La mela marcia

Non c’è scrittore che non somigli al serpente dell’Eden. Solo che spesso la mela è marcia.


(Gesualdo BufalinoIl malpensante. Lunario dell’anno che fu, Bompiani, Milano, 1987, pag.21. Peraltro, quest’anno si festeggiano i cento anni dalla nascita dello scrittore siciliano. Al riguardo, date un occhio qui.)

Previsioni dell’oroscopo

Oggi, a mezzogiorno. Ascolto la radio, in auto.

Su un canale, le previsioni del tempo di un noto servizio meteorologico dicono che venerdì ci sarà assenza di pioggia.
Nemmeno dieci minuti dopo, su un diverso canale radio: le previsioni del tempo di un altro noto servizio meteorologico dicono che venerdì ci saranno piogge diffuse.

Ecco perché io sostengo, ormai da tempo (clic), che tra le previsioni del tempo – soprattutto quelle oltre le 48 ore – e l’oroscopo non c’è più nessuna differenza. Sono entrambi pseudo-divinazioni buttate lì a casaccio alle quali credere fa fare delle gran figure da sciocchi.

Al proposito, fatemi citare il sempre sublime Ambrose Bierce:

Tempo (s.m.). Il clima del momento, permanente argomento di conversazione fra persone che in realtà non se ne interessano affatto, ma hanno ereditato la tendenza a parlarne da antenati arborei per i quali, non avendo essi l’abitudine di portare abiti, si trattava di una cosa estremamente importante. L’istituzione di centri meteorologici nazionali e l’efficienza con cui continuano a propalare le loro abituali menzogne dimostra che persino i governi sono sensibili ai condizionamenti ereditari che ci provengono dai nostri progenitori della giungla.

(Ambrose BierceDizionario del diavolo, scelta e introduzione di Guido Almansi, traduzione di Daniela Fink, TEA, 1988, pagg.169-170.)

Lo scrittore rivoluzionario

Rivoluzionario è lo scrittore che riesce a porre attraverso la sua opera esigenze rivoluzionarie, ma ‘diverse’ da quelle che la politica pone: esigenze… dell’uomo ch’egli soltanto sa scorgere nell’uomo, che è proprio di lui scrittore scorgere, e che è proprio di lui scrittore rivoluzionario porre, e porre ‘accanto’ alle esigenze che pone la politica. Quando io parlo di sforzi in senso rivoluzionario da parte di noi scrittori, parlo di sforzi rivolti a porre simili esigenze. E se accuso il timore che i nostri sforzi in senso rivoluzionario non siano riconosciuti come tali è perché vedo la tendenza a riconoscere come rivoluzionaria la letteratura di chi suona il piffero per la rivoluzione piuttosto che la letteratura di cui simili esigenze sono poste, la letteratura detta oggi di crisi.

[Elio Vittorini fotografato a Milano da Federico Patellani, 1949. Pubblico dominio, fonte qui.]
(Elio Vittorini, “lettera” a Palmiro Togliatti pubblicata su “Il Politecnico”, a. III, n. 35, gennaio-marzo 1947. Per approfondire la questione alla quale fa riferimento la “lettera” – in verità un articolo in forma di lettera – di Vittorini, cliccate qui.)