Soldi a palate

Falling euros (sky background)Debito pubblico elevato, spese da sostenere, investimenti da finanziare?
Nessun problema: basta trovare il modo di trasformare la maleducazione diffusa in denaro.
Il paese (l’Italia, sì) farebbe soldi a palate e non solo coprirebbe ogni bisogno finanziario, ma diventerebbe di colpo tra i più ricchi del pianeta. Già!

La sottocultura dei sottosegretari

Al ministero della Cultura compare una sola nomina, quella della senatrice leghista Lucia Borgonzoni (Bologna, 1976) con un passato anche da artista dopo gli anni dell’Accademia di Belle Arti nel capoluogo emiliano. Quello della Borgonzoni, che aveva già ricoperto questo ruolo nel primo governo Conte, è stato un nome iper criticato – a dir poco – già dai giorni scorsi, quando la stampa aveva riportato a galla un’infelice affermazione che fece nel 2018, affermando “di non leggere un libro da tre anni”, motivo che l’ha subito resa difficilmente qualificabile per ricoprire l’incarico di sottosegretario di un Ministero della Cultura. Che si tratti solo di polemiche faziose? Non si direbbe: il suo sfortunato percorso di gaffe era infatti proseguito durante la campagna elettorale promossa dalla Lega per il posto di presidente dell’Emilia-Romagna (vinto alla fine dall’avversario Stefano Bonaccini del PD), quando aveva sostenuto che la regione confinasse con il Trentino e poi promettendo, se avesse vinto, di tenere gli ospedali aperti tutti i giorni, cosa naturalmente già in atto. Insomma, probabilmente il Governo Draghi poteva riservare un occhio di riguardo diverso al mondo della cultura.

P.S.: a proposito di quanto scrivevo ieri… e non serve aggiungere altro. Ecco.

L’intelligenza italiana che non serve a nulla

ginzburg

L’Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi. È un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l’incompetenza, la confusione. E tuttavia, per le strade, si sente circolare l’intelligenza, come un vivido sangue.
È un’intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la conduzione umana. Tuttavia scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d’un ingannevole, e forse insensato, conforto.

(Natalia Ginzburg, Le piccole virtù, Einaudi, ed.1972, pag.41.)

Clic.

Le solite mitologie

Cambiano i tempi, cambiano le credenze, le superstizioni, le scaramanzie, le leggende e le mitologie.
Un tempo i draghi vivevano nei luoghi naturali più oscuri e inquietanti e spargevano terrore a destra e a manca; oggi invece i Draghi vivono in luoghi urbani ma ugualmente oscuri e inquietanti spargendo poltrone, a destra e a manca.

Be’, a ben vedere tutto cambia ma invero nulla cambia, come sempre. E, in fin dei conti, sempre di superstizioni e mitologie si tratta, alle quali molta gente oggi come un tempo continua a credere. Già.

Un (ennesimo) inverno indegno

L’inverno che sta per finire è stato, a mio modo di vedere, un’altra stagione indegna per l’Europa e la sua civiltà, in tema di gestione dei flussi migratori. Oltre a quella ormai cronica nel contesto mediterraneo, la situazione venutasi a generare degli stati balcanici occidentali testimoniata dalle immagini che pubblico qui – solo alcune tra le innumerevoli che si posso trovare sul web – semplicemente non può essere accettata da nessuno. È vergognosa, ignobile, inumana: oggi, anno 2020/2021, peraltro dopo tutte le tante parole spese sulla questione negli anni scorsi non si possono trattare degli esseri umani in questo modo, punto.

Tutto quanto, lo ribadisco ancora una volta (qui trovate alcuni miei contributi sul tema), nasce a mio parere dal fatto che la politica, nei vari ambiti nazionali e in quello internazionale, continua a non considerare la questione immigrazione innanzi tutto dal punto di vista sociologico e antropologico, prima che da quello della gestione politica, in forza di ciò continuando (non certo inconsapevolmente) a non comprenderne la realtà e la portata fenomenologica in quegli ambiti citati oltre che sotto l’aspetto prettamente geopolitico. La questione viene indefessamente trattata a livello emergenziale, in senso strettamente sincronico al suo accadimento, senza alcuna visione diacronica e geografica, regolarmente oggettivizzata e strumentalizzata – in ogni senso, sovranista e xenofobo o globalista e buonista o che altro – in base agli interessi del momento oltre che per profonda ignoranza culturale, il che inevitabilmente ne disumanizza la realtà portando alle conseguenze che le immagini fotografiche illustrano.

Io non ho per nulla – e ribadisco: per nulla – una visione ideologica e strumentale della questione, rifuggo qualsivoglia bieco sovranismo o sconsiderato globalismo, non osservo quando accade nel Mediterraneo o nei Balcani oppure altrove come fosse mera cronaca e fonte di vuoto “opinionismo” ma, appunto, non posso non considerare tutto quanto se non partendo dal suo chiaro e potente senso culturale ovvero socioantropologico. Poi viene tutto il resto, ma nulla può venire se non si “entra” nella questione da quella porta analitica fondamentale, quando ogni altro “ingresso” non è che una forzatura distorcente e inesorabilmente degradante. Non sono sovranista o globalista, sono umanista, e non solo nell’accezione geografica o filosofica del termine ma soprattutto perché umano, io esattamente come gli individui ritratti nelle immagini qui presenti e coinvolti nelle varie situazioni correlate.

Per tali motivi ritengo ineluttabilmente quelle immagini e quelle situazioni inaccettabili e vergognose, tanto più che accadono nella parte formalmente più civile e avanzata del pianeta. Per farla breve: o si permette a quelle persone che decidono di migrare di restare nei propri paesi d’origine garantendo loro un’esistenza dignitosa così che non siano costretti a partire (ma è un’evenienza che mi sembra ancora assai lontana dal poter essere realizzata, visto poi lo scarso impegno dei paesi più avanzati al riguardo), oppure, se li si fa partire, li si deve accogliere altrettanto dignitosamente, compatibilmente con le possibilità dei luoghi d’accoglienza e come l’umanità di noi che “umani” ci definiamo, di nome, di fatto e per “virtù”, impone a qualsiasi individuo che non stia commettendo gravi misfatti. Ogni altra eventualità che porti a situazioni come quelle in corso nei Balcani o altrove è un atto criminale, ne più ne meno.

Ecco, io la penso così.

P.S.: qui potete scaricare gratuitamente il dossier La rotta balcanica. I migranti senza diritti nel cuore dell’Europa, edizione aggiornata a cura della rete RiVolti ai Balcani. Cliccando poi i link di origine delle varie immagini, nell’elenco qui sotto, potete raggiungere altri contenuti sul tema.

[Fonti originarie delle immagini: https://www.open.online/2021/02/21/campo-profughi-lipa-silvia-maraone-intervista-video/, https://twitter.com/bentivoglimarco/status/1352141306710159362, https://twitter.com/bentivoglimarco/status/1352141306710159362, https://www.farodiroma.it/il-tema-dei-migranti-non-puo-essere-tralasciato-nella-trattativa-del-governo-draghi-invece-per-inseguire-una-coesione-politica-lo-si-ignora/, https://finnegans.it/balcani-la-rotta-dei-disperati-di-diego-lorenzi/, https://www.fanpage.it/politica/perche-a-nessuno-interessa-della-catastrofe-umanitaria-dei-migranti-in-bosnia/]