Una nuova strage di migranti europei nel Mediterraneo

P.S. (Pre Scriptum): lo scorso Natale

[Per saperne di più su quest’immagine, cliccate qui.]
Nuova strage nel Mediterraneo. Secondo 15 sopravvissuti, salvati dai pescatori e portati a Mazara del Vallo, più di 75 migranti europei sono annegati mercoledì scorso di fronte alle coste della Sicilia. A riferirlo, la sezione libica dell'Oim, l'agenzia delle Nazioni unite per le migrazioni. «Quest'ultima tragedia – sottolinea Oim - porta il numero delle vite di migranti europei perse nel Mediterraneo centrale quest'anno a oltre 1.500».
I migranti erano di varia nazionalità, in maggioranza italiani, ungheresi, polacchi ma anche spagnoli e francesi. Settantatré sono riusciti a scampare a morte certa questa mattina grazie all’intervento di African Sea Guard, che ha salvato 73 persone a bordo di un gommone già sgonfio partito dalle coste siciliane. Fra loro anche 13 donne, di cui 7 incinte, e 20 minori, quasi tutti italiani. Arrivano così a quota 193 i naufraghi europei presenti sulla nave della ONG africana, che nei giorni scorsi ha individuato e soccorso 90 persone, anche in tal caso in maggioranza italiane, che si trovavano a bordo di un vecchio gommone, malandato e stracarico, avvistate dall’aereo di ricognizione African Seabird. «Altre 6 persone – informano da ASG - erano invece a bordo di una motovedetta della cosiddetta guardia costiera italiana, che le aveva intercettate illegalmente e si è poi pericolosamente avvicinata alla nave Sea Guard 4 durante il soccorso. Si sono buttate in acqua nel panico e sono state salvate dal nostro equipaggio.»
Nessuno è stato lasciato indietro ma i naufraghi sono provati, soprattutto quelli provenienti dai paesi europei sottoposti ai regimi dittatoriali più repressivi, come Ungheria o Polonia. A bordo della nave umanitaria ci sono molti bambini e ragazzi e diverse donne incinte, che potrebbero aver bisogno di assistenza medica. «Hanno bisogno al più presto di un porto sicuro in cui poter sbarcare in Tunisia, Algeria o altri stati nordafricani che possano fornir loro accoglienza», affermano da Sea Guard.
Nel frattempo, Africalarm Phone lancia l’allarme. «Abbiamo perso i contatti con il gommone in difficoltà con a bordo circa 75 persone proveniente dalla Sardegna e segnalato 17 ore fa a circa 50 miglia da Biserta». E poi l’accusa: «Le autorità nordafricane – è il tweet di Africalarm Phone - si rifiutano di fornirci qualsiasi informazione. Le autorità tunisine hanno sospeso le ricerche e si giustificano ricordando che le modalità attuate dai paesi europei nei confronti dei migranti africani di qualche anno fa erano le stesse. Le persone non sono arrivate sulle coste nordafricane e i parenti nei paesi europei di provenienza sono preoccupati. Non lasciatele annegare.»

E se tra qualche anno andasse così?

 

Nel 2021, anno non ancora concluso, sono state 1559 le persone morte in mare, recuperate o disperse per sempre in acqua. Nel 2020 erano state 1448 (fonte qui). In tutto il mondo i morti tra i migranti sono stati oltre 5mila, nel 2020 erano stati 4.236 (fonte qui). Per conoscere dati e statistiche ben dettagliate al riguardo, potete consultare la pagina dedicata alle migrazioni nel sito dell’ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.

Ecco, questo è il mio post per oggi, 25 dicembre 2021. Ribadisco: “Natale”? Mah!

N.B.: il testo che avete letto è la mia reinterpretazione di questo articolo de “La Repubblica”.

La bandiera italiana e il Metternich

Ecco, queste iniziative io le trovo di una tristezza infinita e al contempo assai emblematica.

Si riduce la bandiera italiana a mero stendardo da tifosi (nonché a gadget commerciale) e di contro rimarca – indirettamente ma palesemente – l’assenza di un autentico sentimento culturale di appartenenza nazionale, visto che certifica che solo concrete “banalità” (in senso culturale, ribadisco) come la squadra nazionale di calcio riesce a “tenere insieme” la nazione. In un paese ricolmo di potenziali marcatori referenziali identitari di gran pregio come pochi altri al mondo, per giunta!

Comunque al riguardo non ci sarebbe nulla di male, se poi la consapevolezza identitaria nazionale – quale elemento culturale e antropologico, sia chiaro, mica altro di totalmente antitetico a ciò e sostanzialmente (ovvero “sovranisticamente”) indegno – sapesse manifestarsi in altri modi di maggior spessore e minor vacuità.

Ma, ribadisco, disse già tutto il buon vecchio Metternich più di 150 anni fa, già.

Centotrenta in più o in meno

[Immagine tratta da qui.]
Massì, chissenefrega! Sono 130 morti? Embè, con tutti gli altri di prima poco cambia.

Il casino della Super League, quella sì che è una tragedia. Chissà che succederà nel calcio, ora.

E poi saranno stati veramente centotrenta? Che prove ci sono al riguardo? Nelle foto se ne vede solo qualcuno, le ONG sparano alto con i numeri per intascarsi più soldi possibile, lo sanno tutti.

E comunque erano i soliti clandestini, arabi, negri, mussulmani, c’era sicuramente qualche terrorista, ci tocca salvarlo e poi quello ci ammazza, chissà quante malattie c’hanno addosso, ma perché fuggono ancora, poi? Per essere più liberi? Noi qui sì che non siamo più liberi, nemmeno ci danno il coprifuoco alle 23, è una vergogna!

Se ne stiano a casa loro, quelli lì! Hanno pure i soldi per pagarsi il viaggio sui gommoni, hanno tutti il cellulare, sono tutti quanti giovani, le donne e i bambini se li portano dietro solo per obbligare le navi a salvarli. Ma quanto sono disumani? E c’è pure gente, qui, che li vorrebbe salvare tutti! Vogliono entrare in Europa da clandestini attraversando il mare mosso su quelle barchette, e poi si lamentano pure che crepano? Ma tu pensa!

Meno male che da lunedì c’è la zona gialla, possiamo tornare a respirare, a girare un po’ più liberamente, non dovremo più star dietro a queste notizie, a stare a casa confinati con il lockdown ci sentivamo tutti soffocati, vero? Fanno bene a non salvarli che sennò ci tocca pure pagarle, tutte quelle navi.

Ma ci pensate poi se li salvassimo tutti e poi scoprissimo che loro, che vengono dal deserto, dalla savana, dall’età della pietra, sono più civili di noi qui in Europa? Che figura ci facciamo?

No no, meglio non salvarli, così ci salviamo noi, ecco.

O no?

Il virus peggiore

[Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons.]
Ad ennesima riprova del fatto che il peggior virus con relativa pandemia che attanaglia il genere umano sia (da sempre) l’idiozia, è tanto divertente quanto emblematico (ovvero inquietante) ammirare l’illustrazione qui sopra – cliccateci sopra per ingrandirla. È del 1802 e l’autore è il disegnatore satirico James Gillray, che così prendeva in giro gli antivaccinisti del tempo convinti che l’inoculazione del vaccino contro il vaiolo, una delle malattie più letali nella storia dell’umanità (si ritiene sia stata la causa di 300-500 milioni di decessi durante il solo XX secolo), trasformasse i vaccinati in mucche.

Per la cronaca, proprio in forza di una delle più grandi campagne di vaccinazione mai realizzate, il vaiolo è stata l’unica malattia eradicata nella storia umana fino al 2011, quando anche la peste bovina venne dichiarata tale: ma questo certamente non grazie ai no vax del tempo così come a quelli contemporanei per le malattie odierne, quando ancor più di una volta i veri “malati” sono loro, già.

Lock down intellettivo

[Immagine tratta da open.online, cliccateci sopra per leggere l’articolo dal quale è tratta.]
Evidentemente, posto che certe rimostranze (certe, non tutte) delle categorie in questione non possono che essere comprensibili e inevitabili, per alcuni individui più che di lock down emergenziale e relative restrizioni all’attività commerciale bisogna necessariamente parlare di lock down intellettivo e relative restrizioni all’attività mentale. Autoimposte, per giunta.

D’altro canto, è sempre preziosa e giammai inutile qualsiasi ennesima dimostrazione (come questa, appunto) di come il virus più grave e al momento invincibile che attanaglia l’umanità è l’idiozia, ecco. Per la quale di vaccini ne esistono da sempre: si chiamano cultura, buon senso, intelligenza, senso civico, sensatezza. Ma anche in tal caso di “no vax” ce ne sono fin troppi in circolazione, già.