Non vi ha monte che prenda ai nostri occhi un’espressione così personale; siamo tentati di cercargli una fisionomia come ad un uomo o ad un mostro, di credere che in quel capo enorme sia un pensiero, e che si legga sulla fronte di pietra l’espressione della sua alterezza e della sua forza; e per poco che le nubi, correndogli incontro, secondino con l’illusione ottica la nostra fantasia, ci sembra di vederlo muoversi, reclinare il capo in atto triste, o raddrizzarlo con ardimento di Titano, e si pensa con terrore come sarebbe potente se si movesse davvero.
Per celebrare (be’, non è vero, ma facciamo funzionalmente finta) la riapertura dei ristoranti e la ritrovata possibilità di gozzovigli più o meno luculliani – sperando che ciò non provochi una ulteriore quarta ondata pandemica tra qualche settimana (non è uccellodelmalaugurismo, questo, è obiettività esperienziale!) – rispolvero il seguente ameno raccontino sul tema, facente parte d’una raccolta di simile tono che al momento è ancora inedita in quanto l’editore che la doveva pubblicare, leggendola prima di inviarla alla stampa, purtroppo è morto dal ridere.
Già.
Una circostanza che peraltro mi genera non pochi grattacapi: come posso inviare nuovamente la raccolta a qualche editore affinché ne valuti la pubblicazione senza poi rischiare di essere accusato di omicidio colposo?
Be’, ci devo pensare su un po’. Intanto, buona lettura!
[Raffaello Sorbi, Osteria del Piccione a Fiesole, 1889.]Al ristorante
Robezio: «Ehi… la vedi quella tipa laggiù?»
Io: «Mm-m.»
Robezio: «Ho sentito da questi del tavolo qui accanto che è una tipa famosa… Paola Peroni, nota dj negli anni Novanta.»
Cameriere: «Signori, cosa vi porto da bere?»
Io: «Ahpperò! Una dj a tutta birra!»
Robezio: «Eh?! In che senso?»
Cameriere: «Solo birra? Per tutti?»
Io: «Noo, dicevo a lui!»
Robezio: «A me?»
Io: «Sì, a te! Era lì bell’e pronta su un piatto d’argento… Peroni, birra…»
Cameriere: « Dunque birra Peroni per tutti?»
Io: «Nooo, non intendevo quello!»
Robezio: «Non mi pare che qui usino piatti d’argento.»
Io: «Infatti non intendevo quello!»
Cameriere: «Ok, le bevande le facciamo dopo. Cosa avete scelto dal menu?»
Io: «Una battuta! La mia era una battuta.»
Robezio: «Aah, una battuta servita su un piatto d’argento!”
Io: «Eh, quello!»
Cameriere: «Mi spiace, signore, oggi la battuta non è in menu.»
Robezio: «Nooo, l’ha fatta lui!»
Cameriere: «Il signore è un cuoco?»
Io: «No! Battuta nel senso di Peroni, birra, dj… dj a tutta birra! Era servita su un piatto d’argento, appunto.»
Cameriere: «Peroni.»
Io: «Esatto!»
Cameriere: «Ok, dunque da bere birra Peroni per tutti. Vedo di trovarvi un vassoio d’argento, se così gradite.»
Robezio: «Ah, allora è vero che servono le cose su piatti d’argento!»
Cameriere: «No, in verità no, ma se lo chiedete espressamente…»
Io: «Ma noi non stiamo chiedendo assolutamente nulla!»
Cameriere: «Allora, signori, sono costretto a chiedervi di liberare il tavolo per altri clienti che invece intendono consumare. Grazie.»
Robezio: «Ecco, hai visto? Tu e le tue battute!»
Io: «Ma che vuoi da me?! Eccheccavolo! Eppoi io le battute le so fare!»
Robezio: «Beh, allora andiamo a mangiare a casa tua, così me la fai provare.»
Io: «Noo, non quelle batt… Umpff, m’è passata la fame!»
Robezio: «Beviamo almeno qualcosa, visto che siamo in giro. Non so… una birra!»
Io: «Ok, ma giuro che se ci servono una Peroni mi imbirrazzisco! Ehm… Imbizzarrisco, volevo dire.»
Robezio: «Mmm-mm.»
[Immagine tratta da “Open.online“, cliccateci sopra per leggere l’articolo dal quale è tratta.]Posto che le motivazioni alla base possano essere giuste, logiche, sostenibili, comprensibili, e sicuramente lo sono, trovo che forme di protesta come quelle raccontate nell’articolo che leggete cliccando sull’immagine qui sopra, da tempo piuttosto diffuse, siano ineluttabilmente rozze, incivili e assolutamente ingiustificabili, nonostante spesso sostenute e istigate da certe entità sindacali. Abbiano pure ragione di protestare, ma che ne sanno tali manifestanti che bloccando un’autostrada o qualsiasi altro servizio pubblico non arrechino danni anche peggiori dei loro a chi vi sta viaggiando? Che ne sanno che tra i mezzi bloccati non vi sia qualcuno che deve recarsi a una visita medica urgente, a trovare un parente che sta male, a un appuntamento di lavoro fondamentale per la propria carriera o a sostenere qualsiasi altro personale impegno inderogabile?
Difendere i propri diritti ledendo quelli altrui non è affatto una forma di libertà o di democrazia e nemmeno di buon senso: è pura e semplice maleducazione civica, che peraltro sposta dalla ragione al torto qualsiasi rivendicazione sostenuta. Ed è pure una palese forma di meschinità: non si ha il coraggio, volontà o cognizione per protestare contro i potenti, allora si protesta e si danneggiano dei concittadini incolpevoli. Be’, non so che ne pensiate, voi; dal mio punto di vista è qualcosa di intollerabile, ecco. D’altro canto, la storia di questo paese non ha ormai certificato che in innumerevoli casi l’intollerabile si trasforma rapidamente nell’ordinarietà?
Ora, posto che verso il calcio, i calciatori e le vicende ad essi correlate ho lo stesso interesse che potrebbe avere un boscaiolo dell’Alaska in un corso di portamento per mannequin, sono ben d’accordo che se un tizio non parli l’italiano ad un livello accettabile non possa pretendere di ottenere la cittadinanza. Ma d’altro canto mi chiedo, sarcasticamente tanto quanto obiettivamente: e allora tutti quegli “italiani” che la cittadinanza ce l’hanno dalla nascita e non sono in grado di parlare, scrivere e intendere l’italiano ad un livello accettabile, quella cittadinanza se la meritano pienamente? Se dovessero loro affrontare un esame di italiano, ovviamente privo di sotterfugi e aiutini, come se la caverebbero? Se la vedrebbero confermata, la cittadinanza?
A leggere gli scritti e sentire le parole di non pochi “italiani”, io qualche dubbio al riguardo ce l’avrei, ecco. Senza contare poi l’ipotesi di aggiungere eventuali altri esami sulla conoscenza geografica o culturale dell’Italia: così facendo temo che San Marino finirebbe per avere una popolazione maggiore, già!
Ma forse, appunto, sono solo troppo sarcastico. Chiedo perdono, nel caso.
Cliccate sull’immagine, leggete, segnatevi le date sul calendario, non prendete altri impegni, preparate ben aperti occhi, mente, animo, spirito, indossate calzature comode e consone e, last but non least, siate pronti a esplorare e scoprire la montagna in un modo nuovo o quanto meno diverso dal solito – nonché a divertirvi parecchio, senza dubbio!
Infine, cliccate qui. Che poi ne saprete ancora di più e meglio pure qui nel blog, presto. 😉