Altri “asintomatici”

[Foto di lukasmilan da Pixabay.]
Asintomatico: ormai abbiamo nostro malgrado molta confidenza con questo termine medico che fino a qualche mese fa forse nemmeno conoscevamo o consideravamo, in forza della pandemia da Covid in corso e alla numerosa presenza di individui positivi al virus senza presentare sintomi specifici.

Però, a ben vedere, come la scienza riesce bene a identificare le persone positive al Covid senza che queste ne presentino i sintomi, sarebbe una gran cosa se con similare accuratezza qualche metodologia scientifica riuscisse pure a identificare gli “asintomatici” tra i disonesti, gli idioti, gli ignoranti, gli incivili, i villani, i mascalzoni, i farabutti… sapete bene quanti ce ne sono anche in queste “categorie”, vero? Quelli che la prima volta che li vedi ti sembrano anche “belle” persone o quanto meno normali e invece (sono individui ingannevoli, spesso) poi risultano essere tutt’altro. Ci aveva già provato il buon Lombroso con metodologie e risultati certamente discutibili (ma da rivalutare per molti versi, lo sostengo da tempo), dunque qualche sorta di test medico-scientifico al riguardo, tanto rigoroso quanto efficace, non sarebbe affatto male. Anzi.

Anche perché gli asintomatici, che siano positivi ad un virus o a una qualche bassezza umana, sono sempre e comunque contagiosi. Quindi, appunto sarebbe ottima cosa identificarli e sanarli. Ecco.

La gestione dell’emergenza Covid in Italia, spiegata molto rapidamente e altrettanto chiaramente

Ecco.
Non serve aggiungere altro.

Viva l’I…rlanda!

Sto constatando che molte delle bandiere italiane esposte ai balconi di altrettante case nel momento del lock down dovuto alla diffusione del coronavirus e del relativo moto mediatico (o mediatizzato) di solidarietà nazionale – quello da cui sono scaturiti certi slogan tanto suggestivi quanto illusori se non, per molti aspetti, fuorvianti – ormai da mesi piazzate (dimenticate?), quelle bandiere dell’Italia, in balìa degli elementi atmosferici e del clima e per questo subenti un certo evidente deterioramento cromatico, sono diventate delle bandiere d’Irlanda, in pratica. E, in effetti, la diffusione del Covid-19 lassù ha determinato meno problemi di quaggiù (più casi per milione di abitanti ma incidenza di morti molto minore, meno della metà rispetto all’Italia).

Chissà se di contro in quelle case italiane, nel frattempo e per coerenza vessillologica i fiaschi di Barbera e di Chianti saranno stati sostituiti da bottiglie di Guinness e di Jameson… mah!