Di un “Erbario Sospeso”

Le pagine di un libro sono minuti, legati da un filo di cotone.
Solo quando vengono aperte, diventano un tempo di parole.
Cà Berizzi è un libro. Chiuso per tanto tempo e recentemente restaurato con un nuovo filo di cotone.
Sabina, come un ospite discreto, ha aperto queste pagine. Ma non ci ha scritto nulla.
Ha scelto, tra le erbe, quelle che sentiva sue. Ha aperto questo libro di pietre medioevali, capaci di assorbire, ma anche ignorare. E poi ha richiuso il libro.
L’esposizione di Sabina all’interno del complesso di Cà Berizzi nasce da due suggestioni e da un pensiero lungo quanto la sua ricerca di significato. La prima deriva da Tiziano Terzani che racconta:
“Quando Ossendowski descrive la piana stupenda dei Mongoli intorno a Urga, e l’odore di una certa erba, ( che ho subito identificato, perché i Mongoli la seccano e ne fanno incenso per i loro templi), sono andato subito a cercarla e, fra le pagine del libro in cui la descrive, ne ho messo a seccare un mazzetto…”
Terzani ibrida la pagina con i profumi reali. La parola «iberna» una sensazione viva e spinge a un viaggio. Che Terzani gioca a riportare in vita.
Chiudere un libro è come fermare il tempo. Un’erba, al suo interno, sarà sempre a suo agio. All’inizio sarà il ricordo di qualcosa o di qualcuno. Poi il ricordo svanirà, si fonderà con la carta. Abiterà quel tempo sospeso.
La seconda suggestione è tra le pagine di Orwell, in 1984 []

Tratto dal testo critico di Mauro Ceresoli della mostra Erbario Sospeso, di Sabina Sala, inaugurata sabato 6 luglio scorso presso la BibliOsteria di Cà Berizzi, un luogo del quale di frequente vi parlo dacché lo trovo sublime, e che con la suggestiva esposizione di Sabina Sala – tale anche perché strettamente legata al mondo dei libri e della lettura, il che me la rende assai intrigante – acquisisce se possibile ancora maggior fascino.

Cliccate sull’immagine per leggere il testo critico completo, oppure cliccate qui per avere qualsiasi altra informazione utile sulla visita della mostra e sull’accoglienza offerta dalla BibliOsteria.

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I bibliocammini della BibliOsteria

Già qualche tempo fa vi ho raccontato (clic) della BibliOsteria di Cà Berizzi, sublime luogo di cultura, gastronomia e accoglienza dal sapore rurale ma pure dal mood contemporaneo, che ha sede in un affascinante edificio storico posto nel bellissimo paesaggio prealpino della Valle Imagna, vicino Bergamo.

La BibliOsteria non è solo uno scrigno di cultura ed eccellenze gastronomiche locali, ma si fa anche promotrice di iniziative che possano approfondire la conoscenza e il godimento del territorio valdimagnino, ricco di peculiarità paesaggistiche, artistiche e storiche, il quale non a caso risulta tra i più apprezzati dai viaggiatori stranieri in visita a Bergamo e dintorni – seppur la sua approfondita conoscenza debba essere in primis parte fondamentale del bagaglio culturale di chi il territorio lo vive e vi ci interagisce, degli abitanti e dei residenti, divenendo così anche strumento di salvaguardia della sua bellezza e dell’integrità ambientale, ergo di valorizzazione dell’identità culturale e dei suoi peculiari Genius Loci.

Una di queste iniziative, imminente, è presentata nell’immagine in testa al post (cliccateci sopra per ottenerne un formato più grande) e, conoscendo bene i luoghi che attraverserà e faranno da suggestivo sfondo paesaggistico e architettonico, merita veramente molto. Fosse solo per il “finale in bellezza”, che propone!

Per qualsiasi altra informazione al riguardo, cliccate qui.

San Valentino, l’amore, e i testicoli di lepre

Ecco, insomma… non manca molto a San Valentino, la festa degli innamorati, e se qualcuno non avesse ancora un valido motivo per celebrare siffatta ricorrenza… magari quanto sotto funziona (cliccate sulle immagini per ottenerne un formato più leggibile):

Tentar non nuoce.
Forse.

N.B.: prima di sbagliarvi con chissà quale erbaccia, sappiate che la verbena è questa. Riguardo ai testicoli di lepre, invece… be’, ci pensate da soli, vero?

P.S.: grazie di cuore a quel bellissimo luogo d’arti (al plurale) che è la Bibliosteria Cà Berizzi, dai cui preziosi fondi proviene il suddetto volume, e a Valeria Offredi, la Bibliostessa, per avermi concesso l’uso delle immagini.

INTERVALLO – Corna Imagna (Bergamo), BibliOsteria Cà Berizzi

Caberizzi-logocaberizziSoggiornare – qualche ora, o magari qualche giorno – in una biblioteca, mangiando e dormendo al cospetto di migliaia di libri. Un sogno, per ogni appassionato di lettura… no, una realtà! Giusto domenica prossima, 29 maggio, sarà infatti inaugurata la BibliOsteria Cà Berizzi, un luogo che trasuda fascino da ogni singolo elemento che lo compone!
Cà Berizzi è un’antica dimora nobiliare del XVIII secolo che sorge a Corna Imagna, piccolo e bellissimo centro dell’omonima valle delle prealpi bergamasche: edificata in pietra locale con pregevoli elementi architettonici, lo stabile ospita dall’estate 2015 la (altrettanto bella nonché ricca) Biblioteca “Costantino Locatelli” del Centro Studi Valle Imagna, associazione che si occupa di cultura, economia e amministrazione della montagna e che ha promosso il recupero dell’edificio. Da domenica, appunto, in una seconda ala dello stesso apre un’osteria con camere, dove mangiare raffinate riproposizioni della cucina locale e dormire in ambienti suggestivi, e uno spazio polifunzionale che potrà ospitare diversi eventi culturali.
La particolarità di Cà Berizzi è proprio la contaminazione tra questi ambienti, che sapranno trasformarsi in relazione alle diverse iniziative. L’obiettivo è la costruzione di proposte culturali e ambientali, declinate via via anche in chiave eno-gastronomica, in grado di promuovere le eccellenze del territorio.

13254057_1036493503099280_6201214573514482069_nCliccate sulle immagini per visitare il sito web di Cà Berizzi, oppure cliccate qui per la pagina facebook della BibliOsteria. E buoni soggiorni culturali!