INTERVALLO – Luogo sconosciuto, “Typewriter Key Seats”

Pur cercando un po’ ovunque sul web non sono riuscito a stabilire dove si trovi questa originalissima seduta pubblica (Londra, forse, ma non ho riscontri a tale ipotesi – chi ne avesse da riferire è il benvenuto) tuttavia merita certamente una divertita ammirazione, da parte di noi lettori! Vero?

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INTERVALLO – Copenhagen (Danimarca), Tingbjerg Library and Culture House

Uno spazio che faccia da catalizzatore urbano per le attività culturali e sociali, contribuendo ad un riscatto da parte della comunità locale così da utilizzare la cultura come strumento e come fine della valorizzazione sociale e relazionale di un intero quartiere. Questo è il Tingbjerg Library and Culture House, a Copenhagen, sublime progetto dello studio danese COBE in puro stile “total nordic” sia nei concetti di fondo che nella sostanza materica, aperto lo scorso ottobre.

Cliccando qui potrete leggere un articolo sulla biblioteca pubblicato da elledecor.com, ma vi invito anche a dare un occhio al sito web dello studio COBE, vero e proprio scrigno di meraviglie architettoniche che confermano, se mai ce ne fosse bisogno, la supremazia del design nordico e della cultura umanistica che vi sta alla base.

P.S.: cliccate sulle varie immagini per ingrandirle, e grazie di cuore a Stefania per avermi segnalato tutto ciò!

Capitalismo

Elnur Babayev, Capitalism, 2014. Opera vincitrice del Silver Award nell’Annual Poster Competition della prestigiosa rivista americana Graphis.

L’opera del bravissimo artista e designer turco a qualcuno sembrerà fin troppo di sinistra, ci posso scommettere. D’altro canto, non è proprio il reiterare contrapposizioni ideologiche così chiuse e manichee (nell’uno e nell’altro senso) che non solo si offrono le condizioni ideali a certi sistemi – proprio come il capitalismo, ad esempio – di corrompersi e deviarsi sempre di più causando danni tremendi e, al contempo, si degrada la democrazia a livelli da stadio ricolmo di facinorosi, deviando pure essa verso forme politiche alquanto inquietanti – come in Italia, per fare un altro esempio del tutto significativo?

Di sistemi – sociali, economici, politici, ideologici – presentati come innovatori e poi rivelatisi illiberali e barbarici, nati proprio in forza di quei manicheismi, ne dovremmo ormai avere abbastanza. E l’essere costretti a usare il condizionale, in quel verbo, la dice lunga su quanto siamo ancora civicamente primitivi e privi di senso politico – nell’uno e nell’altro. Purtroppo.

Insomma… torna sempre utile ribadire il mai troppo compianto Giorgio Gaber:

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos’é la destra cos’é la sinistra?

(clic)

“Silentium”

Uno dei più bei cadeau che abbia mai ricevuto – in occasione dello scorso Natale ma, a ben vedere, dal valore indipendente rispetto a qualsiasi ricorrenza, e chiedo venia se ne scrivo solo ora – è Silentium, di Vittorio Peretto e della sua Hortensia: un libricino sublime nel quale i disegni montani di Peretto e le citazioni di personaggi celebri, del passato e contemporanei, del mondo delle arti, della letteratura, della scienza e della montagna, formano tanti piccoli istanti visivi dedicati al silenzio. Una parola magica, scrive l’autore nell’introduzione, che nel mondo troppo rumoroso di oggi assume funzioni riparatrici, balsamiche, al punto da rendere altrettanto tali gli ambiti nei quali ancora si manifesta e si “conserva”: in primis tra le montagne, appunto, nelle foreste, tra le valli, sulle vette. Un elemento magico anche per come sia fatto apparentemente di “assenza” quando al contrario è ciò che spesso dà pienezza di senso alle cose – non a caso la condizione contraria, quella del rumore caotico così tipico del mondo umano contemporaneo, è frequente rivelatrice di grande insensatezza.

Come scrive Davide Sapienza, che impreziosisce Silentium di un suo breve scritto intitolato Bagliore stellare, noi uomini di oggi abbiamo perso la cognizione del silenzio e del suo prezioso valore dacché «vestiti di rumore», ma quando invece riusciamo a riattivare quella cognizione e la relativa capacità percettiva, come ad esempio può accadere sui monti, allora possiamo nuovamente “scorgere”, il silenzio «In una buia notte nel cuore della foresta l’ho visto avanzare con me, a ondate: nell’oscurità illuminava ogni forma, come se sgorgasse dai miei occhi. Compresi allora che il silenzio è la meditazione dell’universo e io una sua stella.»

In occasione della pubblicazione di Silentium, per ogni copia Hortensia devolve un contributo a favore della Cooperativa Sociale Onlus Allegro Moderato per il Progetto Pediatria presso l’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano.

Per saperne di più su Silentium e su come contribuire alla raccolta fondi, cliccate sull’immagine in testa al post.

INTERVALLO – Morbegno (Sondrio, Italia), Biblioteca Civica “Ezio Vanoni”

Leggere libri o studiare al cospetto del meraviglioso paesaggio delle Alpi Retiche: lo si può fare presso la Biblioteca Civica di Morbegno (Sondrio), costruita nel 1965/66 su progetto originario del noto architetto Luigi Caccia Dominioni in memoria di Ezio Vanoni, economista di fama nato a Morbegno.
L’edificio che ospita la biblioteca non è solo un’architettura al “servizio del pubblico”, ma anche un monumento in memoria e un punto di riferimento nel paesaggio urbano. Sorge sul lato sinistro del torrente Bitto, in una zona un tempo utilizzata ad orti, di fronte al centro storico della città di Morbegno. L’intero progetto si basa sulla trasformazione di questa vasta area in un giardino pubblico, entro il quale la biblioteca si colloca come punto focale di un polo culturale che, nelle intenzioni dell’autore, traesse vantaggio sia dall’intorno a giardino che dalla visuale del paesaggio urbano e naturale circostante, la cui ampia veduta rappresenta senza dubbio un valore aggiunto per i fruitori della biblioteca e per il godimento della permanenza in essa. Dal paesaggio e dalla natura circostanti arrivano anche i materiali utilizzati nella costruzione: ad esempio le pietre levigate del torrente, elemento costruttivo di ciascun edificio del paese antico, che vengono utilizzate anche per questa opera, con la stessa invariata metodologia di posa in opera.

Cliccate sulle immagini per saperne di più, oppure qui per visitare le pagine web della biblioteca.