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Ci vediamo giovedì 28 luglio prossimo, nella meravigliosa frescura montana dei Piani Resinelli! 😉
Nel grafico sopra riprodotto (cliccateci sopra per ingrandirlo), che ricavo dalla pagina Twitter dell’IRPI – Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR, i vari circoli colorati identificano gli anni dal 1950 al 2022 in base al rapporto tra temperature e piogge nei primi sei mesi dell’anno, relazionato alla media standard 1991-2010, l’attuale trentennio climatico di riferimento.
Notate due cose:
Riflessione conseguente: rispetto al periodo precedente il 2022, così tremendamente anomalo, è sicuramente da considerarsi un’eccezione; non ci resta che sperare che tale resti anche in futuro e non si palesi invece come il primo anno di un nuovo periodo climatico ben più problematico, per il quale saranno le medie di riferimento del passato a dover essere considerate una “eccezione”, e in difetto.
Giovedì 28/07, alle 19.30 ai Piani Resinelli, sopra Lecco e al cospetto della meravigliosa Grignetta, avrò l’onore e il piacere di essere ospite di 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘𝗙𝗔𝗡𝗡𝗢𝗖𝗢𝗦𝗘, il format culturale partecipativo per l’autoformazione e l’empowerment territoriale della montagna creato e curato da Resinelli Tourism Lab. L’obiettivo del format è la condivisione di idee e buone pratiche per un rilancio della montagna davvero sostenibile e partecipato – nel frattempo godendosi un ottimo aperitivo serale in qualche fascinoso “angolo segreto” dei Piani. Nel mio caso, chiacchiereremo di valorizzazione delle aree interne e turismo sostenibile in montagna, temi fondamentali per il presente e il futuro dei territori montani che lo diventano ancor di più proprio quando condivisi da più persone possibili, dal montanaro stanziale da generazioni sui monti fino al turista occasionale.
𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘𝗙𝗔𝗡𝗡𝗢𝗖𝗢𝗦𝗘, come accennavo poco sopra, è un format culturale partecipativo per l’autoformazione e l’empowerment territoriale della montagna. In sostanza, si invita gente a raccontare quello che fa: neo-rurals, imprenditori e imprenditrici d’alta quota, blogger, persone che hanno deciso di fare cose che valorizzano il territorio e le aree interne.
Il format è semplice:
Visto che l’obiettivo di 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘𝗙𝗔𝗡𝗡𝗢𝗖𝗢𝗦𝗘 è la condivisione di idee e buone pratiche per un rilancio della montagna davvero sostenibile e partecipato, è importante che chi segue il progetto partecipi a tutti gli incontri. Per creare una community di aspirazioni e desideri, con cui immaginare un piano di sviluppo territoriale di ampio respiro e vedute orizzontali.
I primi tre appuntamenti del format sono giovedì 21 luglio con Michele Castelnuovo, giornalista e creator di Trekking Lecco, giovedì 28 luglio con lo scrivente, e giovedì 10 agosto con Alessio Dossi, promotore di processi di imprenditoria civile. Calendario e dettagli li trovate nella locandina in testa al post: cliccateci sopra per ingrandirla.
Importante: la prenotazione agli appuntamenti è obbligatoria alla mail resinellitourismlab@gmail.com.

Da più di un mese ogni giorno cerchiamo l’acqua sul nostro piccolo ghiacciaio che inesorabilmente sta sempre più arretrando. I tubi si allungano, si cambiano le posizioni nei crepacci, ogni giorno con il pensiero di non avere l’acqua in rifugio. Oltre al normale lavoro che svolgiamo c’è anche questo lato che ti fa ricordare di essere umile, rispettoso e impotente nei confronti di madre natura.
Pazientate se vi ricordiamo di spegnere sempre l’acqua quando vi lavate i denti (non solo qui ma anche a casa), di usarla con parsimonia mentre vi lavate ma è un elemento troppo prezioso e non va sprecato.
Questo è un post pubblicato dal Rifugio Quinto Alpini (in Val Zebrù, Lombardia) sulla propria pagina Facebook – le immagini sopra pubblicate sono quelle che lo corredano. Penserete senza temere di sbagliare che siano parole di questi giorni, vista la situazione di emergenza idrica che stiamo affrontando. Invece è del 24 agosto 2021, lo scorso anno, nel quale l’inverno era stato particolarmente nevoso, la primavera piuttosto fresca (il che avrebbe dovuto conservare la neve sui ghiacciai in maniera ottimale) e l’estate non raggiungeva i picchi di temperatura di quella in corso.
Ecco.
Ora, quando sentite quei personaggi, solitamente politici, che sui media e pubblicamente in vari modi dichiarano e ritengono che la situazione dell’anno in corso sia “eccezionale”, il che giustificherebbe lo stato di emergenza attuale ma non certo altre iniziative preventive o di mitigazione dei rischi futuri di carenze idriche (tanto «siamo ricchi di acqua», no?), sappiate formulare per essi il giudizio più consono che si meritano. Anche perché, se sapremo affrontare al meglio e in modo veramente resiliente le situazioni climatiche ambientali del prossimo futuro, non sarà certo grazie a quei personaggi. Anzi.
Negli ultimi giorni mi sono capitate sott’occhio, in differenti occasioni, alcune mappe dell’Italia in ognuna delle quali vi era un evidentissimo elemento comune: una zona geografica ben precisa colorata di rosso più diffusamente o più cupamente di altre, a segnalare un certo valore massimo rispetto a una determinata specificità oggetto di indagine e alle zone circostanti.
La mappa più recente, vista ieri, evidenzia la percentuale di consumo di suolo in base ai dati dell’Ispra; fate attenzione a quale sia la zona rossa più ampia e dal colore più cupo:
Questa prima mappa me ne ha ricordata un’altra vista pochi giorni fa, relativa alle temperature previste nell’ennesima ondata di calore in corso – che qualcuno, bizzarramente, ancora definisce “anomala”. Anche qui notate la zona più rossa di altre:
Infine mi sono ricordato di un’altra mappa, vista di recente. Indica la concentrazione di particelle inquinanti nell’aria, e di nuovo fate caso a quale sia la zona più rossa:
Capirete ora di quale elemento cromatico comune a tutte e tre le mappe, ovvero di quale solita zona geografica, vi stavo dicendo poc’anzi.
Ecco.
Potrebbe essere solo una inusitata coincidenza, certamente. Oppure no.
Comunque, a questo punto aggiungo una quarta mappa:
Indica la percentuale diffusa nel territorio di politici eletti e amministratori pubblici menefreghisti rispetto alle problematiche relative alle altre tre cartine e a tutto ciò che vi è di correlato. Vi sembrerà strano, inopinato, imprevedibile, incredibile, ma anche qui la zona più rossa di altre è sempre la stessa – ed è peraltro una mappa che resta immutata da decenni.
Che bizzarrissima “coincidenza”, non vi pare?