Assembramenti

Domenica scorsa io e Loki, il mio segretario personale a forma di cane, siamo tornati a camminare per boschi che non attraversavamo da quando è iniziato il lock down per il coronavirus. E abbiamo notato – be’, forse più io che lui che è normalmente più interessato ad altri argomenti, suppongo – che c’era un gran assembramento, appena a fianco dei sentieri percorsi: di alberi, non di umani. E c’è venuto da constatare – ma sempre più a me che a lui, penso – che la situazione era inversa a quella che gli umani hanno dovuto subire negli ultimi due mesi: sui monti, dove agli umani era vietato andare sempre in forza delle restrizioni per il coronavirus, gli alberi sono potuti (si fa per dire) restare ben assembrati; nelle città, dove agli umani era consentito stare ma con tutti gli accorgimenti di sicurezza del caso, peraltro spesso non troppo rispettati (e non sempre per colpa di chi li avrebbe dovuti rispettare ma non poteva farlo), agli alberi è spesso proibito creare assembramenti, preferendo ad essi asfalto e cemento (entro i quali poi, quando prendono la forma di megacentri commerciali con relativi superparcheggi, gli umani si assembrano in modi francamente folli).

Mi auguro che ora, con l’allentamento delle restrizioni, siano riviste anche queste bizzarre limitazioni: che gli umani possano tornare ad “assembrarsi” nei boschi (cosa peraltro alquanto improbabile, vista la vastità delle foreste a disposizione) e che agli alberi sia consentito di assembrarsi nelle città e nelle zone urbanizzate molto più che in passato. Sarebbe un’opportunità preziosa e di cui giovarsene parecchio, io credo – e se ne gioverebbe anche Loki, il mio segretario personale a forma di cane, quando in città abbia certi bisogni fisiologici da espletare senza doverli gioco forza fare sui selciati delle pubbliche vie. Ecco.

 

Una (tele)intervista su “Tellin’ Tallinn”

Ed eccovi qui la “teleintervista” – non solo nel senso di video- e non tanto di tv, semmai di intervista a distanza! – sul mio ultimo libro Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano, edito da Historica Edizioni, con il giornalista e scrittore Simone Giraudi.
La trovate anche sul canale Youtube (viene da lì, in effetti) e sulla pagina facebook dell’Associazione SalutarMente, che ringrazio di cuore – soprattutto grazie a Francesca Monoli, di nuovo – per aver organizzato l’intervista, con il supporto di ArtIcon che cura la promozione del libro, e avergli concesso una così alta considerazione.

Buona visione e, per sapere ogni cosa sul libro, cliccateci sopra:

Superare un valico di montagna

Cosa conferisce un particolare fascino al superamento di un valico di montagna? La premonizione del paesaggio che si troverà dall’altra parte, che rischiara la fantasia del viandante – gli elevati sentimenti che si provano nel momento del passaggio, nel punto che segna la linea di demarcazione di acque e popoli -, l’accresciuta percezione del presente e dei luoghi, e tutta una serie di altri motivi che agiscono inavvertitamente su chiunque in misura tanto più forte quanto più cultura e conoscenza ci si porta appresso. Ogni viaggio su un valico di montagna è un viaggio di scoperta.

(Carl SpittelerIl GottardoArmando Dadò Editore, Locarno, 2017, traduzione e cura di Mattia Mantovani, pagg.31-32; orig. Der Gotthard, 1897.)

Ogni volta che leggo questi brani di Spitteler, che hanno più di 120 anni, mi sorprendo di quanto la visione del territorio e del paesaggio che sottendono sia incredibilmente contemporanea, sia in senso scientifico che culturale. In queste così poche righe, ad esempio, vi si ritrova l’attuale concetto di “paesaggio” (il quale, per come viene usato oggi nelle discipline geografiche e umanistiche, ha non più di quarant’anni e non è affatto così risaputo, ancora), l’intuizione chiara della relazione culturale tra uomini, territori abitati e luoghi nonché del relativo valore identitario di essa, degli accenni a quella che oggi chiamiamo psicogeografia, la visione ecostorica (altra disciplina di recente teorizzazione) e quella geopoetica, così ben sviluppata dall’amico Davide Sapienza

Insomma, in tal senso è quasi impareggiabile, Carl Spitteler. Tenetene conto, visto quanto sconosciuto o quasi sia, al di qua del Gottardo e oltre Lugano.

Ricercare e identificare il Genius Loci

Visto che qualcuno se n’è detto (ammirevolmente, o inopinatamente) interessato, cliccando sull’immagine qui sopra potrete scaricare il testo – in file pdf con tanto di diapositive della presentazione e relativo riferimento nel testo – della mia classroom sul tema Ricercare e identificare il Genius Loci: l’importanza dell’identità nei progetti culturali, per il ciclo “Alpes@Home” a cura dell’Officina Culturale Alpes (cliccate qui per saperne di più al riguardo).

Ringrazio di cuore i suddetti inopinati interessati e chiunque vorrà scaricare, leggere e persino apprezzare il documento.

P.S.: la presentazione la potete vedere anche qui sotto:

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“Tellin’ Tallinn” in podcast

SalutarMente”, prestigiosa e dinamica Associazione di Promozione Sociale con sede a Moncalieri – ma assai attiva anche sul web – che, attraverso eventi, iniziative, corsi di formazione e incontri, progetta e lavora per rendere accessibile e sostenibile la cura di sé, la salute e il benessere di tutti gli utenti e della comunità, tra le sue attività cura il progetto La mente in viaggio, dei podcast gratuiti su Spotify che permettano di sfruttare una capacità mentale potentissima, l’immaginazione, e di utilizzarla per fare qualcosa che in questo momento non si ha la possibilità di realizzare: viaggiare. Come si legge nella presentazione del progetto, «La nostra mente, grazie soprattutto alla corteccia visiva, permette di recuperare alla mente le immagini di luoghi che abbiamo visitato, ma anche di sognare luoghi mai visti. Spesso ce ne dimentichiamo e ne sottovalutiamo la potenza, abituati a prodotti visivi già confezionati, splendidi video e immagini suggestive, che però limitano la nostra creatività la quale, a mio parere, è una delle risorse più importanti che abbiamo, insieme alla curiosità. Gli ingredienti quindi sono: curiosità, creatività, immaginazione, luoghi, viaggio. Ed ecco che entrano in gioco i testi…»

Ecco, tra i testi di viaggio (e non solo, appunto) che SalutarMente ha selezionato per il suo progetto, c’è anche il mio nuovo libro, Tellin’ Tallinn: cliccando sull’immagine in testa al post potrete ascoltare il podcast della lettura di un brano del libro, spero significativo e intrigante abbastanza da sollecitare l’immaginazione di chi lo ascolterà! Per sapere invece ogni cosa sul libro, cliccate qui.

⇒ Ma sappiate che a breve ci saranno altre sorprese, al riguardo…

Ringrazio di cuore Francesca Monoli, presidente di “SalutarMente”, per aver concesso un tale spazio al mio libro, e parimenti ringrazio Alpes, che mi ha presentato e proposto per il progetto de La mente in viaggio, ArtIcon che cura la promozione di Tellin’ Tallinn e Patrimonio Cultura per il sostegno al progetto.