A Colle di Sogno c’è Franco Michieli!

Domenica prossima 17 ottobre il piccolo borgo di Colle di Sogno avrà l’onore e il piacere di ospitare uno dei più grandi esploratori italiani – nonché scrittore, geografo, alpinista, garante internazionale di Mountain Wilderness: Franco Michieli, per il secondo evento della rassegna Colle di Sogno. Un luogo dove re-stare curata in loco da Alpes (potete avere tutti i dettagli al riguardo qui).

Alle 09.30 ci si incamminerà con lui per il “percorso d’autore” intitolato In viaggio negli equilibri della Natura (a prenotazione obbligatoria: nel caso affrettatevi, di posti disponibili ne sono rimasti pochissimi. Per prenotarvi cliccate qui oppure scrivete a prenotazioni@alpesorg.com oppure Whatsapp al 333.772.18.64). Dopo pranzo, alle 14.30, conosceremo meglio il personaggio, le sue imprese, i suoi libri e il suo pensiero nell’incontro/chiacchierata con Michieli che condurrò nella piazzetta di Colle di Sogno, a partecipazione libera.

Se ci sarete, vi assicuro che riporterete a casa un’esperienza affascinante e illuminante, probabilmente indimenticabile. Ecco.

Era domenica 10 ottobre, a Colle di Sogno…

Immagini dal primo appuntamento della rassegna autunnale Colle di Sogno. Un luogo dove re-stare, domenica 10 ottobre scorso a Colle di Sogno.

Per saperne di più sulla rassegna e sui prossimi eventi cliccate qui.

(Foto ©Alessia Scaglia, fotografa ufficiale degli eventi, che ringrazio molto. Cliccateci sopra per ingrandirle.)

“In viaggio” con Franco Michieli, a Colle di Sogno

Comunque, tengo calorosamente a invitarvi – in primis voi che leggete questo blog e dunque siete persone di indubbio valore 😄😁😉 – a partecipare a In viaggio negli equilibri della Natura, il percorso d’autore di domenica 17 a Colle di Sogno con Franco Michieli, secondo evento della rassegna Colle di Sogno. Un luogo dove re-stare curata in loco da Alpes (potete avere tutti i dettagli al riguardo qui) – ma nel caso affrettatevi, di posti disponibili ne sono rimasti pochi: per prenotarvi cliccate qui! Oppure, se non potete o se i posti disponibili sono esauriti, vi invito all’incontro/chiacchierata post pranzo, intorno alle 14.30 nella piazzetta di Colle di Sogno.

Questo invito ve lo sottopongo perché non solo Franco Michieli è un raffinato scrittore, un coinvolgente geografo, un alpinista che può vantare più di duemila ascensioni sulle Alpi e su montagne extraeuropee nonché il più originale tra gli esploratori italiani (con numerose traversate in solitaria e in autonomia di territori estremi senza utilizzo di mappe, bussole e altri strumenti tecnologici, per dire), ma pure, e quasi direi soprattutto, perché Franco Michieli è una delle persone più belle e ricche di doti umane che potreste conoscere e incontrare, ve l’assicuro.

Ricordo che il percorso d’autore è a prenotazione obbligatoria con Green Pass, mentre l’incontro del pomeriggio è libero; c’è anche la possibilità di pranzare presso la Locanda di Colle di Sogno (ma anche qui i posti sono limitati: informazioni sulla disponibilità e prenotazione diretta al 0341/610021.)

Insomma, è l’occasione per conoscere una persona speciale veramente in grado di regalarvi un’esperienza intensa e importante, di quelle che è bene non perdere per meglio ritrovarsi, ecco.

Qualcuno salvi la Ca’ di Sciùur!

[La “Cà di Sciùur”, o “Cà di Ladér”, sulle rive del Lago Palù in una quieta mattina autunnale.]
Già, ogni volta che torno in Valmalenco, sulle rive del bellissimo Lago Palù, e lo sguardo corre lungo il sublime panorama fino a che si ferma proprio lì, ai margini del vasto prato che cinge il lago a occidente, l’esclamazione/invocazione che dà il titolo a questo articolo risorge potente e irrequieta, per come ancora resti senza nessuna risposta: una eco inesorabilmente svanente in mezzo ai monti malenchi.

Perché la Cà di Sciùur, conosciuta anche come Cà di Ladér, suggestiva costruzione in stile rustico alpino edificata nel 1878 a quasi 2000 metri di quota sulle rive del sopracitato lago, della quale ho già scritto qui, continua a rimanere abbandonata, sbilenca, decrepita e ormai a rischio di crollo imminente, nonostante conservi ancora tutto il suo fascino – generato anche dall’incantevole posizione. E fa veramente specie, oltre che tristezza e, appunto, pure irritazione, vederla nella bella stagione circondata di gitanti stesi al Sole sugli ampi prati d’intorno, allegri e felici d’essere in un luogo tanto ameno ma la cui bellezza viene inevitabilmente adombrata dalla presenza e dalla visione dell’edificio pericolante.

Cosa si aspetta? Che la Cà di Sciùur crolli una volta per tutte, cancellando per sempre il suo fascino, e che magari i suoi muri finiscano addosso a qualche famigliola ignara stesa a poca distanza? Ma come si può lasciar andare alla malora uno stabile di potenziale grande funzionalità, per il luogo, per il quale si potrebbero ipotizzare innumerevoli riutilizzi atti ad accrescere ancor più la bellezza e l’attrattiva della conca del Lago Palù e di tutto il territorio malenco, senza banalizzarne la storia, la presenza e la relazione con il luogo nonché senza musealizzarla in modi forse ammirevoli ma di contro assai poco dinamici? Ci si potrebbe realizzare una “casa della montagna”, un luogo nel quale fare didattica interattiva sulla montagna malenca e non solo, una location originale per produzioni artistiche e culturali, uno spazio multifunzionale ugualmente propositivo riguardo i temi della cultura di montagna ad uso di qualsiasi associazione della valle o delle guide alpine o delle scuole, un centro per l’educazione ambientale con focus specifico sull’alta montagna… insomma, ho buttato giù le prime cose che mi sono venute in mente tra chissà quante altre che si potrebbero pensare.

Qualcuno di pubblico o privato può/vuole fare qualcosa per salvare la Ca’ di Sciùur, almeno per garantirle il prima possibile la minima e sicura stabilità, per poi pensare a come poterla valorizzare e, appunto, rendere disponibile a chiunque visiti quella splendida zona della Valmalenco?

Bisogna salvarla, dobbiamo impegnarci per farla salvare, tutti noi che frequentiamo e amiamo quel luogo. Perché vederla crollare e poi sparire per sempre dalle rive del Lago Palù sarebbe come perdere una vecchia amica, tranquilla e silente ma in fondo sempre avvenente e dalla presenza piacevole, alla quale ci si era ormai affezionati, ecco.

Cliccando sull’immagine in testa al post, scattata da chi scrive e consona alla stagione in cui siamo, oppure su quella sottostante di Michele Comi (tratta da qui), potrete saperne di più della Cà di Sciùur; ancor più approfonditamente ne parla anche un bell’articolo della rivista “Le Montagne Divertenti”, nel numero 52 – primavera 2020.

Oggi, ore 15, a Colle di Sogno

Cliccate sulle immagini per saperne di più!