Un nuovo libro #2

Eccovi un altro indizio fotografico, ovvero uno scorcio della città che fa da scenografia vivida e “attrice” assolutamente protagonista del mio prossimo libro, che uscirà molto presto.

Esatto, il mio nuovo libro, dopo Lucerna, il cuore della Svizzera. Del quale rappresenta – se mi è concesso di dire – un’evoluzione tanto naturale quanto originale. Salvo imprevisti, o meteoriti che nelle prossime settimane dovessero distruggere la tipografia dell’editore, sarà in vendita a breve.

È già più facilitante questo nuovo indizio, anche se forse a molti non sembrerà così, ma vi assicuro che raffigura un angolo assai caratteristico del luogo in questione – è uno dei tipici e più fotografati cortiletti del suo centro storico. Se intuite ovvero indovinate di che città si tratta (mi riferisco a chi invece non ci sia già arrivato, ovvio!), avete già scoperto una parte importante della storia narrata, altrimenti… seguite il blog e nei prossimi giorni avrete ulteriori indizi!

Un nuovo libro

Quello nella fotografia è uno scorcio della città che fa da scenografia vivida e “attrice” assolutamente protagonista del mio prossimo libro, che uscirà a breve.

Sì, il mio nuovo libro, dopo Lucerna, il cuore della Svizzera. Del quale rappresenta – se mi è concesso di dire – un’evoluzione tanto naturale quanto originale.

Se intuite ovvero indovinate di che città si tratta, avete già scoperto una parte importante della storia narrata, altrimenti… seguite il blog e nei prossimi giorni avrete ulteriori indizi!

INTERVALLO – Copenhagen (Danimarca), Tingbjerg Library and Culture House

Uno spazio che faccia da catalizzatore urbano per le attività culturali e sociali, contribuendo ad un riscatto da parte della comunità locale così da utilizzare la cultura come strumento e come fine della valorizzazione sociale e relazionale di un intero quartiere. Questo è il Tingbjerg Library and Culture House, a Copenhagen, sublime progetto dello studio danese COBE in puro stile “total nordic” sia nei concetti di fondo che nella sostanza materica, aperto lo scorso ottobre.

Cliccando qui potrete leggere un articolo sulla biblioteca pubblicato da elledecor.com, ma vi invito anche a dare un occhio al sito web dello studio COBE, vero e proprio scrigno di meraviglie architettoniche che confermano, se mai ce ne fosse bisogno, la supremazia del design nordico e della cultura umanistica che vi sta alla base.

P.S.: cliccate sulle varie immagini per ingrandirle, e grazie di cuore a Stefania per avermi segnalato tutto ciò!

Il ruolo di chi scrive

Chi scrive dovrebbe avere sempre consapevolezza di un ruolo: essere espressione e nel contempo creatore di nuovi paradigmi in grado di legittimare la nostra appartenenza alla Comunità della Terra.

(Davide SapienzaIl Geopoeta. Avventure nelle terre della percezioneBolis Edizioni, 2019, pag.27.)

Italiani che non sanno l’italiano

Leggo dei risultati dei test INVALSI sui livelli di apprendimento degli studenti delle scuole italiane, dai quali si evince ad esempio che – come è rimarcato su “La Repubblica” –  il 35% degli studenti di terza media non capisce un testo d’italiano, e non mi sorprendo affatto.

Non sono sorpreso perché nulla accade per caso, perché la realtà rivela sempre le sue innegabili verità, perché mi guardo intorno e vedo il mondo che abbiamo generato, perché se per lungo tempo si semina la gramigna non c’è da stupirsi se poi non spunti la lattuga, perché un analfabetismo strumentale e funzionale così diffuso nei ragazzi è specchio perfetto di quello dilagante tra gli adulti, sui quali cadono molte delle colpe di questa situazione. I poveri studenti italiani, a ben vedere, non sono solo il risultato finale di un certo processo di degrado culturale ma, cosa ben peggiore, ne rappresentano il fulcro: perché sono quello, vittime dell’ignoranza e della trascuratezza dello stato nei confronti della preparazione scolastica – pilastro fondamentale di qualsiasi società avanzata – ma rappresentano pure la sentenza di condanna a carico dello stato stesso ad una futura (ma prossima) decadenza sempre più profonda e oscura, inesorabile se non si comprende la gravità della situazione, se si continua a trascurare la realtà dei fatti e a ignorare le sue verità, e se non si mettono in atto rimedi immediati e risoluti. Che sono certamente possibili, a patto di manifestare la volontà (politica, in primis) di attuarli: cosa che non vedo così palesata, appunto. Gli studenti italiani non sono affatto il “problema”, anzi: la mia fiducia nei loro confronti resta immutata e assai alta, a patto che vengano messi in condizione di recuperare gli eventuali deficit di apprendimento e culturali segnalati dall’INVALSI: ecco, riguardo a che ciò accada veramente va il mio timore più grande, non ad altro.

D’altro canto, non affermo tutto questo per mia mera opinione ma avendo ben presente (vedi qui) quanto il mai troppo compianto Tullio De Mauro andava denunciando già da diverso tempo al riguardo:

“Il grave analfabetismo strumentale e funzionale incide negativamente sulle capacità produttive del paese ed è responsabile del grave ristagno economico che affligge l’Italia dai primi anni novanta.”

Aggiungendo poi, non casualmente (dico io), che:

Purtroppo l’analfabetismo è oggettivamente un “instrumentum regni”, un mezzo eccellente per attrarre e sedurre molte persone con corbellerie e mistificazioni.

Un eccellente ed efficace sistema di potere e di controllo delle masse culturalmente impreparate ergo incapaci di comprendere a quale sottomissione siano sottoposte, insomma.

Ecco, il cerchio è di nuovo chiuso. Con tutti noi dentro.

P.S.: peraltro, già due anni e mezzo fa, scrivevo questo al riguardo.