Sentieri d’Autore 2019, a Breuil-Cervinia e Valtournenche

La località di Breuil-Cervinia, in Valle d’Aosta, è senza dubbio molto fortunata. Non solo la sua conca a 2000 m di quota è tra le più belle delle Alpi, non solo è sovrastata dalla montagna alpina più spettacolare e iconica, il Cervino, non solo è una delle più rinomate mete montane europee… ma gode pure della fortuna di ospitare una rassegna culturale tra le più interessanti e intriganti tra quelle che trattano di montagne in montagna: Sentieri d’Autore, che porta la prestigiosa firma di ALPES quale garanzia di massima qualità, e che vedono il supporto dell’amministrazione di Valtournenche e del Consorzio Turistico Breuil-Cervinia.

L’edizione 2019 di Sentieri d’Autore, i cui eventi si terranno nelle date del 28 luglio e del 12-13 agosto, ha come titolo Mondi Sommersi ed è dedicata ai luoghi e ai modi dell’abitare la montagna (e non solo), secondo diverse percezioni ed approcci: dall’architettura moderna a quella tradizionale ed alle forme di resilienza moderna; avranno sedi diverse tra l’abitato di Breuil-Cervinia e la località di Valtournenche, nell’intento di far emergere appunto i diversi mondi sommersi e le diverse storie ed emozioni di chi li abita.

In questa edizione viene rinnovato il particolare focus sul patrimonio di architettura moderna della località di Cervinia, con la presentazione del libro Carlo Mollino. Architetto scritto da Luciano Bolzoni, pubblicato da Silvana Editoriale (2019) e sostenuto dall’Amministrazione di Valtournenche, la proposta dei trekking architettonici e la riedizione e ristampa della mappa guidata Paesaggi e architettura al cospetto del Cervino, che permetterà a tutti i frequentatori di completare il percorso anche in autonomia.
I percorsi interesseranno sia le architetture moderne sia quelle tradizionali, proponendo una doppia lettura di due modi e mondi differenti dell’abitare, quello moderno e quello tradizionale, tra il Breuil e la frazione di Cretaz.
Questa edizione vede, inoltre, l’introduzione della fotografia come traccia di un nuovo ed ulteriore percorso di lettura: sarà possibile dar spazio attraverso le immagini alle emozioni che legano i partecipanti ai luoghi o agli edifici oggetto degli scatti.

A questo scopo, ALPES ha chiesto a Luca Centola, affermato e premiato fotografo ed interprete e degli spazi e delle tracce umane che vi si trovano, di partecipare alle giornate di agosto e guidare un laboratorio a cielo aperto, a fianco dell’architetto Enrico Scaramellini – tra i più apprezzati esponenti del panorama architettonico alpino – che guiderà il percorso attraverso le architetture moderne e del giornalista ed autore Roberto Mantovani, che guiderà invece il percorso attraverso l’abitare tradizionale.
Durante le giornate di agosto sarà accessibile e visitabile anche una mostra personale di Centola dal titolo Appunti post apocalittici, esposta presso la biblioteca di Valtournenche.
Per gli architetti (anche fuori provincia) l’Ordine Architetti PPC della Valle d’Aosta riconosce, a seguito della partecipazione completa agli eventi, l’acquisizione di 2 CFP ciascuno (per un totale di 10 CFP), previa iscrizione alla pagina dedicata:
https://morningsun.sgiservizi.cloud/ElencoEventiOnline.asp?ordine=AO

Il dettaglio del programma degli eventi lo trovate sulle locandine qui pubblicate: cliccateci sopra per averne un formato più grande e stampabile. Gli eventi richiedono la prenotazione obbligatoria per tutti, sul sito www.alpesorg.com.
Per ulteriori info: prenotazioni@alpesorg.com | +39 333 772 1764.

Insomma: ai piedi del “più nobile scoglio d’Europa” anche la cultura della montagna verrà ben nobilitata, grazie ad ALPES e a Sentieri d’Autore: fortunato sarà chi vi parteciperà e potrà godere di così tanta affascinante bellezza – culturale, e non solo!

Di un “Erbario Sospeso”

Le pagine di un libro sono minuti, legati da un filo di cotone.
Solo quando vengono aperte, diventano un tempo di parole.
Cà Berizzi è un libro. Chiuso per tanto tempo e recentemente restaurato con un nuovo filo di cotone.
Sabina, come un ospite discreto, ha aperto queste pagine. Ma non ci ha scritto nulla.
Ha scelto, tra le erbe, quelle che sentiva sue. Ha aperto questo libro di pietre medioevali, capaci di assorbire, ma anche ignorare. E poi ha richiuso il libro.
L’esposizione di Sabina all’interno del complesso di Cà Berizzi nasce da due suggestioni e da un pensiero lungo quanto la sua ricerca di significato. La prima deriva da Tiziano Terzani che racconta:
“Quando Ossendowski descrive la piana stupenda dei Mongoli intorno a Urga, e l’odore di una certa erba, ( che ho subito identificato, perché i Mongoli la seccano e ne fanno incenso per i loro templi), sono andato subito a cercarla e, fra le pagine del libro in cui la descrive, ne ho messo a seccare un mazzetto…”
Terzani ibrida la pagina con i profumi reali. La parola «iberna» una sensazione viva e spinge a un viaggio. Che Terzani gioca a riportare in vita.
Chiudere un libro è come fermare il tempo. Un’erba, al suo interno, sarà sempre a suo agio. All’inizio sarà il ricordo di qualcosa o di qualcuno. Poi il ricordo svanirà, si fonderà con la carta. Abiterà quel tempo sospeso.
La seconda suggestione è tra le pagine di Orwell, in 1984 []

Tratto dal testo critico di Mauro Ceresoli della mostra Erbario Sospeso, di Sabina Sala, inaugurata sabato 6 luglio scorso presso la BibliOsteria di Cà Berizzi, un luogo del quale di frequente vi parlo dacché lo trovo sublime, e che con la suggestiva esposizione di Sabina Sala – tale anche perché strettamente legata al mondo dei libri e della lettura, il che me la rende assai intrigante – acquisisce se possibile ancora maggior fascino.

Cliccate sull’immagine per leggere il testo critico completo, oppure cliccate qui per avere qualsiasi altra informazione utile sulla visita della mostra e sull’accoglienza offerta dalla BibliOsteria.

Autori (e consigli di lettura) in prestito

«In un libro di Giorgio Agamben che si intitola “Il fuoco e il racconto” si legge che l’arte non rende visibile l’invisibile, rende visibile il visibile. In quello stesso libro Agamben consiglia ai librai e a quelli che si occupano di libri di smetterla di “guardare alle infami, sì, infami classifiche dei libri più venduti e – si presume – più letti, e di provare a costruire invece nella mente una classifica dei libri che esigono di essere letti”. In questa edizione del 2019 di Autori in prestito noi chiediamo ai nostri ospiti (scrittori, pittori, musicisti, registi) di raccontarci la loro lista di libri che esigono di essere letti (o film, o quadri, o disegni che esigono di essere guardati, o musiche, o suoni, o silenzi che esigono di essere ascoltati), che sono poi i libri, i film, i quadri e le musiche che, quando li hanno incontrati, hanno determinato il fatto che adesso loro fanno il mestiere che fanno».

(Dalla presentazione dell’edizione 2019 di Autori in prestito, rassegna curata dallo scrittore Paolo Nori, che prevede all’interno di una biblioteca – o di altri luoghi di valenza culturale – della provincia di Reggio Emilia la presenza di autori (scrittori, attori, musicisti, artisti visivi) che dispensano consigli di lettura, visione e ascolto sulla base di una propria esperienza e background personali. Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web della rassegna e conoscere i dettagli dell’imminente nuova edizione.)

“Attraverso le Terre del Suono”, Davide Sapienza e Marco Grompi a Carenno, sabato 6 luglio

La musica è un viaggio, si dice, e lo è anche la letteratura. Ma se di solito si pensa che il senso del viaggio stia nella meta che intende raggiungere, in verità il valore autentico del viaggiare sta in chi compie il viaggio: e se i viaggiatori sono di gran valore e prestigio, non può che uscirne un itinerario emozionante e unico attraverso territori di rara bellezza.

È ciò che accadrà sabato 6 luglio prossimo a Carenno, nell’ambito della rassegna “Una Montagna di Eventi 2019” organizzata dalla Pro Loco, con ATTRAVERSO LE TERRE DEL SUONO, un viaggio di parole e musica nella cultura del rock accompagnati da due viaggiatori di grande prestigio: Davide Sapienza, scrittore, geopoeta, autore di reportage, traduttore, uno dei più rinomati narratori italiani di territori e geografie, e Marco Grompi, musicista, storico del rock, promotore culturale, consulente discografico, autore di numerose pubblicazioni di ambito rock, fondatore e leader dei Rusties.

Le Terre Del Suono sono la geografia di tutte le persone che nella musica hanno trovato ispirazione quotidiana, forza interiore, capacità di restare fedeli alle proprie percezioni e di emozionarsi. Sapienza e Grompi, che lavorano insieme da un quarto di secolo per e con la musica, hanno deciso di farsi un regalo. Un loro “show”, dedicato al potere della musica, rivoluzionario, spirituale, profondo, concreto. Insieme hanno dato “pagine” a Neil Young (tre i volumi realizzati insieme e tra di essi, l’unica raccolta ufficiale approvata dal cantautore canadese di testi e traduzioni, oltre alle due autobiografie tradotte per Feltrinelli) e da qui era partita la loro unione artistica. Per Davide, scrittore geopoeta, impegnato nelle poetiche distese “della percezione” oltre che geografiche (come spiega il suo ultimo libro Il geopoeta. Avventure nelle terre della percezione) e per Marco, musicista e autore di libri rock, questa lunga amicizia intessuta del linguaggio sonoro, più che parlato, è una narrazione da condividere. Così nasce la performance ispirata a un capitolo del libro di Sapienza, a sua volta ispirato da una giornata dedicata proprio a Neil Young da Grompi, molto tempo fa.

Dedicato alla musica e alle geografie possibili, da quelle naturali, fatte di orizzonti e non confini, che diventano per noi umani quelle culturali. Questo è il viaggio di ATTRAVERSO LE TERRE DEL SUONO: Marco e Davide sul palco ma tutti insieme sul grande sentiero interstellare della musica. È la cultura rock dei due personaggi ad averli stimolati fin dall’infanzia, un filtro che ha definito il loro immaginario autoriale e giornalistico, senza preclusioni, fondato sulla condivisione di emozioni, percezioni, rivoluzioni interiori, conducendo per trent’anni ognuno a definire un proprio originale percorso di vita: come cantò John Lennon, immaginare che non esistano confini è facile, basta provarci.

Anche il contesto – e meta del momento – per il viaggio di ATTRAVERSO LE TERRE DEL SUONO sarà assai particolare: i prati accanto all’Oratorio di San Domenico, affascinante luogo sacro circondato dai boschi e dai monti, all’ora dell’imbrunire ovvero dalle 21.00, in un equilibrio di armonie musicali, letterarie, naturali e ambientali che renderà l’evento qualcosa di indimenticabile – e indimenticabilmente rock!

Segnatevi l’appuntamento, dunque, che ci si vede lì! Non mancate!

Siamo una popolazione (lessicalmente) depressa

Siamo una popolazione depressa, non lo si scopre adesso: è evidente da tempo. Come collettività abbiamo significativi problemi di percezione e di utilizzo dei processi cognitivi che si riflettono nell’allarmante riduzione del vocabolario medio, nel venir meno di una “biodiversità” linguistica che impedisce, in assenza di vocaboli adeguati e specifici, di cogliere e comprendere la complessità delle cose.

(Davide SapienzaIl Geopoeta. Avventure nelle terre della percezioneBolis Edizioni, 2019, pag.84.)

P.S.: approfitto di questa citazione de Il Geopoeta di Davide Sapienza per rimarcare la mia felicità nel constatare quanto a Davide toccherà lavorare, da qui all’autunno, in giro per l’Italia e in moltissimi incontri, reading, presentazioni, festival, cammini geopoetici… Ribadisco: Sapienza è uno dei migliori autori italiani (e scrivo autore, dacché “scrittore” mi pare titolo fin troppo limitante), e avere per chiunque la possibilità di assistere a un suo evento è qualcosa di estremamente bello, oltre che importante. Quindi, se potete, andateci a incontrarlo – trovate il calendario con gli eventi e le date qui – e capirete perché abbia appena affermato. quanto sopra.