Prima che il paese imputtanisca

Tre operai sono seduti attorno al fuoco, mangiano pane e cacio e mi guardano tranquillamente. Dicono, e ridono, che sono arrivati prima loro di noi, che pure siamo di qui. Uno, siciliano, dice che poi faranno enormi ripari contro le valanghe e larghe strade, cambieremo faccia a questa valle.
«Come facevate a viverci, sì dico prima?»
Non è mica facile rispondere, potrei dirgli solo: che non potrei più viverci ora. E i contadini? I contadini è più facile, basta fargli vedere una cappellata di soldi, dopo fanno festa anche ai cagnoni e agli onorevoli che vengon su a mangiarci terra e acqua. Giura: non scrivere mai patetiche elegie sul tuo paese che sarà deturpato. Giura: o un feroce silenzio (male) o la razionale opposizione politica: scegli, ma non l’elegia della memoria, che finisce col fare i comodi di chi comanda male, cioè mangia addosso al paese e fa in modo che il paese imputtanisca.

(Giovanni OrelliL’anno della valangaEdizioni Casagrande, 1991-2017, pag.123-124; 1a ed. Mondadori 1965.)

Ammettere gli errori

Ammettere i propri errori è uno degli atti più nobili che si possano esprimere.
Ammetterli e poi continuare a sbagliare è una delle manifestazioni più evidenti di stoltezza.
Ammetterli vantandosene e continuare imperterriti a sbagliare è uno dei modi migliori per far carriera in politica.

Ecco.

Un lockdown esemplare

[Immagine tratta da ilfaroonline.it]
Io credo che, nella situazione sanitaria così grave che il paese sta vivendo, i rappresentanti eletti della sua cittadinanza – i politici, sì, tutti quanti – dovrebbero essere i primi a dare il buon esempio ai cittadini stessi e mettersi in lockdown.

Non solo, dovrebbero dimostrare pure di saper sopportare un lockdown di lungo periodo, se ciò può fare bene al paese e alla sua situazione.
Quaranta, cinquant’anni, ecco. Anche cento, se è il caso.
Sono sicuro che l’intero paese ne trarrebbe un gran giovamento, già.

Il paese deturpato

[I tristemente “famosi” ecomostri del Passo del Tonale, tra Lombardia e Trentino. Immagine tratta da sullamaca.it, qui.]
[L’ecomostro di Alimuri, tra Vico Equense e Meta di Sorrento, in Campania, fortunatamente demolito nel 2014; immagine tratta da qui.]

In nessun altro paese sarebbe permesso assalire come da noi e deturpare città e campagne.

[Guido Piovene, Viaggio in Italia, Bompiani, 2018; 1a ed. Mondadori, 1957.]

Piovene, raffinato intellettuale di grande sensibilità e appassionato viaggatore, tra le altre cose, scrisse quell’osservazione nel suo Viaggio nel 1957. Più di sessant’anni fa, sì, evidentemente già allora constatando un’insopportabile assalto cementizio e una grave alterazione del territorio italiano.
Ecco: secondo voi in tutti questi anni ci si è resi ugualmente conto di questo? Si è maturata un altrettanto grande sensibilità al riguardo, si è provveduto a difendere in modo ampio il paesaggio d’Italia da ulteriori guasti?

Lo so, sono domande tremendamente retoriche le cui inevitabili risposte sono tali anche per colpa nostra, purtroppo.

Lockdown all’italiana

Dunque, diamo uno sguardo ai lockdown in giro per l’Europa.

In Spagna, hanno optato per un lockdown regionale.
In Germania, per un lockdown light.
In Irlanda per un lockdown quasi totale mentre in Olanda per uno smart lockdown.
L’Italia, invece, è sempre un passo avanti: da ieri, qui, è in vigore un farlocc-down!
Ah, potenza del Medinìtali!

P.S.: no, non chiedetemi nulla di quell’immagine, che riguarda la locandina di un film del quale non sapevo l’esistenza e non so nulla. Fortunatamente, mi viene da dire.