Italiani che “fanno” cose (a Venezia)

Be’, suvvia: sull’Italia si può dire tutto, ma bisogna ammettere che, quando qui dicono che c’è da fare una cosa, soprattutto se d’una certa importanza e gravità anche in merito alla salvaguardia dell’immagine del paese e ancor più se in un luogo di valore artistico e culturale fondamentale, quella cosa viene fatta senza tante chiacchiere. Eh già!

La questione delle grandi navi a Venezia, ad esempio: è da anni che si dice che non saranno più fatte passare davanti a San Marco, perché è una follia che ciò venga permesso e perché è tremendamente pericoloso; poi, qualche settimana fa (il 2 giugno), è accaduto l’incidente nel Canale della Giudecca nel quale per puro caso non c’è scappato il morto e allora lì tutti quanti, nessuno escluso, finalmente hanno detto con austera determinazione e fiero cipiglio: «Ok, ora basta, non accadrà mai più!» – il senso delle dichiarazioni era questo, suppergiù.

Ecco. Domenica 7 luglio:

A questo punto, forse si farà molto prima a promuovere un’iniziativa istituzionale che possa variare quella nota espressione proverbiale popolare in questa nuova versione: tra il dire e il fare c’è di mezzo un canale. Perché è importante pure la coerenza, oltre al fare le cose. Senza troppe chiacchiere, appunto.

P.S.: cliccate sull’immagine fotografica di Gianni Berengo Gardin per saperne di più al riguardo.

Io e Instagram

E niente, siccome io Instagram continuo a non capire a cosa serva, salvo che alla promozione di luoghi turistici e/o commerciali, ai fotografi bravi e ai personaggi pubblici che vivono della propria immagine (definizione che, per quanto mi riguarda, concerne ben poche figure e certamente nessuno di quegli “influencer” del piffero, che peraltro a me influenzano come un topo vegano influenzerebbe un gatto affamato), alla fine, visto che ci sto e posta tale mia ignoranza o ottusità, ho deciso che lo utilizzerò nel modo in cui non dovrebbe essere utilizzato: scrivendoci molto e pubblicando poche immagini.

Perché è vero che oggi l’immagine conta molto – buona parte della nostra civiltà ormai si basa sulla mera apparenza, non più sulla concreta sostanza – ma è pure vero che qualsiasi pur bella immagine senza un buon contenuto espressivo vale come un palloncino colorato pieno d’aria che svolazza in cielo: carino sì, ma prima o poi inesorabilmente scoppia, e non resta più nulla.

Lo Strega e M…ah!

Lode e gloria ad Antonio Scurati e al suo M, che ha vinto il Premio Strega 2019 – libro che non ho letto e sul quale dunque non posso dire nulla, anche in forza di certi articoli al riguardo nei quali sul libro si dice tutto e il contrario di tutto. Quindi, appunto, amen.

Resta tuttavia incrollabile la personale opinione circa lo Strega, che ho già rimarcato qui (e non solo lì) e che, giocando irrispettosamente con la copertina del libro di Scurati, ho illustrato nell’immagine in testa al post: a suo modo un “romanzo” o, meglio, una fiction sul grande (?!) mondo dell’editoria nostrana. Ai cui meccanismi (parecchio ostruiti nonostante tutto l’olio messoci dentro) anche Scurati si è dovuto adeguare, a leggere le sue dichiarazioni post-vittoria. Forse suo malgrado. O forse no.

P.S.: ma poi, conta veramente vincere “il più importante premio letterario italiano” come lo stesso Scurati ha dichiarato, appunto? Mah!

INTERVALLO – Seoul (South Korea), Mike Stilkey at Starfield Library

Mike Stilkey è un artista americano che, tra le altre cose, crea delle bellissime sculture di libri. In pratica, combinando copertine e dorsi, crea dei veri e propri “quadri”, spesso di grandi dimensioni ed estremamente suggestivi, come quelli che ha realizzato nel marzo di quest’anno presso la Starfield Library di Seoul – biblioteca della quale vi ho parlato qui.

Così Stilkey scrive, sulla home page del suo sito web: «I libri stanno morendo. Ce ne sono così tanti che vanno nella spazzatura. È pazzesco. Se posso dipingere su di essi, sto dando loro una seconda possibilità.» E chissà che, in questo modo, non dia a questi libri pure una nuova vita letteraria e nuovi lettori delle loro storie.

Cliccate sulle immagini per visitare il sito web di Mike Stilkey. Lo spunto per questo post viene invece dal blog – sempre mooooolto interessante! – di Barbara Picci, nel quale troverete altre immagini delle opere di Stilkey a Seoul.

Alessandro Busci da Sotheby’s

Sono molto contento per Alessandro Busci, artista assai evocativo e intrigante che ho il grande onore di conoscere e del quale vi ho già detto qui, che nel Contemporary Art Day Auction del 27 giugno scorso da Sotheby’s ha visto aggiudicare il suo Aereo Bianco e Blu del 2018 (nell’immagine ne vedete un particolare) a 31.250 sterline, pari a 34.944 Euro, contro una stima di partenza di 18.000 sterline.

Chapeau!, insomma, dacché è un record del tutto meritato che mette in luce la qualità assoluta di una produzione e di una ricerca artistica originale e assai affascinante. E, senza dubbio, è pure uno “stimolo” per lo stesso Alessandro Busci affinché ci sappia sorprendere ancora di più, con la sua arte – se mai di stimoli ne possa avere bisogno, visto che ho già avuto modo di constatare che lo farà, e alla grande.