Per me, ad esempio, è presentare Montagne, il sorprendente libro-atlante edito da Topipittori e illustrato dalla grande disegnatrice Regina Giménez, del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana, per la prima volta in una biblioteca – il luogo pubblico per eccellenza dedicato ai libri e alla lettura – di un paese di montagna, con la prestigiosa presenza dell’editore. Quale presentazione più bella di così potrebbe esserci?
Tutto ciò accadrà sabato 4 maggio alle ore 15.30 a Torre de’ Busi (provincia di Bergamo), ai piedi della meravigliosa dorsale prealpina dell’Albenza in un territorio montano di notevole bellezza, presso la nuova biblioteca comunale che nell’occasione verrà ufficialmente inaugurata, con il sottoscritto e, appunto, la prestigiosa presenza dell’editore Paolo Canton, in un evento patrocinato e organizzato dal Comune di Torre de’ Busi che fin da subito ringrazio di cuore.
Avvertenza per il pubblico che parteciperà alla presentazione: Montagne è un libro-atlante che racconta in maniera affascinante e innovativa le montagne (appunto) del mondo destinati ai giovani lettori dai 7 anni in su, tuttavia so per certo (anche per esperienza diretta) che quando il libro finisce tra le mani dei lettori adulti prendono a leggerlo con così tanto coinvolgimento che difficilmente quelli giovani se lo vedono ritornare a breve. Dunque, cari lettori adulti, anche se avete ragione e il libro è talmente bello interessante che pure voi lo trovate/troverete di lettura imperdibile, non dimenticate di riconsegnarlo ai ragazzi al più presto! Grazie!
Dunque, vi aspetto sabato 4 maggio a Torre de’ Busi! E state certi che tornerete a casa una montagna di cose belle e affascinanti sulle montagne!
[Il campanile dell’antica Chiesa di San Michele a Torre de’ Busi, con sullo sfondo la sommità del Monte Tesoro (1431 m). Foto di Alessia Scaglia.]Per qualsiasi informazione sull’evento, potete scrivere a info@comune.torre-debusi.bg.it; invece per saperne di più sul libro date un occhio qui.
[Il Monveso di Forzo, la “Montagna sacra”.]Il progetto della “Montagna Sacra”, dibattuto, criticato, disapprovato, da qualcuno osteggiato ma sempre, quando ciò è accaduto, per un’analisi troppo superficiale (se pur legittima, ma tant’è) dell’idea, con il tempo sta guadagnando invece sempre più consensi, cognizioni, condivisioni. Lo ha dimostrato bene la recente ospitata su Rai3, nel programma “Quante Storie” condotto da Giorgio Zanchini, dell’amico Enrico Camanni, una delle più prestigiose figure della cultura di montagna italiane, in qualità di autore de “La Montagna Sacra” (Laterza), il suo ultimo libro dei cui temi ha discusso con Paolo Cognetti, altra rilevante figura del mondo della montagna. Camanni è anche componente del comitato promotore del progetto, insieme ad altre prestigiose figure e, inopinatamente, a chi scrive.
Potete vedere la puntata di “Quante Storie” cliccando sull’immagine qui sotto.
Sta guadagnando sempre più approvazioni, il progetto della “Montagna Sacra”, in forza dei suoi concetti fondanti principali (dei quali il libro di Camanni offre una notevole dissertazione): quello dell’invasività umana che pervade ogni angolo del pianeta e della conseguente necessità di lasciare spazio alla “alterità” (gli altri esseri viventi), pena il degrado irrefrenabile dell’ecosistema globale; il secondo è quello di conquista, insito nella natura umana ma non più sostenibile, per far laicamente prevalere, per una volta, e almeno in un luogo almeno, l’idea dell’astensione e la necessità di determinare un limite, certamente simbolico ma altrettanto sostanziale nel suo senso, capovolgendo modelli culturali (da no-limits a off-limits) che sulle montagne e non solo lassù hanno cagionato e cagionano impatti non più accettabili. Concetti che sono ben difficilmente confutabili e i quali, sarà evidente, vanno ben oltre la mera discussione superficiale sulla “forma” del progetto, la cui simbolicità provocatoria serve proprio per innescare il dibattito e costringere alla riflessione su temi così importanti eppure largamente sottovalutati.
Per essere chiari, è simbolicamente “Montagna Sacra” il Monveso di Forzo, la vetta protagonista del progetto, ma nei concetti sopra indicati è “sacro” cioè bisognoso di non subire ulteriore invasività antropica e di determinare un limiteal suo sfruttamento (dunque in tal senso inviolabile: a ciò richiama la provocazione suddetta mirata al Monveso di Forzo) il Vallone delle Cime Bianche, il Monte San Primo, il Lago Bianco del Passo di Gavia, il Monte Tonale Occidentale, il Sassolungo, il Passo della Croce Arcana, il Sasso Tetto di Sarnano e ogni altro territorio minacciato da progetti di infrastrutturazione turistica e commerciale palesemente scriteriati e perseguiti soltanto per fini meramente affaristici. Territori da non più violare oltre quanto è già stato fatto e il cui delicato, prezioso, meraviglioso ambiente non può sopportare.
In tal senso il progetto della “Montagna Sacra” propone un rapporto forma-funzione (consentitemi di utilizzare questa definizione, che trovo calzante) profondamente efficace sollecitando la riflessione e la presa di posizione al riguardo. Per questo, appunto, sta ottenendo sempre più consensi e approvazioni. Il dibattito non è più sull’essere favorevoli o contrari ma su come poter concretamente sostenere i suoi concetti di fondo, così necessari, così improcrastinabili per il bene presente e futuro delle nostre montagne e dei territori naturali.
Per saperne di più su “La Montagna Sacra” cliccate qui, mentre per conoscere più approfonditamente il progetto – oltre che attraverso la lettura del libro – e sottoscriverlo potete visitare questa pagina.
Giovedì prossimo, 2 maggio, potrò fare una cosa alla quale tengo veramente molto e ne sono alquanto felice: sostenere la causa in difesa del Lago Bianco del Passo di Gavia dal devastante progetto sciistico che lo interessa. A Sondrio, alle 20.45, nell’incontro organizzato dal Circolo Culturale “Oltre i Muri” presso la Sala Besta della Banca Popolare di Sondrio, nel centro del capoluogo valtellinese, insieme ad altri prestigiosi relatori. Trovate i dettagli nella locandina qui sopra riprodotta, cliccateci sopra per ingrandirla.
Credo sia un appuntamento estremamente significativo e importante: quanto è stato fatto al Lago Bianco rappresenta uno degli assalti più assurdi e demenziali, ma per certi aspetti anche delinquenziali, portati alle nostre montagne, peraltro in un luogo meraviglioso, dotato di altissime valenze ecologiche e naturalistiche, posto nella zona di massima tutela del Parco Nazionale dello Stelvio. Un caso emblematico che pone moltissime domande alle quali devono essere date risposte chiare e inequivocabili. Giovedì, a Sondrio, proveremo a fornirle e far comprendere non solo cosa di tanto grave è successo al Gavia ma anche, e soprattutto, cosa non deve e non dovrà più accadere.
Segnatevi l’appuntamento: se siete di zona o in zona, mi auguro vorrete partecipare e, anche così, dare sostegno alla causa in difesa del Lago Bianco, un gioiello alpino inestimabile che non possiamo permetterci di perdere. Grazie!
[Foto di iris Vallejo da Pixabay.]Sapete quant’è alto il Monte Bianco, l’Etna o l’Everest? Oppure quant’è lunga la catena delle Ande e profonda la Fossa delle Marianne?
Be’, se non lo sapete è facile scoprirlo, bastano pochi secondi di ricerca sul web.
Sapete invece qual è la montagna propriamente detta più alta della Terra? (No, non è l’Everest!)
E che l’altezza di una montagna cambia in base al punto dal quale la si misura? (Magia? No, no…)
E che buona parte delle montagne della Terra è “invisibile”? (Neanche qui si tratta di magia!)
Sapete cosa è un guyot? (Non è un animale e nemmeno un piatto esotico…)
E un pericote? (Non c’entra nulla con il peyote!)
E qual è il paese europeo con più montagne? (La Svizzera? No!)
E lo sapevate che ci sono animali capaci di vivere stabilmente a 6000 metri di quota? (Ovviamente a parte lo Yeti!)
Le montagne sono un mondo speciale nel mondo globale che tutti quanti abitiamo, ricco di cose meravigliose da vedere e conoscere e di tante altre cose che non si vedono e si conoscono poco o per nulla pur essendo assolutamente importanti. La loro scoperta e conoscenza non è un mero esercizio nozionistico ma un modo affascinante e spesso sorprendente per capire meglio il grande mondo delle montagne e comprendere quanto esso sia fondamentale per l’intero pianeta e per chiunque lo viva.
Se volete vivere questa straordinaria ed emozionante esplorazione, Montagne è il libro che fa per voi. Abbiate sette anni oppure centosettantasette, la sua lettura vi catturerà e vi arricchirà: non soltanto di conoscenza ma anche, forse soprattutto, di considerazione nei riguardi della nostra Terra. E vi farà venire una gran voglia di salirci, sulle montagne!
Per saperne di più su Montagne potete anche cliccare sulle immagini che vedete in questo articolo, oppure leggere questa presentazione “speciale” dal blog di Topipittori.
Fin da quando ho avuto modo di conoscerla (ormai parecchi anni fa, vedi qui), ho trovato l’Associazione Dislivelli tra le entità che studiano la montagna e operano per le realtà montane più avanzate, innovative, illuminanti e concrete, capace come poche altre di sviluppare una visione approfondita tanto quanto avanguardista che si distingue nettamente in mezzo a tante (troppe) altre che ancora per le terre alte propongono idee e modelli sterili, sovente superati e obsoleti, a volte palesemente inadeguati e dunque facilmente fallimentari.
L’importanza del lavoro portato avanti (e in alto, sui monti) da Dislivelli lo si coglie in ogni sua iniziativa: ad esempio quella che si svolgerà lunedì prossimo 22 aprile a Torino è particolarmente emblematica al riguardo, anche per come si dipani da uno dei punti nodali della filosofia montana di Dislivelli, la metromontagna. Un’idea fondamentale e ancora troppo poco conosciuta e “messa a terra”, il che rende l’evento di lunedì ancora più significativo.
Per conoscere meglio l’Associazione Dislivelli potete visitarne il sito web, qui.