
Però, a ben vedere, come la scienza riesce bene a identificare le persone positive al Covid senza che queste ne presentino i sintomi, sarebbe una gran cosa se con similare accuratezza qualche metodologia scientifica riuscisse pure a identificare gli “asintomatici” tra i disonesti, gli idioti, gli ignoranti, gli incivili, i villani, i mascalzoni, i farabutti… sapete bene quanti ce ne sono anche in queste “categorie”, vero? Quelli che la prima volta che li vedi ti sembrano anche “belle” persone o quanto meno normali e invece (sono individui ingannevoli, spesso) poi risultano essere tutt’altro. Ci aveva già provato il buon Lombroso con metodologie e risultati certamente discutibili (ma da rivalutare per molti versi, lo sostengo da tempo), dunque qualche sorta di test medico-scientifico al riguardo, tanto rigoroso quanto efficace, non sarebbe affatto male. Anzi.
Anche perché gli asintomatici, che siano positivi ad un virus o a una qualche bassezza umana, sono sempre e comunque contagiosi. Quindi, appunto sarebbe ottima cosa identificarli e sanarli. Ecco.
A volte il mondo è un posto difficile se non ostile, per le persone che sanno (far) ridere. La vera ironia, l’umorismo genuino, sempre più spesso vengono confusi e scambiati con la derisione, col dileggio che invece dietro il riso (solitamente sguaiato) cela solo disprezzo e prepotenza. E di gente che sa essere auto-ironica senza mai prendersi troppo sul serio – una virtù tra le più importanti in assoluto, per un essere umano – ce n’è veramente sempre meno, in giro. Sempre meno.

