Un indovinello (?)

Questa bellissima e assolutamente primaverile fioritura di crochi – in un paesaggio alpestre altrettanto sublime – è stata immortalata da Roberto Ganassa in Val Biandino, laterale della Valsassina e tra le più belle zone di montagna delle Alpi Bergamasche Occidentali. Se indovinate quale sia la (celeberrima) vetta più alta laggiù in fondo alla valle, forse intuirete pure il perché vi sto proponendo questa immagine (è facile, e comunque non è solo una questione di “consonanza stagionale), altrimenti… aspettate fino a lunedì e, qui sul blog, lo potrete sapere! 😉

Il Covid e le (troppe) parole

Comunque, se fin dall’inizio della pandemia la scienza si è impegnata nell’indagare la correlazione tra inquinamento atmosferico e diffusione del Covid-19, trovando significativi riscontri oggetto di un articolato dibattito scientifico (qui trovate una buona cronaca al riguardo), io credo che sarebbe finalmente il caso di indagare anche la correlazione tra propagazione del Coronavirus e sproloquiare mediatico, già. Dacché una cosa che io ritengo pressoché inconfutabile, generata dalla pandemia in corso, è stata l’aumento spropositato di parole a vanvera da parte di chiunque (o quasi) si sia ritrovato a parlare ad un media pubblico, le quali hanno generato un tale caos comunicativo e informativo da – io credo – aver influito inesorabilmente sulla situazione dei contagi rilevata in questi mesi.

Solo che io, be’, non sono virologo, epidemiologo, medico, scienziato o che altro, dunque mi verrebbe da invocare, alla comunità scientifica, la suddetta ricerca obiettiva e razionale al fine di comprendere meglio la questione. Una ricerca necessaria proprio in forza dell’irrazionalità della comunicazione che abbiamo subìto in questo ultimo anno, ecco.

Detto ciò, temo poi che anche stavolta da una tale ricerca e dalle sue potenziali evidenze non sapremo imparare nulla di buono e utile per il futuro: ma qui si tratta di un altro tipo di “pandemia”, di natura mentale, ormai congenita nell’uomo contemporaneo. Purtroppo.

La “Dol dei Tre Signori” vi aspetta in edicola!

Be’, a quanto pare, come accaduto con la prima uscita dello scorso dicembre insieme a “L’Eco di Bergamo” anche in questa seconda uscita in allegato al quotidiano “La Provincia di Lecco” la guida “DOL dei Tre Signori” è andata a ruba!
Ciò senza dubbio conferma due cose: che è la migliore guida sulla Dorsale Orobica Lecchese che ci sia in circolazione (ok, è anche l’unica, e il fatto che sia tra i suoi autori forse rende questo fatto un po’ immodesto, ai vostri occhi) ma, soprattutto, che la guida ha il pregio e la fortuna di narrare la il territorio, l’ambiente, il paesaggio, la storia, le genti, i cammini, i luoghi e la bellezza di una delle zone più affascinanti e spettacolari della montagna lombarda se non – e questa non è affatto cosa immodesta ma certamente oggettiva – di tutte le Alpi italiane.

Dunque, se non ve la siete ancora accaparrata, ricordatevi che dallo scorso giovedì 11 marzo, e fino a esaurimento delle copie,  la guida “DOL dei Tre Signori” è disponibile in tutte le edicole di Lecco e provincia in allegato al quotidiano “La Provincia di Lecco”, a Euro 11,50 più il prezzo del quotidiano. Abbinati alla guida ci sono la mappa in scala 1:40000 del territorio della Dorsale Orobica Lecchese e il codice QR per accedere all’app “Orobie Active” con la quale esplorare anche in modo “tecnologico” il percorso della DOL.
Conviene che vi affrettiate se volete trovarne ancora qualche copia, e vi garantisco: è una fretta che vi ripagherà alla grande!

Una pandemia di frasi fatte

In tutta sincerità, una delle cose che più mi fa augurare la fine quanto mai rapida e decisiva dell’attuale periodo pandemico, con tutti gli annessi e connessi che ha causato, è la scomparsa spero imperitura di certe frasi in forma di slogan, divenute ormai luogo comune in forza del suddetto periodo, che a me, a sentirle, se devo dirla tutta – e in completa sincerità, ribadisco – ormai mi sembrano soltanto delle sonore stronzate (scusate la rudezza).

L’ultima sentita, alla radio qualche giorno fa, è una «Da questa pandemia ne usciremo più uniti» – nel senso di paese, intendeva il tizio – che fa il paio con la precedente e similare «Uniti ce la faremo» e che, a sentirla, mi ha fatto piuttosto ricordare i tanti delatori che nei mesi dei lock down “duri” e delle zone rosse denunciavano sui social (!) chiunque vedessero in giro nella convinzione, sovente del tutto infondata, che stessero violando le regole, soltanto perché loro in quel momento erano in casa – ovvero di vedetta alle finestre del proprio domicilio, con atteggiamento meschino tipico dei più biechi spioni.

Di simile natura è quella che dice «La pandemia ci ha fatto riscoprire l’importanza degli affetti familiari», sentita anch’essa di frequente: peccato che chi l’abbia pronunciata non avesse davanti (o ne fosse a conoscenza ma li ignorasse) i dati sull’aumento delle violenze domestiche in questo anno di pandemia, eh!

E cosa dire del “primigenio” slogan «Andrà tutto bene»? Che lo andassero a proferire a chi per il Covid-19 ha perso entrambi i genitori o i nonni nel giro di poco tempo oppure a chi si è ritrovato in gravi difficoltà economiche!

Non di meno si sono rivelate delle emerite vaccate certe frasi proferite da figure più o meno istituzionali: cito a esempio notevole al riguardo l’assai diffusa, a inizio estate, e spesso pronunciata con gran sicumera «Non ci sarà una seconda ondata». Be’, siamo già alla terza, di ondata, e speriamo che i vaccini facciano il loro dovere scongiurandone ulteriori!

Insomma, frasi che in poche parole concentrano dosi fin troppo massicce di banalità, conformismo, ipocrisia, superficialità. Ecco, ribadisco: parole che è meglio che spariscano alla svelta e verso le quali ci possa il più possibile vaccinare con adeguate dosi di buon senso, onestà intellettuale, franchezza e obiettività. “Sostanze vaccinali” delle quali, d’altro canto, c’è sempre un gran bisogno, qui.

Giovedì 11/03: la guida “DOL dei Tre Signori” torna in edicola!

Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto“, dice quel noto motteggio. Be’, in questi giorni di restrizioni pandemiche che impediscono a tanti appassionati di andare in montagna, e nello specifico sui monti della DOL, la Dorsale Orobica Lecchese, allora la DOL viene – anzi, torna agli appassionati, cioè in edicola! Infatti, dopo la prima uscita dello scorso dicembre in allegato al quotidiano “L’Eco di Bergamo” – un’uscita che «ha colpito nel segno con tantissime copie vendute», come attesta l’articolo al riguardo sull’ultimo numero del mensile “Orobie” – da giovedì 11 marzo la guida “DOL dei Tre Signori”, della quale mi pregio di essere autore insieme a Sara Invernizzi e Ruggero Meles, uscirà di nuovo in allegato al quotidiano “La Provincia di Lecco” nel relativo territorio provinciale, a 11,50 Euro più il prezzo del quotidiano. Abbinati alla guida ci saranno la mappa in scala 1:40000 del territorio della Dorsale Orobica Lecchese e il codice QR per accedere all’app “Orobie Active” con la quale esplorare anche in modo “tecnologico” il percorso della DOL.

Una nuova occasione da non perdere, insomma, per conoscere e farsi affascinare da uno degli itinerari escursionistici più spettacolari delle Alpi italiane, non solo lombarde: per la varietà e la particolarità di ambienti, territori, paesaggi e valenze naturalistiche, per la ricchezza dei tesori artistici, culturali, storici che offre, per l’insuperabile gamma di panorami e orizzonti che regala e non ultimo, per il piacere e il divertimento che dona il suo tracciato vario e sempre agevole, mai troppo difficile o pericoloso, in alcuni tratti percorribile anche nei mesi invernali.

La guida “DOL dei Tre Signori” è realizzata da “Orobie” e Italcementi-Heidelberg Cement Group con la cura di Moma Comunicazione e la collaborazione di ERSAF-Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste e Regione Lombardia.

Cliccate sull’immagine in testa al post per saperne di più sulla guida (oppure anche qui) e, amici di Lecco e provincia ovvero, inutile dirlo, chiunque voglia raggiungere la zona (Covid permettendo) per accaparrarsene una copia: da giovedì 11 ci si trova in edicola, eh!