Oggi, 25 novembre, come tutti gli anni è la Giornata internazionale per la proliferazione delle belle parole contro l’attuazione di fatti concreti.
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Oggi, 25 novembre, come tutti gli anni è la Giornata internazionale per la proliferazione delle belle parole contro l’attuazione di fatti concreti.
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Anche se, be’, riguardo ciò, bisogna osservare che non serviva alcun rapper-agitatore popolare: bastava, e basterebbe, guardare qualsiasi suo programma TV, già.
P.S.: ora però non rimarcate di nuovo che «ah, ma le TV commerciali non sono certo meglio!». Verissimo, ma il problema sta proprio qui: l’aver abdicato a qualsivoglia obiettivo di qualità (artistica, culturale, informativa, eccetera – salvo rari casi) per inseguire quel modello televisivo geneticamente degradato e in costante deterioramento, che un editore privato dissennato o furbesco si può anche permettere (colpevoli sono quelli che guardano i suoi programmi, semmai) mentre un gestore pubblico assolutamente no (“colpevoli” sono quelli le cui tasse lo finanziano, ma qui spesso loro malgrado).
Ecco, ci risiamo – ma non c’erano dubbi, al riguardo.
Se qualche giorno fa i credenti della tradizione cristiana hanno celebrato la risurrezione di Gesù, c’è da augurarsi che l’intera società civile possa presto festeggiare la definitiva decadenza di questi suoi ignominiosi (autoproclamati) “rappresentanti” terreni. Anche se, fosse anche solo per il fatto che la loro esistenza rappresenta la più drastica forma di ateismo, dovrebbero essere proprio i credenti cristiani i primi a festeggiare la fine di tale perversa presenza.
Dovrebbero, già.
Cliccate sull’immagine in testa al post oppure qui per leggere l’articolato approfondimento che il portale tio.ch dedica al tema. La situazione italiana è invece al solito ben delineata e denunciata dall’Associazione Rete l’Abuso.
E nel mentre che sempre più persone di buona volontà e di ammirevole senso civico, attraverso le associazioni delle quali sono membri o per iniziativa personale, cercano di diffondere una cultura ambientale sempre più virtuosa e l’impegno condiviso, materiale e immateriale per la salvaguardia dei nostri territori naturali, beni comuni o meglio commons (culturali, economici, sociali e molto altro) di tutti e verso i quali tutti abbiamo diritti e doveri, individui con senso civico nullo e cattiva volontà si permettono di produrre e mandare sui canali TV programmi come questo:
Programmi che meritano soltanto una cosa: un bell’esposto alla Procura della Repubblica di competenza della zona nella quale sono stati realizzati, a carico di chi li abbia realizzati ovvero a chi nell’amministrazione pubblica li abbia autorizzati. Punto.
E ricordatevi: se durante un’escursione in ambiente naturale incontrare o avvistate dei motociclisti che scorrazzano per divertimento su sentieri e strade rurali chiuse al transito dei mezzi motorizzati e dunque senza autorizzazione al passaggio, denunciatelo subito ai Carabinieri Forestali della zona in questione oppure contattate sul posto il 112!

Ora, posto che verso il calcio, i calciatori e le vicende ad essi correlate ho lo stesso interesse che potrebbe avere un boscaiolo dell’Alaska in un corso di portamento per mannequin, sono ben d’accordo che se un tizio non parli l’italiano ad un livello accettabile non possa pretendere di ottenere la cittadinanza. Ma d’altro canto mi chiedo, sarcasticamente tanto quanto obiettivamente: e allora tutti quegli “italiani” che la cittadinanza ce l’hanno dalla nascita e non sono in grado di parlare, scrivere e intendere l’italiano ad un livello accettabile, quella cittadinanza se la meritano pienamente? Se dovessero loro affrontare un esame di italiano, ovviamente privo di sotterfugi e aiutini, come se la caverebbero? Se la vedrebbero confermata, la cittadinanza?
A leggere gli scritti e sentire le parole di non pochi “italiani”, io qualche dubbio al riguardo ce l’avrei, ecco. Senza contare poi l’ipotesi di aggiungere eventuali altri esami sulla conoscenza geografica o culturale dell’Italia: così facendo temo che San Marino finirebbe per avere una popolazione maggiore, già!
Ma forse, appunto, sono solo troppo sarcastico. Chiedo perdono, nel caso.