
P.S.: in verità ho già parlato di questo tema altre volte, ad esempio qui e qui e pure qui, anche se attraverso differenti punti di vista. A chi ritenesse questo articolo banalmente ripetitivo, chiedo perdono e pazienza.

P.S.: in verità ho già parlato di questo tema altre volte, ad esempio qui e qui e pure qui, anche se attraverso differenti punti di vista. A chi ritenesse questo articolo banalmente ripetitivo, chiedo perdono e pazienza.

Oggi non riesco a capire come mai molte persone non si rivolgano, o non vengano risolutamente rivolte, a psicologi e psicanalisti per risolvere i propri problemi mentali, caratteriali e d’animo, e ritengo che di quegli specialisti ce ne vorrebbero di più, a disposizione.
D’altronde spesso, in gioventù, si pensano cose che poi la maturità rivela errate, no?
A volte, non è l’onestà intellettuale che manca… è proprio l’intelletto a mancare!
Insomma, non si può mica avere la botte vuota e la moglie sobria. Ecco.
Quando l’oroscopista (o come diavolo si chiami) finalmente si capacita del fatto che sia inutile star lì tutti i giorni a inventarsi dodici fregnacce quando ne basta una per tutti e amen, a posto così che tanto è uguale.
Ecco.
(Oroscopo pubblicato sulla versione cartacea de La Provincia Pavese di oggi, via nonleggerlo/Cesare Marise.)
Vi avviso: sarò acidamente sarcastico, in quanto state per leggere.
Quando sento/leggo le notizie sull’andamento del PIL nazionale, il quale quasi sempre risulta inferiore al resto della cosiddetta Eurozona e a motivo di tale evidenza vengono mosse varie e molteplici cause – fiscali, infrastrutturali, politiche, eccetera – beh, io invece sono sempre più convinto (dacché raccolgo testimonianze pressoché quotidiane, ormai) che se molta gente lavorasse più con la testa che col culo (scusate la franchezza) il dato del PIL risulterebbe alla fine assai migliore.
Per carità, non dico che ciò accada solo qui e non all’estero, anzi, magari è pure peggio ma, ovviamente, io conosco e vivo la realtà italiana e dunque di quella dico. E dico pure che in tale realtà c’è un’infinità di gente che lavora meravigliosamente, sia d’intelletto che di braccia, ma ce n’è sempre più (ormai è da qualche lustro che lavoro pure io e in settori diversi, dunque un certo frangente temporale “statistico” l’ho vissuto) che invece se ne sbatte altamente della bontà, della qualità e della resa del proprio lavoro, e di come ciò possa provocare problemi agli altri.
D’altro canto, lo si sa bene, ormai, uno degli esempi più assodati di tale maledetta condotta viene proprio dagli ambiti istituzionali. Come dire: da “maestri” tanto cattivi non possono certo venire buoni scolari!
Ve l’avevo detto che sarei stato acido e sarcastico. Inesorabilmente.