaconto economico-turistico, quelli per i quali si continua a guardare le montagne come a spazi da sfruttare e far monetizzare attraverso una visione anacronistica e degradante. Ma da altrettanto tempo tantissime persone si stanno opponendo a questo potenziale scempio attraverso diverse iniziative, e un attivismo civico e culturale prezioso oltre che esemplare non solo per la salvaguardia del “Vallone” – luogo divenuto ormai un simbolo di tali “battaglie” – ma di tutti quei territori alpini ancora intatti della cui bellezza abbiamo la fortuna di godere nel mentre che qualcuno vorrebbe invece privarcene per farne ennesimi divertimentifici ad uso e consumo turistico.

Tra di essi vi sono i ragazzi del progetto fotografico L’ultimo Vallone selvaggio. In difesa delle Cime Bianche e del sito web Varasc.it, che insieme a Ambiente Diritti Uguaglianza – Valle d’Aosta organizzano la seconda edizione di “UNA SALITA PER IL VALLONE”, che si terrà sabato 6 agosto 2022 con partenza da Saint Jacques, in Val d’Ayas: un evento e un appuntamento significativi e importanti per rendere palese il proprio impegno a difesa del Vallone delle Cime Bianche e contro lo sfruttamento turistico-industriale dei territori montani, patrimonio naturale fondamentale per il futuro di noi tutti.

Come scrivono gli organizzatori nel comunicato che presenta l’evento,

E’ questo un momento cruciale per le sorti del Vallone delle Cime Bianche: tra pochi mesi, in autunno, avverrà la pubblicazione degli esiti dello studio di fattibilità. Un anno fa, inoltre, sono state ritrovate le famigerate croci blu, tracciate dentro e fuori l’area protetta proprio nell’ambito di tale studio: il primo, vero danno al Vallone.
Nulla è perduto e la battaglia per la sua salvaguardia è sempre in atto: non retrocederemo nemmeno di un millimetro.
E’ tempo di tornare a camminare tutti insieme per manifestare fermamente a favore della tutela del Vallone, tuttora incontaminato e parte della ZPS “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220), oggi più che mai gravemente minacciato dal progetto di un impianto di collegamento funiviario che ne minerebbe irrimediabilmente l’integrità.
Dopo il grande successo della prima edizione del 18 luglio 2021, riproponiamo questo appuntamento aperto a tutti, dentro e fuori Valle: amanti della Natura, della Montagna, persone che hanno compreso l’importanza di preservare gli ultimi baluardi intatti delle nostre Alpi e che desiderano per il Vallone delle Cime Bianche, un Bene Comune patrimonio di tutti, un destino ben diverso.
Un futuro in cui possa continuare a prosperare ed essere valorizzato esattamente per ciò che è, scevro da politiche predatorie, di profitto e di mero sfruttamento del territorio.
Vi aspettiamo numerosissimi, con grande entusiasmo, per un’altra memorabile giornata all’insegna della bellezza, della condivisione e della Conservazione.
Uniamo le forze e sommiamo le voci: salite con noi nell’Ultimo Vallone Selvaggio. Con voi e grazie voi lo salveremo!
Lunga Vita al Vallone delle Cime Bianche!

Se probabilmente non serve rimarcare nuovamente quanto risulti scellerato il progetto dei nuovi impianti nel Vallone – scellerato dacché non solo anacronistico e impattante ma pure perché sostanzialmente avulso dalla realtà, sotto ogni punto di vista – serve invece ed è anzi fondamentale manifestare pubblicamente il proprio senso civico e la propria opinione contro questa iniziativa e ogni altra simile. Perché, ribadisco, non c’è in gioco soltanto il destino di un singolo vallone alpestre ma il futuro di tutte le nostre montagne, della nostra relazione con esse, la possibilità di intraprendere finalmente una nuova via, di sviluppare nuovi paradigmi nello sviluppo – turistico e non solo – dei territori di montagna accantonando definitivamente quelli divenuti ormai palesemente dannosi, a favore della loro bellezza, del loro patrimonio naturale, delle comunità che li abitano, del miglior futuro possibile con il quale garantire loro di preservare e accrescere il valore culturale (nel senso più ampio della definizione) che possiedono e che offrono a chiunque.

Nelle immagini che corredano questo post (cliccateci sopra per ingrandirle) trovate tutte le informazioni necessarie per partecipare a “UNA SALITA PER IL VALLONE” e io mi auguro vivamente che possiate farlo. Sarà una presenza che andrà ben oltre il semplice poter dire «io c’ero», di più: rappresenterà il privilegio di poter dire «io ho fatto qualcosa», per il Vallone delle Cime Bianche e per tutte le nostre montagne.

Lunga vita al Vallone delle Cime Bianche!

P.S.: della vicenda del Vallone delle Cime Bianche ho già scritto più volte sul blog, a partire da qui.

PERSONEFANNOCOSE, all’ombra delle Grigne

Giovedì 28/07, alle 19.30 ai Piani Resinelli, sopra Lecco e al cospetto della meravigliosa Grignetta, avrò l’onore e il piacere di essere ospite di 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘𝗙𝗔𝗡𝗡𝗢𝗖𝗢𝗦𝗘, il format culturale partecipativo per l’autoformazione e l’empowerment territoriale della montagna creato e curato da Resinelli Tourism Lab. L’obiettivo del format è la condivisione di idee e buone pratiche per un rilancio della montagna davvero sostenibile e partecipato – nel frattempo godendosi un ottimo aperitivo serale in qualche fascinoso “angolo segreto” dei Piani. Nel mio caso, chiacchiereremo di valorizzazione delle aree interne e turismo sostenibile in montagna, temi fondamentali per il presente e il futuro dei territori montani che lo diventano ancor di più proprio quando condivisi da più persone possibili, dal montanaro stanziale da generazioni sui monti fino al turista occasionale.

𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘𝗙𝗔𝗡𝗡𝗢𝗖𝗢𝗦𝗘, come accennavo poco sopra, è un format culturale partecipativo per l’autoformazione e l’empowerment territoriale della montagna. In sostanza, si invita gente a raccontare quello che fa: neo-rurals, imprenditori e imprenditrici d’alta quota, blogger, persone che hanno deciso di fare cose che valorizzano il territorio e le aree interne.

Il format è semplice:

  • Scegli il giovedì che ti interessa, ma se partecipi a tutti direttamente è meglio.
    Vieni in montagna con delle buone scarpe e una discreta voglia di chiacchierare e conoscere gente.
  • Noi ti portiamo in un posto segreto, che sicuramente non conosci, e che sarà impervio, dimenticato, abbandonato, selvatico, ostico, infrattato, sui bricchi. Faremo insomma una ravanata, che però ti porterà in men che non si dica in un luogo bellissimo e lontano dalle mete blasonate del turismo di massa.
  • Una volta arrivati, tireremo fuori dagli zaini l’aperitivo. Si mangia e si beve a chilometro zero in alta quota grazie al mitico Bar Ristorante Dal Tusett. Non male, no?
  • Mentre spilucchiamo e sbevazziamo, interagiamo e chiacchieriamo con i nostri ospiti, quelli che abbiamo invitato.
  • Quando ci siamo detti tutto, ti riportiamo indietro.

Visto che l’obiettivo di 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘𝗙𝗔𝗡𝗡𝗢𝗖𝗢𝗦𝗘 è la condivisione di idee e buone pratiche per un rilancio della montagna davvero sostenibile e partecipato, è importante che chi segue il progetto partecipi a tutti gli incontri. Per creare una community di aspirazioni e desideri, con cui immaginare un piano di sviluppo territoriale di ampio respiro e vedute orizzontali.

I primi tre appuntamenti del format sono giovedì 21 luglio con Michele Castelnuovo, giornalista e creator di Trekking Lecco,  giovedì 28 luglio con lo scrivente, e giovedì 10 agosto con Alessio Dossi, promotore di processi di imprenditoria civile. Calendario e dettagli li trovate nella locandina in testa al post: cliccateci sopra per ingrandirla.

Importante: la prenotazione agli appuntamenti è obbligatoria alla mail resinellitourismlab@gmail.com.

[I Piani Resinelli, Lecco e la pianura lombarda. Immagine tratta da qui.]
Sarebbe veramente molto bello e interessante trovarci lassù, nella bellezza intensa ancorché delicata (nonostante tutto) dei Piani Resinelli, luogo affascinante tanto quanto emblematico che merita di essere vissuto pienamente e profondamente. Che ne dite?

Una cosa utile, delle panchine giganti

Però bisogna ammettere che un fine assai utile le panchine giganti o “big bench” ce l’hanno, senza alcun dubbio. Identificano rapidamente e pressoché inequivocabilmente le località i cui amministratori, o chi per essi, non hanno realmente a cuore il territorio e non ne sanno comprendere il valore e la bellezza autentici. Parimenti, cioè per lo stesso motivo, indicano a tutti gli altri le località nelle quali non recarsi per non vedersi rovinata l’esperienza della contemplazione di un paesaggio di pregio e non banalizzato da cose prive di senso.

Magari così si scopre pure che il paese / la valle / il dosso / la vetta adiacente, oltre a non essere inquinata in quel modo, è pure più panoramica. Ecco. 😃