Una lettura sempre “divertente”

Nel mentre che completavo la lettura del numero 55 – Inverno 2020 (non fateci caso, sono in perenne ritardo pure con la lettura delle riviste alle quali sono abbonato), mi è giunta nella cassetta postale di casa il nuovo numero 56 – Primavera 2021 de “Le Montagne Divertenti“, il trimestrale di alpinismo e cultura alpina che dal 2007 racconta delle montagne di Valtellina e di Lombardia – ma non solo. Il che mi dà l’occasione di rimarcare quanto sia (da) sempre sorprendente questa rivista, nata quasi per gioco da un gruppo di amici appassionati di montagne capitanati dall’ormai quasi leggendario Beno – al secolo Enrico Benedetti – eppure capace di distinguersi in maniera originale e determinata nella produzione editoriale periodica dedicata ai monti. Ciò soprattutto in forza di due elementi fondamentali: l’aver mantenuto lo spirito narrativo da blog (dal cui mondo viene l’ispirazione originaria del trimestrale), con relativa grande passione, leggerezza, ironia (lo rivela il nome stesso della rivista, in effetti) e senza mai alcuna eccessiva seriosità o formalismo, ma ciò sapendo comunque includere – ed è il secondo elemento fondamentale – contenuti di alta, a volte altissima qualità culturale, storica e scientifica, le cui argomentazioni giungono facilmente e comprensibilmente a qualsiasi lettore proprio in forza del tono “leggero” utilizzato, così che il loro valore trascenda i meri confini geografici valtellinesi per diventare scritture e narrazioni spesso emblematiche anche per la realtà e la cultura di altre aree alpine.

Non è così comune trovare una rivista di matrice geografica la cui lettura intrighi e stimoli la voglia di visitare i luoghi narrati nei suoi vari articoli ovvero che sappia suscitare la curiosità di saperne di più, anche grazie a un corredo fotografico di qualità e sempre ben contestuale al testo a cui si riferisce. “Le Montagne Divertenti” lo sa fare fin dalla sua prima uscita, per tutto quanto sopra nonché, ribadisco, per quel suo mood narrativo così peculiare, pressoché unico, che la rende proprio divertente (appunto!) da leggere anche per chi non sappia nemmeno dove siano, le montagne e le località a cui gli articoli sono dedicati ma che, io credo, dopo averla letta vorrà visitare e conoscere meglio.

Lunga vita e successo duraturo a “Le Montagne Divertenti”, insomma: se li meritano tutti!

(Cliccate sull’immagine dell’ultimo numero, lì sopra, per saperne di più.)

Pepi Merisio

[“Bergamo, il Resegone e la Grigna”, 1966.]
[“Stazione Centrale, Milano”, 1953.]
Due opere fotografiche, la prima “montana” (ma con la sua città, Bergamo) e la seconda urbana (di un’altra città che ha spesso immortalato in scatti emblematici) per ricordare Pepi Merisio, uno dei più grandi fotografi italiani, scomparso ieri a Bergamo.

Le due immagini, ricavate dal web, sono tratte dal Fondo Pepi Merisio custodito presso il Museo delle Storie di Bergamo.

Andare a Lucerna e Tallinn senza andarci (per ora)

La neve è forse l’elemento naturale che più di ogni altro rende affascinante qualsiasi luogo, sia esso rurale o urbano. Tra questi secondi, tuttavia, ci sono alcune città che quando vengono ammantate dalla fredda coltre bianca accrescono se possibile la loro bellezza, diventano ancora più attrattive, intriganti, accoglienti, assumendo le sembianze di luoghi emotivi, oltre che geografici. Lucerna e Tallinn vanno sicuramente annoverate tra di essi: due città bellissime in ogni momento dell’anno che però se innevate diventano veramente incantate, quasi “magiche”.

[Foto di Ilya Orehov da Unsplash.]
[Immagine tratta da luzern.com, fonte qui.]
Purtroppo la situazione sanitaria che limita chiunque a livello continentale (e planetario) impedisce al momento di poter godere appieno della loro bellezza; tuttavia, nell’attesa di poterci andare – se non le avete mai visitate – o di tornarci, be’, ci sono due libri che le raccontano in modo assai particolare e insolito:

Non sono “guide di viaggio” (sono molto di più, in realtà) ma forse, leggendoli, vi verrà voglia di viaggiare verso Lucerna e Tallinn molto più che dopo aver letto un’ordinaria guida di viaggio, appunto.

Per saperne di più sui due libri, cliccate qui e qui.

ART MARK for XMAS!

ART MARK for XMAS è un’iniziativa promossa e sostenuta da Articon & Alpes – realtà con le quali mi pregio di collaborare – in collaborazione con Spazio Hortensia.

Nello spazio di Milano in Via Savona 45/53 potrete incontrare alcuni artisti che proporranno le loro opere in vendita e così visitare lo spazio stesso, un nuovo luogo dedicato alla cultura e all’arte che da gennaio aprirà le porte al progetto culturale B(r)E(a)THE SPACE nonché la preview (con possibilità di acquisto degli scatti) della mostra della fotografa Elena Galimberti Milano come mai, curata da Luciano Bolzoni e dedicata interamente alla nostra città.
Da domani e fino al 20 dicembre troverete libri, musica, acquerelli, fotografie, sculture e oggetti artistici in legno di artigiani dell’immaginario che vi aspettano per un regalare o regalarsi un oggetto unico in occasione del Natale, anche solo per piccoli pensieri comunque preziosi e a loro modo rari.
Insomma: che siano piccoli presenti oppure grandi doni, a Natale regala l’arte e la cultura!

Per poter garantire la massima sicurezza negli accessi è fortemente consigliata la prenotazione, che è possibile direttamente cliccando sull’immagine in testa a questo articolo: scegliete l’ora e il giorno in cui vorrete venire a visitarci:

  • 11, 17 e 18 dicembre dalle 15:30 alle 19:30
  • 12, 13, 19 e 20 dicembre dalle 11:00 alle 18:00 (orario continuato)

Per qualsiasi altra informazione o richiesta al riguardo, chiedete direttamente ad Alpes, qui!

Smarrirsi senza perdersi per ritrovarsi (a Lucerna)

Forse oggi, nel nostro mondo contemporaneo del quale ogni pur remoto angolo può essere raggiunto attraverso il web al punto da ritenere ogni impulso all’esplorazione un retaggio d’altri più avventurosi e ingenui tempi, bisognerebbe realmente tornare a pretendere la possibilità di perdersi. Magari non in senso geografico quanto più in senso emozionale, spirituale. Partire dalla conseguita consapevolezza geo-mentale, come l’ho definita poco fa, per lasciarvi in deposito le certezze materiali e vagare verso ignoti ambiti immateriali ove la realtà ordinaria si amplia, si spande in innumerevoli direzioni metafisiche, liberi come se non si avesse nulla da perdere o da rischiare e tutto da guadagnare perché sicuri di ciò che si è già acquisito. Anche in una città come Lucerna, sì, che parrebbe il luogo sul pianeta in cui perdersi è più difficile, per quanti riferimenti orientanti d’ogni sorta offra in ogni parte della propria conurbazione. D’altro canto Lucerna è parimenti così ricca di suggestioni, magnetismi, incanti, miraggi, visioni e quant’altro di conturbante e strabiliante, che realmente in essa può venire facile smarrirsi senza perdersi, volare lontano sulla ali del più istintivo estro rimanendo coi piedi ben saldi per terra oppure lasciando che la città solleciti di continuo e in modo vibrante la curiosità del suo esploratore, spingendolo entro vicoli o passaggi apparentemente insignificanti ma nei quali, invece, spunta d’improvviso qualche dettaglio magari minimo ma a suo modo incredibile.
In fondo l’uomo ha dovuto perdersi infinite volte per trovare la propria strada e per conoscere il mondo nel quale oggi si muove con tanta sicurezza; e l’eccessiva sicurezza spegne inesorabilmente la curiosità, ciò che fin dai tempi remoti spinge l’uomo verso direzioni ignote. Non è vero che nel nostro mondo di oggi in cui tutto è stato scoperto, esplorato e conosciuto, non sia ancora possibile trovare nuove e mai percorse direzioni verso cui andare, anche solo per sapere cosa c’è, laggiù. Forse andandoci ci si smarrirà. Forse, invece, troveremo la miglior occasione possibile per ritrovare noi stessi, oppure per renderci conto che era quando ci ritenevamo certi, e senza alcun dubbio, di sapere dove fossimo, che in realtà eravamo persi.

Sì, certo: da qualche mese a questa parte il “mio libro” per antonomasia è Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmime urbano, pubblicato a marzo nella collana dei Cahier di Viaggio di Historica. Il brano che avete appena letto invece è tratto dal precedente libro, la cui copertina vedete qui sopra, a sua volta edito nella stessa collana da Historica (cliccateci sopra per saperne di più), e mi serve per denotarvi (ovvero ribadirvi) che sono molto legato a questo libro tanto quanto alla città che racconto tra le sue pagine. Dunque, se non l’avete e volete “visitare” in maniera alquanto originale un’altra meta certamente non ordinaria, be’, insieme a Tallinn potreste anche leggervi Lucerna, ecco.

Luca Rota
Lucerna, il cuore della Svizzera
Historica Edizioni, 2016
Collana Cahier di Viaggio
ISBN 978-88-99241-94-0
Pag.167, € 10,00