Praticare attività outdoor, rigenerare luoghi, fare comunità. A Milano, domenica, ore 12.00

Cosa significa praticare outdoor oggi? Come rigenerarsi attraverso pratiche che ci mettono a contatto diretto con la natura e i luoghi? In che modo si può fare comunità a beneficio dei territori?

Sono alcune delle domande che porremo a tutti i presenti e che affronteremo in “Rigenerarsi: outdoor e comunità” il talk di apertura del secondo appuntamento di Spore, domenica 12 maggio alle ore 12.00 presso e/n enoteca naturale di Milano.

Una chiacchierata libera e aperta a tutt* con Nina Schultz e Sofia Blu Cremaschi di Slipmode, Davide Branca di The Outdoor Manifesto e Agnese Moroni di Protect Our Winters Italy. Modera Luca Rota, che sarei io.

Sarà una gran bella cosa, ve l’assicuro. Per altre infos al riguardo, date un occhio qui.

Sull’usanza di salutarsi, lungo i sentieri di montagna

[Foto di Tom da Pixabay.]
Sapete quale è una delle cose che mi ha sempre affascinato e mi piace, dell’andare per montagne? L’usanza del saluto quando ci si incrocia lungo un sentiero. Viene spontanea, naturale: salutandosi ci si rimarca a vicenda di quale privilegio si sta godendo, nel poter essere in montagna.

E sapete qual è la cosa che mi fa capire che oggi, spesso, in montagna ci arriva gente che sarebbe meglio andasse altrove? La perdita o l’ignoranza da parte di questa gente dell’usanza di salutarsi.

Io lo faccio sempre e comunque con chiunque: a volte, e molto più di frequente che un tempo, ricevo delle occhiate a metà tra l’inquieto e lo schifato, come a volermi dire «Che ca**o mi saluti che non ci conosciamo?», altre volte un’indifferenza silente, assoluta, oppure colgo chiaramente di essere osservato come fossi un po’ fuori di testa e la risposta che ricevo è palesemente forzata. Ribadisco: non è tanto l’assenza di un saluto di ritorno, uno può avere la luna storta o non gradire l’interazione sociale, ci sta. Sono proprio gli sguardi, le occhiate e le espressioni di chi non saluta a sconcertarmi.

Circostanze frequenti (non usuali, sia chiaro, ma in crescita) le quali mi fanno supporre che persone così non sappiano nulla delle montagne e della cultura popolare che accomuna chi le frequenta con autentica passione, e nemmeno ne vogliano sapere. Cosa che, per inevitabile e pur desolante conseguenza, mi fa ritenere che queste persone o s’impegnano a frequentare un ambito speciale e prezioso quale è la montagna con la sensibilità e il rispetto verso chiunque e qualsiasi cosa vi si trovi, o sarebbe meglio se ne andassero altrove, appunto.

Rigenerare le comunità diffondendo “Spore” nell’outdoor. Ne parliamo il 12 maggio a Milano

Domenica 12 maggio sarò a Milano per partecipare a e condurre un evento super intrigante (in un posto bellissimo: e/n enoteca/naturale) per il ciclo “Spore” di Campo Base Project: Rigenerarsi. Outdoor e comunità, un talk pubblico sul tema delle pratiche di rigenerazione vitale che le realtà e i collettivi di attività outdoor applicano sui territori e sulle comunità di riferimento, come motore di cambiamento e creazione di nuovi sguardi sul mondo.

Ne parleremo con Slipmode community, The Outdoor Manifesto e Protect Our Winter, tre realtà tra le più interessanti e attive del mondo delle outdoor activities, capaci di generare (appunto!) e comunicare visioni e prospettive innovative e preziose in grado di incidere concretamente nelle realtà territoriali ove si manifestano.

Sarà un talk tanto affascinante quanto importante, c’è da starne certi, ancor più perché aperto al contributo di chiunque vorrà parteciparvi e interagire con i collettivi che lo animeranno. Da non perdere!

A seguire verrà servito un pranzo a base di uova (nello spirito della generazione e della rinascita) e un workshop per bambini dai 5 ai 10 anni di Ciao Ghiribizzi. Soundtrack della giornata a cura di Lambrate Lion Rockers.

Vi starete chiedendo cosa sia questo “Spore”, probabilmente.
Spore è una nuova serie di eventi di Campo Base Project. Di più: Spore è uno stato mentale.
Nel regno dei vegetali e dei funghi con “spore” si indicano le cellule riproduttrici che germinando producono un nuovo individuo. Fra i batteri, invece, si tratta di una fase vitale che serve alla sopravvivenza estrema.
Entrambe queste definizioni sono perfette per immaginare Campo Base Project e la sua comunità di riferimento. La speranza è che questi appuntamenti possano generare un cambiamento e una riproduzione di altre piccole comunità e, in questi tempi in cui è faticoso immaginare un futuro possibile, permetterci di pensare a noi stessi come individui resistenti.

Trovate le info necessarie sulla giornata di Milano cliccando e ingrandendo l’immagine lì sopra o visitando la pagina Instagram di Campo Base Project.

Aiutare le famiglie con disabili? No, in Lombardia si preferisce costruire seggiovie (dove non nevica più)!

[Una manifestazione dello scorso marzo a Milano contro i tagli ai caregivers lombardi. Immagine tratta da qui.]
La Regione Lombardia taglia i fondi all’assistenza dei disabili gravi e gravissimi – il cosiddetto caregiving: vengono tolti circa 10 milioni, meno di quanto la stessa Regione Lombardia ha stanziato, ad esempio, per uno dei tanti assurdi progetti di nuovi impianti sciistici o di innevamento artificiale in luoghi dove è già oggi problematico sciare e domani sarà impossibile.

Un paio di seggiovie o un tot di cannoni sparaneve al posto dell’aiuto a circa 7.000 famiglie lombarde con persone disabili.

Lombardia: «la Regione del fare» (schifo).

P.S.: qualcuno ritiene che questa mia affermazione sia “populista”? Be’, se lo sia oppure no vada a chiederlo ai familiari delle persone disabili.