#iostoconburioni

Ecco. Anzi, mi sta sempre più convincendo – a me che mi faccio vanto d’essere sempre gentile, disponibile e diplomatico – che il suo atteggiamento intransigente nei confronti degli ignoranti sia l’unico veramente efficace per sconfiggere l’ignoranza, ben più che un processo di rieducazione culturale che, gioco forza, impiegherebbe troppe energie e troppo tempo (visti anche i numerosi inqualificabili media che fanno da cassa di risonanza alle varie ignoranze diffuse) col rischio che una tale terribile pandemia superi definitivamente il punto di non ritorno e seppellisca del tutto l’intelligenza e il buon senso, oltre che il futuro di noi tutti.

Dunque: #iostoconburioni

(Cliccate sull’immagine per visitare il nuovo sito medicalfacts.it, creato dal professor Burioni per contrastare la diffusione di balle (non) scientifiche e relative fake news.)

La testa tra le nuvole, e oltre

A volte bisogna avere la testa tra le nuvole. Perché è l’unico modo per passarvi attraverso, sbucarvi oltre e finalmente tornare a essere illuminati dal Sole e dalle stelle.

Altrimenti da quella coltre nuvolosa riguardo alla quale ci si convince (o si è convinti) che infilarci la testa sia inopportuno, sbagliato, azzardato, si finirà per essere costantemente limitati e, infine, per restarne oppressi, laggiù in basso, privi di luce e di energia.

(L’immagine è mia, ed è di qualche giorno fa.)

Khashoggi chi?

Comunque, suvvia, è inutile* spendere troppe parole. La sola verità riguardo l’assassinio dello scrittore saudita Jamal Khashoggi, che nemmeno abbisogna di indagini tant’è palese, è tutta nell’immagine (elaborata, sia chiaro) sopra riprodotta – cliccateci sopra per leggerne meglio la sostanza (è in inglese, ma si capisce perfettamente); ogni altra cosa svanirà rapidamente nel solito funzionale oblio. Con buona pace di tutti quelli – giornalisti, scrittori e intellettuali – che hanno fatto la stessa fine per similari verità, della libertà di espressione e di stampa, della civiltà, della cultura, della democrazia e dei diritti umani, dell’Occidente e dei suoi “fedeli alleati”, del nostro mondo “meravigliosamente” ipocrita e di noi tutti facce di luna piena così gradite ai poteri mannari che ci governano. Già.

Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.

(Ray Bradbury, Fahrenheit 451, Mondadori, 1a ed. 1966.)

*: sono sarcastico, ovviamente.

Quelli che si vantano di non leggere

(Mark Twain, “The town drunkard asleep once more”, 1883.)

Quelli che si vantano di non leggere libri o di non apprezzare l’arte mi ricordano tanto quelli che ostentano la loro “capacità” di reggere l’alcol e di non subirne gli effetti: bevi e bevi, prima o poi ubriachi fradici se non in coma etilico al pronto soccorso ci finiscono tutti – o, peggio (per loro), con l’auto in un fossato. E certamente, in ogni caso, non per colpa dell’alcol.

Dovremmo andare tutti quanti a piedi

Siccome credo molto poco alla reale volontà di chiudere i grandi centri commerciali la domenica* – al di là dei soliti toni da boutade sloganista, dei quali ormai si nutre tutta la politica, salterà fuori l’ennesimo escamotage che cambierà “tutto” e non cambierà nulla, vedrete, con gran gioia della massa di persone (votanti, peraltro) che pensano che passare le domeniche al centro commerciale sia “meraviglioso” – siccome ci credo molto poco, dicevo, allora invoco che venga almeno messo in atto un adeguato contraltare di natura (anche) socioculturale. Ad esempio, che in qualche modo si imponga che almeno per una domenica al mese tutti quanti si vada a piedi. Niente auto, nemmeno quelle elettriche e tanto meno ebike, solo bici tradizionali e mezzi pubblici non inquinanti: per il resto, tutti in cammino. Anche per andare al centro commerciale, se proprio uno vuole, ma a piedi.

Il bello della pratica del camminare è anche dato dal fatto che la sua natura profondamente filosofica la può capire, e rapidamente, anche chi di filosofia non ci capisce nulla. Basta andare, muovere i piedi, possibilmente in ambiente naturale ma anche in quello urbano, se non troppo pesantemente inquinato dal traffico come ordinariamente accade, e vi assicuro che è un attimo capire come ogni altro tipo di movimento, al di là della sua mera e necessaria (ma di rado veramente tale) funzionalità, è sotto molti aspetti illogico, irrazionale, brutto, insalubre, scriteriato, in certi casi pure folle. Non solo: camminando, si capisce molto meglio anche l’intero mondo che si ha intorno, garantito.

È solo una simpatica utopia, questa mia? Forse, ma sempre meglio della spaventevole distopia che sta occupando la nostra realtà quotidiana e nella quale tutti quanti ci ritroviamo sempre più a vivere. Ecco.

*: per la cronaca, la mia posizione al riguardo l’ho già chiaramente espressa tempo fa, qui.