Quando scrivevano cani e porci… (Vado a fare il boscaiolo, va’!)

Già lo scrivevo, tempo fa, che qui ormai scrivono cani e porci, ma la reiterata frequentazione del mondo letterario italiano mi fa’ ritenere che tale processo in corso non sia solo irreversibile ma pure in sì rapida e degenerante mutazione, tanto da decidere di certificarlo sperimentalmente, ‘sto processo.
Ho preso un cane e un porco, e li ho messi davanti a vari ausili per la scrittura: dalla lavagna col gessetto al foglio bianco con penna, al pc con tastiera finanche al tablet con software di scrittura a comando vocale. Il cane ha annusato il tutto e si è rimesso a giocare con la propria palla di gomma; il porco ha girellato intorno a quelle cose, poi s’è mangiato il gessetto e ha calpestato il tablet, andandosene poi attratto da una pozza d’acqua fangosa.

Uno scarabeo stercoraro mentre si appresta a scrivere un romanzo
E’ palese: a quanto pare nemmeno quei due mammiferi s’abbassano più a praticare la scrittura letteraria, evidentemente sdegnosi di far altrimenti parte della relativa categoria professionale – se tale la si può definire, ovviamente.
Ergo, proporrei una variazione del suddetto motteggio, sostituendo i cani e i porci con altri esponenti del mondo animale di più abietta (con tutto il rispetto) specie – ad esempio, non so, lo scarabeo stercoraro e il lombrico sipunculoide, ecco.
Nel frattempo, mi reco a comprare una bella motosega. Massì, di questo passo ambisco sempre più ad andare a fare il boscaiolo nelle vaste e disabitate foreste della Lapponia finlandese. Quanto meno, in tal modo, eviterò di essere incluso nella suddetta e derelitta categoria professionale, e farò del potenziale bene alla letteratura (carta per libri, dagli alberi tagliati e opportunamente rimpiazzati) ben più che tanti esponentipresunti tali, in gran parte – della stessa.

P.S.: sia chiaro, io la categoria in questione la vorrei comunque difendere, facendone parte (e infatti quanto sopra affermato può ben valere anche per lo scrivente!) così come difendo la libertà di chiunque di scrivere qualsivoglia cosa, ma praticando tale difesa a volte mi sento un po’ come un ufficiale di bordo del Titanic che, vedendo avvicinarsi l’enorme e celeberrimo iceberg, dica ai passeggeri che preoccupati gli chiedano informazioni: quel coso di ghiaccio? Macché, non farà nemmeno il solletico alla nave!

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Dal 17/11 al 12/01/12, Traffic Gallery, Bergamo: “PhotoGraffiti”, solo show by Frank Le Petit a.k.a K-NARF

Il comun denominatore che caratterizza tutte le serie, linguisticamente puramente di natura visiva, è stato definito dall’autore stesso con il termine di PhotoGraffiti, come punto d’incontro tra la cultura visuale street e quella fotografica. I lavori in esposizione si divederanno tra stampe fotografiche, installazioni murali site specific, ed installazioni eseguite dal vivo in tempo reale. La tecnica usata dall’artista franco-australiano, attualmente residente a Singapore, è simile a quella dello strappo…uno strappo che con l’utilizzo del tape adesivo interviene sottraendo e creando vuoto all’interno di immagini e collage di stampo pop e fluo.

Cliccate sull’immagine per vederne una versione di maggior risoluzione. Per ogni utile informazione sulla mostra, cliccate QUI.

Ve lo garantisco: Traffic Gallery è senza dubbio una delle più interessanti e innovative gallerie d’arte in circolazione. Da vedere – la mostra e la galleria: lo meritano parecchio.

Castle Freeman, “Via con me”

Vi sono libri, a volte, che proprio non hai in mente di acquistare in libreria, nemmeno li conosci, poi passi tra gli scaffali e qualcosa di loro ti attira: la copertina, il titolo, oppure ti metti a leggere la quarta di copertina così, casualmente, e in qualche modo scatta un interesse tale che quel libro fino a quel punto ignoto te lo porti a casa…
Eppoi vi sono libri, a volte, che li puoi leggere con tutto l’impegno di questo mondo ma nulla, non ti prendono, non ti coinvolgono proprio e magari nemmeno comprendi perché: sono ben scritti, la storia è carina, i personaggi gradevoli ma nulla, niente da fare. Altre volte, invece, vi sono libri che già dopo una pagina e mezza ti hanno “tirato dentro” le loro pagine, ti hanno ammaliato e appassionato, al punto che ti resta in mente quasi ogni parola letta, e la stessa mente ne elabora il loro senso insieme al desiderio di continuare quanto prima la lettura…
Ecco, Via con me, di Castle Freeman (Marcos Y Marcos, con ottima traduzione – una garanzia, visto chi la firma – di Daniele Benati), è uno di quei libri…

Leggete la recensione completa di Via con me cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…

“Cercasi la mia ragazza disperatamente” a Chiari, alla Rassegna della Microeditoria, da venerdì 11/11

Da venerdì 11 Novembre saremo presenti, io e Cercasi la mia ragazza disperatamente, il mio nuovo romanzo, presso lo stand di Senso Inverso Edizioni alla Rassegna della Microeditoria di Chiari, una delle migliori fiere del libro italiane dedicate alla piccola editoria, giunta quest’anno alla 9° edizione.
E sarà la prima uscita pubblica del nuovo libro: come potervi mancare?
“Basta non andarci!”, potreste rispondere, ma vi assicuro che vi perdereste qualcosa di assai bello e interessante…
Cliccate sull’immagine qui sopra per ogni utile informazione sulla Rassegna e, se appunto vi va’, ci vediamo a Chiari!

Il podcast della puntata #3 di RADIO THULE 2011/2012

Ecco qui, come tradizione del giorno successivo a quello della diretta, il file in podcast della puntata #3 di RADIO THULE 2011/2011 di lunedì 7 Novembre 2011, con ospite in studio Eugenio Manni.
Cliccate sulla radio qui accanto per ascoltare e scaricare il file, oppure visitate la pagina del blog dedicata al programma con tutto l’archivio delle puntate di questa e delle stagioni precedenti.
Prossimo appuntamento con RADIO THULE, lunedì 21 Novembre 2011!
Buon ascolto!