Tiziano Fratus a Colle di Sogno, domenica 31

Un altro notevole personaggio animerà il terzo appuntamento della rassegna autunnale del progetto “Colle di Sogno. Un luogo dove re-stare” e il paesaggio del sublime borgo prealpino: Tiziano Fratus. Poeta, scrittore, dendrosofo, opinionista per diversi quotidiani e in queste settimane curatore della rubrica “Alberi Millenari” per la trasmissione “Geo” su Rai 3. Il suo percorso d’autore intitolato La Foresta Interiore vi offrirà un’esperienza intensa e immersiva nei bellissimi boschi di Colle di Sogno e ancor più in voi stessi: per scoprire stando dentro al bosco che gli alberi stanno dentro di noi. Seguirà, dopo pranzo, l’incontro-chiacchierata nel quale verrà presentato il nuovo libro di Fratus, Alberi Millenari d’Italia, in uscita proprio oggi.
Sarà proprio un onore e un vero piacere ospitare un personaggio importante e illuminante come Tiziano Fratus a Colle di Sogno, un piccolo borgo di montagna che sa regalare una montagna di grandi emozioni, anche così.

Vi ricordo che il percorso d’autore del mattino è a prenotazione obbligatoria con Green Pass e si svolgerà con qualsiasi condizione meteo (be’, a meno che ci sia un tifone tropicale o una bufera di neve antartica): sappiate che ci sono già molti iscritti, di posti disponibili ne sono rimasti pochissimi. Per prenotarvi cliccate qui oppure scrivete a prenotazioni@alpesorg.com oppure Whatsapp al 333.772.18.64. L’incontro/chiacchierata delle 14.30 nella piazzetta di Colle di Sogno è invece a partecipazione libera; in caso di maltempo avremo a disposizione i suggestivi locali della vecchia scuola del borgo. C’è anche la possibilità di pranzare presso la Locanda di Colle di Sogno ma anche qui i posti sono limitati: prenotazione diretta al 0341/610021.

Insomma: un altro appuntamento imperdibile, senza dubbio alcuno!

Era domenica 17 ottobre, a Colle di Sogno…

Immagini dal secondo appuntamento della rassegna autunnale Colle di Sogno. Un luogo dove re-stare: il “percorso d’autore” condotto dal rinomato scrittore, geografo e esploratore Franco Michieli domenica scorsa, 17 ottobre, a Colle di Sogno.

Per saperne di più sulla rassegna e sui prossimi eventi cliccate qui.

(Il bel servizio fotografico è di ©Alessia Scaglia, fotografa ufficiale della rassegna, che ringrazio molto. Cliccateci sopra per ingrandirle.)

A Colle di Sogno c’è Franco Michieli!

Domenica prossima 17 ottobre il piccolo borgo di Colle di Sogno avrà l’onore e il piacere di ospitare uno dei più grandi esploratori italiani – nonché scrittore, geografo, alpinista, garante internazionale di Mountain Wilderness: Franco Michieli, per il secondo evento della rassegna Colle di Sogno. Un luogo dove re-stare curata in loco da Alpes (potete avere tutti i dettagli al riguardo qui).

Alle 09.30 ci si incamminerà con lui per il “percorso d’autore” intitolato In viaggio negli equilibri della Natura (a prenotazione obbligatoria: nel caso affrettatevi, di posti disponibili ne sono rimasti pochissimi. Per prenotarvi cliccate qui oppure scrivete a prenotazioni@alpesorg.com oppure Whatsapp al 333.772.18.64). Dopo pranzo, alle 14.30, conosceremo meglio il personaggio, le sue imprese, i suoi libri e il suo pensiero nell’incontro/chiacchierata con Michieli che condurrò nella piazzetta di Colle di Sogno, a partecipazione libera.

Se ci sarete, vi assicuro che riporterete a casa un’esperienza affascinante e illuminante, probabilmente indimenticabile. Ecco.

Era domenica 10 ottobre, a Colle di Sogno…

Immagini dal primo appuntamento della rassegna autunnale Colle di Sogno. Un luogo dove re-stare, domenica 10 ottobre scorso a Colle di Sogno.

Per saperne di più sulla rassegna e sui prossimi eventi cliccate qui.

(Foto ©Alessia Scaglia, fotografa ufficiale degli eventi, che ringrazio molto. Cliccateci sopra per ingrandirle.)

I “monti” delle città, e viceversa

Ogni tanto è bello andare in visita anche a “rilievi” diversi dal solito, che d’altro canto rappresentano a tutti gli effetti – pur a loro modo – delle cime per il territorio in cui si trovano. Ad esempio, nell’orizzonte della pianura cremonese spicca la “vetta” del Torrazzo, alta 158 m (112,54 + 45 ovvero la quota cittadina, con arrotondamento), che rappresenta la massima sommità della provincia di Cremona la quale, altrimenti, si dovrebbe accontentare di una quota massima di soli 110 m, già. La vedete nelle mie immagini lì sopra: versante Sud e versante Nord, ecco.

Facezie a parte (ma nemmeno tanto, poi), da appassionato studioso di cose di montagna visito spesso città piccole e grandi – ne ho anche scritto, come forse saprete, e a volte qualcuno resta anche sorpreso di questa mia attività letteraria apparentemente antitetica. Tuttavia so benissimo che un altro di quei paradigmi deviati e devianti che ancora vengono ritenuti validi oggi è quello che contrappone le montagne alle città, in senso culturale e antropologico anche più che architettonico e urbanistico: un malinteso perpetrato per troppo tempo e rivelatosi estremamente nocivo per la parte montana, quando invece, prima che si avviasse l’urbanizzazione moderna e contemporanea dei monti, erano questi a rappresentare in modo più compiuto un’idea di “residenza metropolitana” – idea ripresa e sviluppata oggi nel concetto di “metro-montagna” elaborato in primis da Giuseppe Dematteis (ne ho parlato anche qui). Di contro, è ovvio che negli agglomerati urbani si possono ritrovare e studiare gli elementi più evidenti ovvero più critici della socialità contemporanea in relazione al luogo vissuto, la quale inevitabilmente viene poi “trasportata” anche nei piccoli villaggi sui monti ovvero in luoghi totalmente differenti sotto ogni aspetto, generando dunque relazioni diverse con chi li abita e li frequenta, non di rado più problematiche proprio in quanto incoerenti. Il malinteso suddetto è nato proprio nel momento in cui s’è rotto (o non si è sviluppato) il dialogo equilibrato tra i due ambiti, città e montagna, ed il primo è stato reso soverchiante sul secondo in forza di un errato e arrogante atteggiamento di superiorità, tanto presunta quanto del tutto immotivata (salvo forse che per motivi prettamente tecnologici).

Non è dunque un controsenso che io mi occupi di cose di montagna e scriva libri sulle città; credo sia ben più un controsenso considerare ancora disgiunti e antitetici i due ambiti, salvo che nelle ovvie particolari peculiarità. Forse, più che continuare a dare peso alle differenze tra i due ambiti, si dovrebbe ritrovare il valore delle possibili e potenziali similitudini, che nella forma saranno da adattare ai diversi contesti ma nella sostanza rispondono agli stessi principi socioculturali e antropologici, quelli alla base della relazione tra abitanti (di breve o lungo periodo) e luogo abitato. In fondo l’uomo di città non è differente da quello di montagna, semmai usa differenti strumenti culturali per considerare e elaborare i luoghi che frequenta ma l’uso di quegli strumenti è prettamente antropologico, appunto, dunque pressoché identico. Riconnettere dunque la città con la montagna, e la montagna con la città, è una pratica doverosa e razionale tanto quanto benefica per entrambi: ambiti uniti nella diversità e connessi nella costruzione, ciascuno apportando le proprie migliori prerogative, di una via di vita e di abitazione comune del mondo, che di montagne e parimenti di città è fatto e non solo delle une o delle altre.

En passant, poi, frequentare la città con la sua fremente vitalità antropica, i suoi rumori, la sua confusione e le strade e le luci e la socialità e quant’altro di “urbano”, serve anche per apprezzare meglio la solitudine, il silenzio e la quiete, le peculiarità naturali, i paesaggi e gli orizzonti e ogni altra dote della montagna, quando ci si torna. E viceversa, ovviamente.