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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

  • Giovedì 1 ottobre, a Calolziocorte, racconterò la bellezza grande e poco nota della Val San Martino, territorio prealpino tra i più affascinanti della Lombardia. Tutte le info qui.
  • Sabato 17 ottobre, al Rifugio SEV Pianezzo,  dialogherò con Andrea Cassini di uomini, animali, coesistenza, relazioni naturali, immaginari ancestrali, intorno al suo libro “Sulla via dell’orso”.

Altri incontri seguiranno successivamente; seguite il blog per rimanere aggiornati al riguardo.

LE “MALDIVE DI MILANO” RIPENSANO IL PROPRIO TURISMO DAL BASSO

Probabilmente avrete sentito, qualche volta, l’espressione “Maldive di Milano” riferita alla Val Verzasca, nel Canton Ticino, famosa per le sue acque verde smeraldo e cristalline e per il fotografatissimo Ponte dei Salti. Quell’espressione, divenuta virale sul web, ha fatto della Verzasca uno dei primi casi di overtourism alpino, con vari disagi per la popolazione locale. Per ovviare a questa situazione, ha preso il via il progetto per valorizzare il celebre Ponte e l’intero comparto vallivo attraverso un interessante e esemplare modello di progettazione civica dal basso. Attraverso l’interlocuzione con la comunità locale, l’iniziativa punta a raccogliere idee e proposte per ripensare la zona, con l’obiettivo di gestire una meta turistica fortemente sotto pressione promuovendo un modello di sviluppo realmente sostenibile che porti vero valore al territorio.


LA CAMPAGNA “OPEN OLYMPICS” CERTIFICA IL DISASTRO DI MILANO CORTINA 2026

Il quarto report della campagna “Open Olympics 2026” evidenzia come, a sei mesi da Milano Cortina 2026, restino aperte gravi criticità su costi, tempi e trasparenza contabile. Per le 98 opere di Simico i costi sono saliti a 3,62 miliardi di euro (+6,2% dall’avvio), con ritardi diffusi (l’81,8% delle opere) e il 58% degli interventi ancora mai iniziati o fermi alla progettazione, con cantieri previsti fino al 2033. Forti preoccupazioni emergono anche per i fondi paralimpici, usati in parte per costi organizzativi generali, e per il bilancio della Fondazione Milano Cortina, gravato da oltre un miliardo di debiti e un deficit patrimoniale di 176,5 milioni. Il documento si chiude con cinque richieste civiche: piena trasparenza finanziaria, moratoria sulle opere non avviate, dati sulla Carbon Footprint, stop all’uso strumentale del brand paralimpico e una profonda riforma della governance dei grandi eventi. Il report è scaricabile in pdf qui.


LA TUTELA AMBIENTALE TRA POPULISMO RURALE E COLONIALISMO URBANO

Spesso le proteste degli abitanti delle aree interne, rurali e montane, contro iniziative di tutela ambientale o contro progetti e opere necessarie alla transizione “green” vengono etichettate come “populismo rurale” o chiusura anti-scientifica. Ma è davvero così? Al netto delle solite bieche strumentalizzazioni della politica, un’interessante ricerca sul campo curata da Elisa Lello e pubblicata di recente su “Rivista Malamente” analizza due conflitti emblematici – il Parco del Catria, Nerone e Alpe della Luna in Italia e la miniera di litio a Covas do Barroso in Portogallo – ribaltando la prospettiva. Sotto accusa non è l’ambiente, ma un ambientalismo urbano e “da salotto” che cala dall’alto decisioni imposte sulla pelle delle comunità locali, minacciandone l’economia e l’autonomia. Quando la tutela ecologica tiene poco conto di chi vive nei territori e diventa colonialismo, il conflitto è inevitabile.


UN PICCOLO MA CONCRETO PASSO CONTRO L’ELISKI

Dal Piemonte arriva una bella notizia riguardo il famigerato “heliski”. Lo scorso inverno sul Monte Mondolè (Cuneo) un elicottero aveva effettuato atterraggi non autorizzati per trasportare in quota due sciatori freerider. A seguito della segnalazione del Parco Alpi Marittime, i Carabinieri Forestali hanno accertato violazioni della normativa regionale sulla tutela ambientale e l’inquinamento acustico: per questo al pilota sono state comminate sanzioni amministrative per oltre 10.000 Euro ed è stata inviata una segnalazione alla Regione Piemonte per valutare l’eventuale sospensione dell’attività di volo. È un piccolo, importante passo contro l’uso invasivo dell’elicottero in montagna in un paese come l’Italia che, al momento, non riesce ancora a regolamentarne l’attività. Speriamo ne seguano altri, quando necessario.


PIOVE PEGGIO?

Piove di più o piove peggio? È la domanda cruciale al centro della nuova puntata del podcast “DPC – Dove Parliamo di Clima” curato dalla Protezione Civile e condotto dal meteorologo Filippo Thiery. Tra cambiamenti climatici, eventi estremi e falsi miti, la puntata offre un viaggio estremamente interessante nella scienza del meteo per capire come e perché le precipitazioni stanno cambiando, mettendo a rischio anche i nostri ambienti montani e la nostra frequentazione di essi. Insieme a Thiery e alla climatologa Serena Giacomin, ospite della puntata, è possibile conoscere i dati reali, elaborare le giuste percezioni e i consigli pratici per vivere la montagna con maggiore sicurezza e consapevolezza. La puntata, e il podcast, sono disponibili gratuitamente su Spotify e su tutte le principali piattaforme di streaming audio.

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I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: catalogo

Tim Marshall, “Le dieci mappe che spiegano il mondo”

Geopolitica, questa sconosciuta. Mi viene da dire questo, se penso a tale disciplina così fondamentale e parimenti così indeterminata e, di conseguenza, poco compresa e ancor meno conosciuta dal grande pubblico, vuoi anche perché fondamentalmente ignorata dai mass media nazional-popolari i quali, nei rari casi che la trattano, lo fanno male. Eppure resta uno degli strumenti principali che possiamo utilizzare per comprendere il mondo che abitiamo nonché per cercare di intuire le direzioni che sta prendendo, in primis a livello regionale e poi a quello globale. Ciò non fosse che per una peculiarità basilare che la geopolitica possiede, e “segnala” già nel proprio nome: il fatto di generarsi dalla geografia, la quale contiene in sé la storia delle genti che abitano le zone geografiche (come ben insegna la geografia umana) e dunque, inevitabilmente, anche le vicende politiche (nel senso originario del termine) che hanno contribuito allo sviluppo – positivo o meno – di quelle zone.

Per questo un testo come Le dieci mappe che spiegano il mondo del giornalista e scrittore britannico Tim Marshall (Garzanti, 2019, prefazione di Sir John Scarlett, traduzione di Roberto Merlini; orig. Prisoners of Geography, 2015) assume un’importanza rara, innanzi tutto ponendosi come una lettura ovviante la carenza conoscitiva diffusa della disciplina geopolitica di cui ho scritto poc’anzi. Inoltre, fin dall’introduzione del volume viene posto l’accento sul fatto che «Per comprendere quel che accade nel mondo abbiamo sempre studiato la politica, l’economia, i trattati internazionali. Ma senza geografia non avremo mai il quadro complessivo degli eventi» – ciò che asserivo lì sopra, appunto. Che è poi una cosa assolutamente affascinante ed emblematica, se ci pensate bene: siamo uomini del Terzo Millennio, ipertecnologici, capaci di creare realtà virtuali d’ogni sorta, quasi pronti a sbarcare su Marte eppure, ancora oggi, per governare il nostro “piccolo” pianeta dobbiamo fare i conti con mari, oceani, montagne, fiumi, deserti che ci influenzano e regolano la nostra vita, sotto ogni punto di vista, in fondo non così diversamente da qualche millennio fa – il titolo originale inglese del volume, utilizzando il termine “prigionieri”, evidenzia efficacemente proprio ciò, ben più di quello italiano.

Tim Marshall cerca di spiegare al lettore questa ineluttabile realtà attraverso l’analisi di dieci mappe che, nel complesso, disegnano e identificano la gran parte delle terre del mondo […]

[Immagine tratta da qui.]
(Potete leggere la recensione completa di Le dieci mappe che spiegano il mondo cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Scritto il 7 giugno 20215 giugno 2021Categorie LettureTag Afghanistan,Africa,America Latina,analisi,Artide,atlante,author,BBC,blog,Books,Bosnia,carta geografica,catalogo,Cina,conflitti,Corea,Croazia,Europa dell’Est,Europa Occidentale,Garzanti,geografia,geografia sociale,geografia umana,geopolitica,Giappone,giornalista,giudizi,India,Iraq,Israele,journalist,Kosovo,Le dieci mappe che spiegano il mondo,Libano,libri,libro,Macedonia,mappa,mappamondo,Medio Oriente,mondo,Pakistan,pianeta,Prisoners of Geography,realtà,recensione,recsnioni,reviews,Russia,scrittore,Siria,SKY News,social,Stati Uniti,Sunday Times,The Guardian,The Independent,thewhatandthewhy.com,Tim Marshall,Times,titoli,Wikipedia,writerLeave a comment on Tim Marshall, “Le dieci mappe che spiegano il mondo”

Se si movesse, il Cervino

[Foto di Samuel Ferrara da Unsplash.]

Non vi ha monte che prenda ai nostri occhi un’espressione così personale; siamo tentati di cercargli una fisionomia come ad un uomo o ad un mostro, di credere che in quel capo enorme sia un pensiero, e che si legga sulla fronte di pietra l’espressione della sua alterezza e della sua forza; e per poco che le nubi, correndogli incontro, secondino con l’illusione ottica la nostra fantasia, ci sembra di vederlo muoversi, reclinare il capo in atto triste, o raddrizzarlo con ardimento di Titano, e si pensa con terrore come sarebbe potente se si movesse davvero.

(Guido Rey, Il Monte Cervino, 1904. Citazione che ho usato e contestualizzato – c’ho provato, almeno – qui e poi anche qui, proprio ai piedi della Gran Becca.)

Scritto il 21 Maggio 202121 Maggio 2021Categorie Dixit,MontagneTag acquerello,Agner,ALPES,Alpi,alpinismo,arrampicata,arte,bellezza,biografia,blog,Brenta,CAI,calendario,Capucin,Carrel,catalogo,Cervinia,Cervino,Cervino Ski Paradise,Charmoz,come,comprensorio,comune,Consorzio,Davide Sapienza,Dolomiti,due giorni,edizione,Eventi,facebook,fine art,foto,fotografo,funivie,galleria,geografia,Gornergrat,Gran Becca,Guido Rey,Hoepli,Hornli,hotel,Il Monte Cervino,images,immagini,impianti,incontri,Italia,libri,live streaming,Luca Rota,Luciano Bolzoni,maremagnum,Marmolada,Matterhorn,Montagne,Monte Rosa,narrazione,nomi,Paesaggi da vivere,paesaggio,Pelmo,photos,pictures,piedi,piste,pittura,pitture,quadri,Rassegna,rifugi,Roberto Mantovani,salite,sci,scrittore,Sentieri d'autore,sito,sito web,social,Stefano,storia,storia alpinistica,storie,streaming,Svizzera,Tag12 agosto,titoli,toponimi,toponimo,Torino,trip advisor,tripadvisor,Valtournenche,video,vie,vita,web,webcam,Whymper,youtube,Zermatt1 commento su Se si movesse, il Cervino

Banane per diventare eroi

[Foto di Svetlov Artem, CC BY 3.0, fonte commons.wikimedia.org.]

Mancava quasi tutto, soprattutto frutta e ortaggi. Si trovavano solo questi cetrioli in una salamoia orrenda, solenyye ogurtsy; poi carne di pollo, di maiale, più di rado il vitello; e uno spumante locale ribattezzato molto ottimisticamente sciampaski. Un giorno, per miracolo, ho trovato delle banane, un intero casco di banane allo spaccio per gli occidentali. Erano mesi che non vedevo delle banane, chissà come erano finite a Togliatti. L’ho comprato, tutto intero, e mi sono avviato a piedi verso casa col mio casco di banane in braccio. Solo che era pomeriggio, la strada era piena di bambini che un casco di banane non l’avevano mai visto, anzi credo non avessero mai assaggiato una banana. Così ho cominciato a spiccarle una a una e a distribuirle ai bambini. Morale, sono arrivato a casa senza banane ma sono diventato l’eroe del quartiere, il giorno dopo la gente mi salutava per strada.

(Rodolfo Gaffino, dirigente Fiat inviato all’AutoVAZ di Togliatti nel novembre 1983 per presiedere al rinnovamento degli impianti dell’industria automobilistica sovietica e per collaborare al progetto della Lada Samara, descrivendo le condizioni di vita nell’URSS dei primi anni Ottanta. Tratto da Claudio Giunta, Giovanna Silva, Togliatti. La fabbrica della Fiat, Humboldt Books, Milano, pag.26.)

 

Scritto il 15 aprile 202115 aprile 2021Categorie DixitTag 124,agnelli,automobili,automotive,AutoVaz,autovetture,AvtoVaz,Books,brani,brevetto,caneta di montaggio,capitalismo,catalogo,CCCP,citazioni,comunismo,comunisti,contratto,dixit,download,East Europe,editore,Fiat,Fiat 124,foto,fotografie,GM,history,Humboldt,images,immagini,industria,Innocenti,interviste,Italia,Lada,leggere,lettura,libri,libro,marketing,Milano,Mirafiori,Mitsubishi,Mosca,Moscow,museo,Nissan,Niva,oblast,oggi,operai,partito comunista,pdf,photos,pictures,plant,politburo,quotes,recensione,Renault,reportage,ricordi,Russia,Samara,soviet,stabilimento,Stavropol,storia,tecnologia,texts,today,Togliatti,Torino,URSS,Vaz,viaggio,video,Vittorio Valletta,Volga,web,Wikipedia,youtube,ZigulìLeave a comment on Banane per diventare eroi

Giacomo Paris, “Domani dopo le dieci”

«Ma morire è proprio questo – non più sapere che sei morta.» Così Cesare Pavese, nei Dialoghi con Leucò, fa dire al satiro in risposta all’amadriade la quale si chiede che «cosa sarebbe morire» e che vorrebbe provare ma poi svegliarsi, appunto per capire che significa. Come per vivere un’esperienza di natura onirica, in pratica: un passaggio dal quale si evince l’influenza della psicanalisi freudiana su Pavese al tempo in cui scrisse l’opera, e d’altro canto è inutile rimarcare quanto fu fondamentale l’ambito onirico per lo sviluppo del pensiero di Sigmund Freud e della sua pratica psicoanalitica.

Non per un mero caso, Freud è anche il protagonista di uno dei libri che Giacomo Paris, psicopedagogista, docente e scrittore bergamasco, ha dedicato ad alcune tra le più grandi figure della psicologia e della filosofia – con Hegel, Jung e Schopenhauer – e nemmeno una coincidenza è l’indagine che Paris sta svolgendo, con la sua più recente attività letteraria, proprio della dimensione onirica, ancora tanto misteriosa per la nostra comprensione, sostanzialmente indeterminabile eppure assolutamente genuina dacché collegata in modo diretto all’inconscio e all’essenza più pura e intima dell’essere umano. Talmente genuina da potersi relazionare con il tabù assoluto per l’uomo contemporaneo, la morte, sfuggendo a luoghi comuni, paure pur comprensibili ma filosoficamente immotivate e ancor più pretenziosi e insulsi menefreghismi cronologici che sovente noi umani di oggi manifestiamo – basti pensare ai tentativi di sfuggire al tempo con chirurgie varie e trattamenti estetici “miracolosi”. Proprio quanto rimarcato poco sopra accade nel nuovo romanzo di Paris, Domani dopo le dieci (Bolis Edizioni, 2021): una donna, sulla spiaggia di fronte al mare, in preda a una debilitazione fisica che si intuisce – o suppone – dovuta a qualche grave malattia, si convince che l’indomani dopo le dieci morirà, che in quel momento arriverà la Nera Signora, o qualsiasi cosa e figura si manifesti in quanto tale, e la porterà con sé nell’aldilà. […]

(Leggete la recensione completa di Domani dopo le dieci cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Scritto il 14 aprile 202113 aprile 2021Categorie LettureTag Bergamo,Bolis Edizioni,Carl Gustav Jung,catalogo,Coccaglio,Costa,Domani dopo le dieci,Eros,facebook,filosofia,Giacomo Paris,Hegel,Hypnos,Jules Renard,libri,mare,Marina,Milan,mitologia,morte,notte,Nyx,onde,Pavese,psicanalisi,psicologia,recapito,recensione,recensioni,romanzo,schopenhauer,scogli,Sigmund Freud,social,sogno,sonno,spiaggia,studio,Thanatos,titoli,webLeave a comment on Giacomo Paris, “Domani dopo le dieci”

Claudio Giunta, Giovanna Silva, “Togliatti. La fabbrica della Fiat”

Prima che la Fiat diventasse ciò che oggi è, ovvero una specie di finanziaria italo-american-franco-olandese che solo incidentalmente (così viene da pensare) produce autovetture – marchiate “Fiat”, intendo dire – ovvero quando rappresentava ancora un’autentica eccellenza industriale e tecnologica italiana, fu protagonista di uno degli accordi commerciali più inopinati ed emblematici del dopoguerra: quello con l’URSS per la costruzione della prima vera industria automobilistica sovietica, l’AutoVAZ. Uno dei massimi esempi di capitalismo occidentale andava a braccetto con il paese comunista per eccellenza, insomma: per di più, quale altro inopinato legame tra URSS e Italia, il Soviet aveva stabilito già nel 1964 di costruire il nuovo impianto industriale presso la città di Stavropol sul Volga che poco prima era stata ridenominata Togliatti in onore dell’omonimo leader del maggiore partito comunista occidentale, proprio quello italiano.
Di quell’impresa così particolare, per certi aspetti epica, per alcuni altri quasi fantozziana, raccontano Claudio Giunta e Giovanna Silva in Togliatti. La fabbrica della Fiat (Humboldt Books, Milano, 2020), volume assai curato come nello stile dell’editrice milanese nel quale i due autori raccontano del loro viaggio nella Togliatti odierna, sulle tracce dell’avventura industriale del tempo e seguendo le testimonianze di chi ne fu protagonista, da semplice operaio a dirigente, sia dal lato italiano che da quello sovietico – oggi russo.
Di “impresa” si può certamente parlare anche solo considerando la vastità della fabbrica creata dal nulla nel nulla del Sud Est russo, lungo le rive del Volga a 1000 km da Mosca: cinque milioni di metri quadrati di impianti industriali e ben 140 km di linee produttive con servizi annessi e tutt’intorno una nuova città ove alloggiare i dipendenti della fabbrica […]

[Foto di minsvyaz.ru, CC BY 3.0, fonte: commons.wikimedia.org.]
(Leggete la recensione completa di Togliatti. La fabbrica della Fiat cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

 

Scritto il 12 aprile 202110 aprile 2021Categorie LettureTag 124,agnelli,automobili,AutoVaz,autovetture,AvtoVaz,Books,brevetto,capitalismo,catalogo,CCCP,citazioni,comunismo,comunisti,contratto,dixit,East Europe,editore,Fiat,foto,fotografie,GM,history,Humboldt,images,immagini,industria,Italia,Lada,leggere,lettura,libri,libro,marketing,Milano,Mirafiori,Mitsubishi,Mosca,Moscow,museo,Nissan,Niva,oblast,partito comunista,photos,pictures,plant,politburo,quotes,recensione,Renault,reportage,ricordi,Russia,Samara,soviet,stabilimento,storia,tecnologia,Togliatti,Torino,URSS,Vaz,viaggio,video,Vittorio Valletta,Volga,web,Wikipedia,youtube,Zigulì2 commenti su Claudio Giunta, Giovanna Silva, “Togliatti. La fabbrica della Fiat”

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