Lunedì 08/10, ore 21, RCI Radio, RADIO THULE!

Lunedì 8 ottobre, ore 21, live in fm e streaming su RCI Radio… meglio che la telecronaca di Italia-Germania del 1970, meglio di quella dello sbarco dell’Apollo 11 sulla Luna, pure di quella che descriverà il primo uomo su Marte, meglio persino della prima trasmissione radio di Marconi del 1924 e addirittura (oso affermare) dell’ascolto, ehm… della diretta del Festival di Sanremo del 1997 quando vinsero i Jalisse! Beh, forse.

Insomma: lunedì prossimo ricomincia RADIO THULE!

Sarà una stagione radiofonica così incommensurabilmente eccezionale che vi toccherà raccontarla ai vostri bisnipoti (e magari anche ai trisnipoti, me lo auguro per voi!) i quali la potranno sempre riascoltare in podcast, qui!

Save the date & stay tuned! Lunedì, ore 21, RCI Radio: non mancate!

Perché scrivere, secondo Philip Roth

L’unica via per scrivere letteratura contemporanea? “Rifugiarsi in un sé immaginato come unica cosa apparentemente reale in un ambiente altrimenti apparentemente irreale”. I mezzi di comunicazione? “L’attualità vanifica di continuo le nostre capacità di romanzieri mentre la cronaca estrae quasi ogni giorno personaggi che sono l’invidia di qualsiasi romanziere”. Il segreto della scrittura? “Famiglia e religione come forze coercitive sono un soggetto ideale per i romanzi”

(Philip Roth in Perché scrivere? Saggi, conversazioni e altri scritti 1960-2013, Einaudi, in uscita martedì 16 ottobre; ripreso e citato da Gian Paolo Serino sulla sua pagina facebook nella personale recensione del libro.)

Su OROBIE di ottobre la storia e il fascino dell’ex Grande Albergo del Pertüs

[…] Nonostante la sua ubicazione alpestre, fin dalla sua prima apertura il Grande Albergo Pertüs si contraddistinse per il notevole lusso e l’elevato livello di servizi e comfort disponibili, venendo a lungo annoverato tra i migliori hotel della bergamasca. Aperto tutto l’anno, anche durante inverni particolarmente nevosi (come quello del 1911, con due metri e mezzo di neve al suolo), l’albergo era dotato di trentotto camere da letto, un bagno, diversi gabinetti all’inglese, una sala da pranzo, un bar con macchina per il caffè espresso (una rarità, allora), tre salotti con pregiati divani, una grande cucina, una grande veranda, un ampio locale per coloro che volevano mangiare al sacco oltre a cantine, magazzini, lavanderie con caldaie asciuga panni e bollitori per la sterilizzazione, stirerie con ferri da stiro e una splendida ghiacciaia. Inoltre c’erano già, a inizio Novecento, la corrente elettrica, il telefono (con numero “3”!) e l’acqua corrente potabile, garantita da sorgenti locali dotate di pompe che alimentavano le cisterne sotterranee e i due serbatoi posti sul tetto. Gli ospiti, i quali giungevano lassù a piedi o con il “servizio mulo” da Carenno, mangiavano con posate d’argento che avevano inciso sui manici il nome “Pertüs” e, a richiesta, la colazione veniva servita nelle camere. Quotidianamente pervenivano all’albergo il pane, alcuni viveri e i giornali, mentre al venerdì da Lecco giungeva il pesce fresco. Si poteva godere di quasi tutto ciò che l’epoca offriva, insomma, e un tale alto livello di servizi garantiva la presenza di una clientela benestante e colta composta da imprenditori brianzoli e milanesi (ma non mancavano bergamaschi, lecchesi, comaschi e villeggianti d’altre zone anche fuori Lombardia): vi soggiornavano nobili, avvocati, dottori, artisti tra i quali l’editore Dante Segati e il letterato Nicola Zingarelli, che nel 1922 pubblicò (proprio con Segati) la prima edizione del suo tutt’oggi celebre dizionario […]

Sul numero di ottobre 2018 della rivista OROBIE, che trovate nelle edicole in questi giorni, con un articolo corredato dalle belle foto di Pio Rota, vi racconto la storia di un luogo a dir poco affascinante: l’ex Grande Albergo del Pertüs, posto a 1183 m di quota nelle vicinanze dell’omonimo valico tra la dorsale dell’Albenza e le propaggini meridionali del gruppo del Resegone. Un tempo tra i primi e più lussuosi hotel di montagna delle Alpi lombarde, oggi presenza monumentale e silente cristallizzata in una suggestiva sospensione vitale, per certi aspetti stridente rispetto alla sua imponenza e all’ancora percepibile fastosità, forse melanconica eppure tutt’oggi capace di offrire narrazioni intriganti e sorprendenti.

Da leggere per conoscere il luogo e per lasciarsi ammaliare dalla sua bellezza: su OROBIE nr.337 – ottobre 2018, in tutte le edicole della Lombardia (e non solo).

Il grande Ettore Castiglioni e un “piccolissimo” sindaco

Mi ha lasciato a dir poco sconcertato la lettura della notizia che a Ruffré, in provincia di Trento, è stata negata la posa di un monumento commemorativo a Ettore Castiglioni, uno dei più grandi alpinisti italiani di sempre nonché personaggio di grandissime doti intellettive e umane, nativo proprio della piccola località trentina. Ciò perché Castiglioni, che durante la guerra fu sottotenente degli Alpini, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 aderì al movimento partigiano e contribuii attivamente a mettere in salvo centinaia di ebrei perseguitati dalle leggi razziali e di antifascisti (tra i quali il futuro presidente della Repubblica Luigi Einaudi), mentre il sindaco del suo paese natale, protagonista del diniego, è membro attivo di un gruppuscolo neofascista attivo in Trentino/Sud Tirolo. Questo è quanto.

Mi ha lasciato sconcertato, appunto, e disgustato, constatare che nella nostra società civile ci siano individui come siffatto sindaco (!), così palesemente al di fuori da qualsivoglia margine democratico e di libertà d’espressione, e così pervicacemente sguazzanti in un passato fatto di disgustoso fango (e magnanimamente scrivo “fango”, non altri termini più turpi che tuttavia sarebbe perfettamente giustificati) che rifiuta di vivere il presente rendendosi antitesi di qualsiasi futuro – un elemento che qualsiasi società realmente civile dovrebbe rigettare, non certo eleggere a cariche istituzionali. Ognuno può sostenere qualsivoglia ideologia politica, anche la più sovversiva, ma nessuno può farlo negando e infangando la storia attraverso atteggiamenti ipocriti, retrivi e anticulturali. La presenza di individui come il suddetto sindaco è innegabilmente d’intralcio a qualsiasi buon progresso della società di cui tutti facciamo parte e della civiltà che ne deve animare la vita quotidiana – al di là, ribadisco, di qualsiasi ideologia e posizione politica: siamo al di là di ciò, appunto, oltre ogni pensabile margine di tolleranza civica.

D’altro canto, una personalità così alta e luminosa come quella di Castiglioni non subisce certo la bieca meschinità di certi personaggi dalle azioni tanti significative circa la loro reale natura, della quale peraltro finiranno per soccombere inesorabilmente. Per Ettore Castiglioni, invece, continuano a parlare le grandi imprese alpinistiche e la sua esemplare avventura umana, eternate nella storia e nel tempo a beneficio degli spiriti più grandi e liberi.

P.S.: qui potete vedere il trailer del film Oltre il Confine – La Storia di Ettore Castiglioni. Cliccando sull’immagine in testa al post potrete invece leggere l’articolo di Andrea Tognina Ettore Castiglioni, un alpinista in cerca di libertà, uscito su swissinfo.ch

INTERVALLO – Ardez (Svizzera), Biblioteca Chasa Plaz

All’interno di una casa storica nel villaggio di Ardez, in Bassa Engadina (Canton Grigioni, Svizzera), un progetto del giovane architetto grigionese Men Duri Arquint (realizzato nel 2011) risponde in maniera efficace alla richiesta programmatica di una piccola biblioteca privata, operando un singolare esperimento costruttivo. Nel fienile inserisce due scatole adiacenti collegate da un passaggio: una stanza dotata di scaffali per i libri e una sala di lettura con vista sulle montagne. Le scatole, strutturate da una maglia intrecciata di travi di legno massiccio, sono appese alla struttura del traliccio del tetto esistente e lasciano uno scenografico volume vuoto attorno.

Un bellissimo esempio di architettura contemporanea al servizio della cultura e, al contempo, della cura e conservazione d’una tipica tradizione edile di montagna, identitaria per un’intera regione alpina.

Cliccate sulle immagini per saperne di più, da un articolo tratto da espazium.ch