Terrorismo meteorologico

Sabato scorso chiacchieravo con un ristoratore di montagna sul fatto che, essendo per la domenica brutte le previsioni del tempo, per come le annunciavano buona parte dei meteorologi, non avesse prenotazioni e pure un paio di esse fossero state annullate – tenete conto che l’esercizio in questione è in un bellissimo borgo di montagna a 2 (due) minuti a piedi dal posteggio per le auto e che ovviamente (!), offre una bella sala al riparo dalle intemperie, fossero pure bufere polari. Ecco.

Non sono state che le ennesime rimostranze ascoltate da amici e conoscenti gestori di rifugi e ristori sui monti riguardo questa particolare forma di analfabetismo funzional-meteorologico (o meteoropatico) che pare affliggere molte persone nei confronti di bollettini meteo diffusi da sedicenti meteorologi che molto spesso si rivelano errati. Ne ho già parlato più volte, qui sul blog (date un occhio tra questi articoli) e poi, qualche giorno fa, per una di quelle coincidenze che tali non sono ma, forse, autentiche connessioni cosmiche, il grande Davide Sapienza (uno dei migliori scrittori e autori italiani tout court, lo rimarco sempre, non solo in tema di Natura) mi inviato una sua riflessione al riguardo, sorta di spin off aggiornato di un articolo del 2006 uscito su “Specchio” (il magazine de “La Stampa” oggi non più pubblicato) nel quale Davide già denunciava il “terrorismo meteorologico” di certi servizi meteo cialtroneschi, i quali, oltre all’accusa di diffondere evidenti panzane, hanno pure la colpa di screditare una scienza in realtà assolutamente rigorosa e meravigliosa come la meteorologia. Passano gli anni ma le cose al riguardo non migliorano affatto, anzi, con ‘sti social fakenewsari che abbiamo, peggiorano di continuo.

Col suo consenso, per il quale lo ringrazio di cuore, vi propongo la riflessione di Davide Sapienza; cliccando poi sull’immagine nel testo, potrete leggere anche il suo articolo del 2006. Ragionateci sopra e meditate, che è cosa oltre modo necessaria.

IL TERRORISMO METEOROLOGICO, II

In vista del weekend con i cammini 5 e 6 nella Valle del Lujo e sul Monte Bo*, considerando i tre rinvii per previsioni meteo (che poi, nel caso di Rovetta, come spesso capita e perfino a 24 h di distanza, si sono rivelate errate), senza mancare di rispetto ai veri meteorologi, che come sapete dicono “le previsioni oltre le 24h sono un azzardo, oltre le 48h divinazione”, mi viene in mente che a inizio mese apparve sui maggiori organi di informazione la notizia, “Settembre sarà un mese molto piovoso quasi sempre pioggia e temporali”.
Bene, da lunedì e per molti giorni avremo alta pressione; l’alta pressione è più facile da interpretare, come ci hanno spiegato e come, chi alza gli occhi al cielo e non vive di ansie da notifica del telefonino, chi vive molto all’aria aperta, va in montagna, ben sa. Nel 2006, per il compianto settimanale “Specchio” (“La Stampa”) scrissi un lungo editoriale, una riflessione intitolata come questo post. Ero colpito, da anni (lo smartphone ancora non esisteva), da come molte persone, anche qui in montagna, iniziavano ad andare in ansia da una settimana all’altra per il meteo. E da quest’ansia si facevano condizionare. E con quest’ansia facevano le loro scelte. E per quest’ansia si perdevano molte magnifiche opportunità di viaggiare, spostarsi e si, anche godersi il meteo diversamente bello (coniai io, allora, questa definizione: non parlatemi di “brutto tempo”, mai, grazie: l’acqua ci consente di vivere, come è possibile chiamarla “brutto”?). Pochi anni prima Franco Michieli, su “La Rivista della Montagna” aveva pubblicato un magnifico reportage intitolato “Elogio della pioggia”, che andava anche oltre, spiegando, come sanno tutte le persone che amano passeggiare facendosi bagnare, le connessioni tra noi e gli elementi naturali. Occhio: non sto dicendo, “vai in montagna anche con la tempesta, la grandine e il temporale”. Sto solo dicendo, “basta con queste paranoie da smartphone” anche perché spesso sono le persone succubi di queste paranoie a dire “ma poi sbagliano sempre”. E però che fanno? Disdicono prenotazioni ai cammini, evitano di uscire. Si fanno bloccare. Occhio perché è questa la strada verso la perdita della libertà. Spegnete tutto, accendete i sensi. Perché i primi terroristi e tiranni contro noi stessi, siamo proprio noi.

*: Davide si riferisce a questo.

(L’immagine in testa al post è tratta da qui: è del mitico Sio.)

Carlo Mollino sul Monte Bianco, o quasi

Carlo Mollino, uno dei personaggi italiani più eclettici ed affascinanti del Novecento, fu fotografo designer, scrittore, pilota di auto da corsa, alpinista, sciatore… e grande architetto, come rivela in modo approfondito e coinvolgente l’ultimo libro di Luciano Bolzoni, Carlo Mollino. Architetto, del quale vi ho già parlato più volte (e che sto leggendo proprio in questi giorni). Ma Mollino fu anche un bravo e temerario aviatore: e dove dunque poter presentare un libro ad egli dedicato se non per aria, unendo magari a ciò il volare sopra le montagne ma il tutto senza utilizzare un aereo? Semplice: salendo a bordo di una funivia!

Così sabato prossimo 31 agosto, a bordo della funivia SkyWay di Courmayeur, Luciano Bolzoni in dialogo con Roberto Mantovani presenterà Carlo Mollino. Architetto: un evento inserito nel calendario de “Le letture a 3466 metri” promosso da SkyWay Monte Bianco e Librerie Feltrinelli ma che porta la preziosa e fondamentale firma di ALPES.
Con tutto ciò, potrebbe essere una presentazione letteraria più spettacolare e imperdibile di così?
(Spoiler: no!)

N.B.: cliccate sulle varie immagini per visionarle in un formato più grande e leggibile.

Il ruolo di chi scrive

Chi scrive dovrebbe avere sempre consapevolezza di un ruolo: essere espressione e nel contempo creatore di nuovi paradigmi in grado di legittimare la nostra appartenenza alla Comunità della Terra.

(Davide SapienzaIl Geopoeta. Avventure nelle terre della percezioneBolis Edizioni, 2019, pag.27.)

“Attraverso le Terre del Suono”, Davide Sapienza e Marco Grompi a Carenno, sabato 6 luglio

La musica è un viaggio, si dice, e lo è anche la letteratura. Ma se di solito si pensa che il senso del viaggio stia nella meta che intende raggiungere, in verità il valore autentico del viaggiare sta in chi compie il viaggio: e se i viaggiatori sono di gran valore e prestigio, non può che uscirne un itinerario emozionante e unico attraverso territori di rara bellezza.

È ciò che accadrà sabato 6 luglio prossimo a Carenno, nell’ambito della rassegna “Una Montagna di Eventi 2019” organizzata dalla Pro Loco, con ATTRAVERSO LE TERRE DEL SUONO, un viaggio di parole e musica nella cultura del rock accompagnati da due viaggiatori di grande prestigio: Davide Sapienza, scrittore, geopoeta, autore di reportage, traduttore, uno dei più rinomati narratori italiani di territori e geografie, e Marco Grompi, musicista, storico del rock, promotore culturale, consulente discografico, autore di numerose pubblicazioni di ambito rock, fondatore e leader dei Rusties.

Le Terre Del Suono sono la geografia di tutte le persone che nella musica hanno trovato ispirazione quotidiana, forza interiore, capacità di restare fedeli alle proprie percezioni e di emozionarsi. Sapienza e Grompi, che lavorano insieme da un quarto di secolo per e con la musica, hanno deciso di farsi un regalo. Un loro “show”, dedicato al potere della musica, rivoluzionario, spirituale, profondo, concreto. Insieme hanno dato “pagine” a Neil Young (tre i volumi realizzati insieme e tra di essi, l’unica raccolta ufficiale approvata dal cantautore canadese di testi e traduzioni, oltre alle due autobiografie tradotte per Feltrinelli) e da qui era partita la loro unione artistica. Per Davide, scrittore geopoeta, impegnato nelle poetiche distese “della percezione” oltre che geografiche (come spiega il suo ultimo libro Il geopoeta. Avventure nelle terre della percezione) e per Marco, musicista e autore di libri rock, questa lunga amicizia intessuta del linguaggio sonoro, più che parlato, è una narrazione da condividere. Così nasce la performance ispirata a un capitolo del libro di Sapienza, a sua volta ispirato da una giornata dedicata proprio a Neil Young da Grompi, molto tempo fa.

Dedicato alla musica e alle geografie possibili, da quelle naturali, fatte di orizzonti e non confini, che diventano per noi umani quelle culturali. Questo è il viaggio di ATTRAVERSO LE TERRE DEL SUONO: Marco e Davide sul palco ma tutti insieme sul grande sentiero interstellare della musica. È la cultura rock dei due personaggi ad averli stimolati fin dall’infanzia, un filtro che ha definito il loro immaginario autoriale e giornalistico, senza preclusioni, fondato sulla condivisione di emozioni, percezioni, rivoluzioni interiori, conducendo per trent’anni ognuno a definire un proprio originale percorso di vita: come cantò John Lennon, immaginare che non esistano confini è facile, basta provarci.

Anche il contesto – e meta del momento – per il viaggio di ATTRAVERSO LE TERRE DEL SUONO sarà assai particolare: i prati accanto all’Oratorio di San Domenico, affascinante luogo sacro circondato dai boschi e dai monti, all’ora dell’imbrunire ovvero dalle 21.00, in un equilibrio di armonie musicali, letterarie, naturali e ambientali che renderà l’evento qualcosa di indimenticabile – e indimenticabilmente rock!

Segnatevi l’appuntamento, dunque, che ci si vede lì! Non mancate!

Siamo una popolazione (lessicalmente) depressa

Siamo una popolazione depressa, non lo si scopre adesso: è evidente da tempo. Come collettività abbiamo significativi problemi di percezione e di utilizzo dei processi cognitivi che si riflettono nell’allarmante riduzione del vocabolario medio, nel venir meno di una “biodiversità” linguistica che impedisce, in assenza di vocaboli adeguati e specifici, di cogliere e comprendere la complessità delle cose.

(Davide SapienzaIl Geopoeta. Avventure nelle terre della percezioneBolis Edizioni, 2019, pag.84.)

P.S.: approfitto di questa citazione de Il Geopoeta di Davide Sapienza per rimarcare la mia felicità nel constatare quanto a Davide toccherà lavorare, da qui all’autunno, in giro per l’Italia e in moltissimi incontri, reading, presentazioni, festival, cammini geopoetici… Ribadisco: Sapienza è uno dei migliori autori italiani (e scrivo autore, dacché “scrittore” mi pare titolo fin troppo limitante), e avere per chiunque la possibilità di assistere a un suo evento è qualcosa di estremamente bello, oltre che importante. Quindi, se potete, andateci a incontrarlo – trovate il calendario con gli eventi e le date qui – e capirete perché abbia appena affermato. quanto sopra.