Clima, cibo e natura del futuro, in Valtellina

Si sente dire e si legge spesso di enogastronomia come valore culturale e identitario per i nostri territori, in particolar modo per quelli dotato di una secolare e peculiare tradizione di pietanze storicamente e antropologicamente referenziali: ottima cosa, salvo che non di rado il tutto si risolve in una banalizzazione commerciale – pur a volte in buona fede, certamente – legata al mangiare e bere certe cose perché turisticamente attraenti, che dimentica completamente o quasi l’aspetto culturale dietro il cibo e la relazione che lo lega al territorio nel quale viene prodotto e mangiato. Sia chiaro: sempre meglio gustarsi una polenta (a patto che sia autentica) in una confusa e ordinaria sagra paesana che del cibo industriale in un fast food, ma certamente un maggior approfondimento riguardo la cultura enogastronomica locale, sia dal punto di vista storico che da quello contemporaneo, non farebbe male alla salvaguardia di quei cibi così peculiari – tanto più se sono pure gustosi, ovviamente!

Insomma, è questa una piccola riflessione personale per presentarvi l’evento valtellinese di domani a Montagna in Valtellina, la cui locandina vedete lì sopra, che sicuramente va nel senso da me accennato e nel quale si disquisirà di cultura gastronomica in modi affatto superficiali e finalmente approfonditi. Perché è assolutamente vero che per certi territori peculiari, quelli montani ad esempio, mangiare i cibi locali significa per molti versi nutrirsi di quelle montagne, il che è un modo ulteriore per alimentarsi – materialmente e immaterialmente – della loro cultura e della bellezza del loro paesaggio. Qualcosa che non può che farci del gran bene, dunque.

Se siete in zona e potete, partecipate. Sono certo che si rivelerà una serata estremamente interessante.

Bergamo e Brescia capitali 2023 del più necessario buon futuro

Da bergamasco DOC quale sono (cognomen omen!), non posso che essere oltre modo felice di avere le città di Bergamo e Brescia capitali della cultura 2023 e augurarmi che – al netto di quel logo veramente sgraziato, ma è la mia mera opinione e vale quel che vale – i tanti eventi che nel corso dell’anno si succederanno, nel contesto delle due città e nell’accoglienza dei rispettivi Genii Loci, possano veramente spargere una quantità incommensurabile (d’altronde mai sufficiente) di cultura. Che resta una delle cose delle quali il paese più ha bisogno in assoluto, ad ogni suo livello (e spesso proprio a quei livelli nei quali la cultura dovrebbe rappresentare una dote immancabile e invece manca, eccome!), ovvero la base fondamentale per costruire il suo futuro e per esso una società realmente libera, progredita, avanzata, consapevole che vi possa tracciare la migliore e più fruttuosa strada, a vantaggio di tutti – anche di chi si mostra indifferente se non menefreghista verso la cultura, già. Ma chissà che non possa rinsavire, grazie a tutto ciò!

Cliccando sull’immagine in testa al post, potrete visitare il sito web ufficiale di Bergamo Brescia 2023, che diventeranno ufficialmente “capitali della cultura” dal prossimo venerdì 20 gennaio con la doppia inaugurazione. Dunque, che sia un grande, fortunato e proficuo anno culturale per Bergamo, Brescia e per tutta l’Italia!

Mirella Tenderini. D’arte e di montagna

È stato veramente bello, ieri sera a Lecco, assistere alla prima di Mirella Tenderini. D’arte e di montagna, il docufilm realizzato da Paola Nessi e dedicato a una figura semplicemente meravigliosa, sotto ogni punto di vista, la cui vita – come proprio la regista ha affermato durante la serata – è così affascinante da non poter non essere raccontata. Paola Nessi l’ha fatto da par suo, con quella sensibilità e quella cura per i personaggi narrati, oltre che con la sua capacità artistica, con cui ha intessuto un racconto vividissimo e emozionante da “leggere” sfogliando con gli occhi e col cuore “pagine” che sono i fotogrammi (se ancora si può usare questo termine) del film, ciascuno dei quali per quel racconto rappresenta un brano intrigante e evocativo.

Poi, certo, Paola aveva a che fare con una persona, una donna, un personaggio talmente affascinante e così importante per ogni ambito nel quale è stata presente – la montagna in primis ma non solo – che, appunto, c’era solo da trovare il modo migliore per raccontarlo e per fissare nelle immagini e nell’audio l’esperienza profonda di una vita rara come quella di Mirella Tenderini, alla quale deve andare l’ammirazione costante e la gratitudine massima di chiunque abbia avuto la gran fortuna di conoscerla, di leggere i suoi libri, di ascoltarla nelle sue conferenze o anche solo di incrociare il suo volto sempre sorridente, così in grado di infondere fiducia, cordialità, affetto, valore umano.

Serata indimenticabile, insomma, da tenersi perennemente a mente e nel cuore.

Cose molto interessanti, venerdì prossimo

Venerdì prossimo, 13 gennaio, potrà essere un giorno alquanto proficuo per chiunque voglia approfondire la propria conoscenza delle montagne – in modi diversi ma tutti quanti interessanti quando non necessari – e si trovi a Firenze, Cortina d’Ampezzo o Lecco. Nei primi due casi, per avere coscienza e consapevolezza di realtà in corso che mettono a rischio la bellezza e l’integrità di due emblematici territori montani; nel terzo caso, per conoscere una persona che per la montagna ha fatto tantissimo, diventandone una delle figure di riferimento in senso assoluto:

Se sarete in zona, partecipate: sono eventi che sicuramente meritano tutta la vostra attenzione.

Carlo Mollino e Cervinia (o viceversa)

Chiunque passerà le prossime giornate festive all’ombra della Gran Becca e vorrà ritemprarsi dopo la calca in funivia e l’affollamento in pista, sappia che Luciano Bolzoni, uno dei maggiori esperti di architettura alpina, autore di vari volumi e soprattutto (in tal contesto) di Carlo Mollino. Architetto, splendido testo sul geniale progettista torinese, mercoledì 28 dicembre terrà la conferenza la cui locandina vedete qui sopra. Un’ottima occasione per conoscere ancora meglio la conca del Breuil attraverso le opere, i progetti, le idee e l’estro di Mollino e dunque, il giorno dopo, per affrontare con mente e animo ben appagati – nonché con uno sguardo più consapevole e sensibile verso il luogo – le sciate sulle piste del comprensorio.

D’altro canto è un evento targato Alpes, questo: garanzia di grande fascino e massima qualità. Per cui, se siete in zona, partecipate: ne vale assolutamente la pena.