Festival di San-che? (Un altro… “racconto” inedito)

(Ribadisco: è da tempo che vorrei scrivere un’opera umoristica “assoluta”, talmente comica da risultare pericolosa perché potrebbe far morire dal ridere chiunque la legga. Non so se ce la farò, anzi, in effetti spero di no, prima che mi accusino di strage! Però ci sto provando, la sto scrivendo: non sarà “assoluta” ma lì sto mirando, per quanto ne posso essere capace. Di seguito ne trovate un frammento – qui un altro, per dire – il cui tema è ovviamente del tutto casuale. Forse. Beh… Buona lettura!)

San-che?

Questa mattina mi ferma per strada una ragazza, un tipo carino, parecchio.
«Posso farti una domanda?» mi chiede. «È per un sondaggio.» aggiunge.
Sì, certo. Dimmi pure!
«Tu seguirai Sanremo?»
Uh, guarda – gli rispondo – mi spiace ma non seguo proprio le cose religiose, ecco, non mi interessano granché.
«Ma no! Intendo se guarderai Sanremo!»
E perché? È un così bell’uomo da doverlo guardare? Voglio dire… Preferirei l’altra parte, io, e dal nome non mi pare che questo vi faccia parte, di quella parte, ecco. Remo…
«Nooo! Il Festival! Il Festival di Sanremo!»
Come? Un “santo” che organizza un festival?
«Ma sì, dai! Quello dei cantanti, gli ospiti stranieri… le dirette in TV…»
Cosa? Tu mi stai dicendo che c’è in giro un santo, che solitamente, così dicono… – insomma, i “santi” dovrebbero essere degli asceti, dei mistici, persone ben lontane dalle cose basse e materiali della società contemporanea, persone fatte di spiritualità e basta… E questo San Remo, invece, addirittura organizza un “festival” con tanto di cantanti, ospiti stranieri di chissà che specie, perfino dirette in TV?! Ci manca solo che ci partecipino, chessò, soubrettes mezze nude o…
«Sì, esatto, ci sono, sì!»
Ma pensa te! Che schifezza!
«Ma…?!»
Oh, non fraintendermi, non sono un bieco e stupido moralista, sarei anzi la persona più felice dell’Universo se mi trovassi circondato da uno stuolo di soubrettes mezze nude! Anzi, che “mezze”?! Anche le “mezze” misure sono robe da moralisti! Insomma, voglio dire: evviva mille volte queste cose, però sono anche convinto che se uno sceglie di essere una certa determinata cosa, deve assolutamente essere coerente con tale scelta, e mica vivere e agire così ipocritamente. Proprio un “santo”, per giunta! Tzé!
E poi vanno in giro a fare la morale agli altri, come fossero i più buoni e puri, loro!

Fatto sta che la ragazza se n’è andata, guardandomi un po’ strano.
Be’, accidenti, non mi avrà mica preso veramente per un moralista?! Proprio io! Meglio calpestato da una mandria di bufali idrofobi e con problemi di diarrea, che moralista! Per di più non ho nemmeno risposto alla sua domanda. E la risposta comunque sarebbe stata: no, proprio no, una cosa del genere, ‘sto San Remo festaiolo o festivaliero che sia, non mi interessa proprio!
Uhm…
Mi viene in mente una citazione, di Elisabeth Barrett Browning se non ricordo male: “I fanatici sulla terra sono troppo spesso dei santi in cielo”. Già, è proprio vero.

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Sulla richiesta di condanna per Erri De Luca

Erri De LucaHa ragione Roberto Saviano, quando sulla vicenda della richiesta di condanna a 8 mesi per Erri De Luca – definendola “inquisitoriale” – scrive che

“Il silenzio degli scrittori è assordante. (…) Questo Paese di scrittori melliflui, pronti ad avere parole dure e acide per ricevere l’obolo di una rubrica, pronti a candidarsi a qualsiasi cosa per lo scranno che gli darà pensione, pronti a scannarsi per qualche copia. Si possono non condividere idee e prassi, ma bisogna sempre stare dalla parte di chi rischia scrivendo. Di chi assume sulla pagina, e nelle parole, posizioni che possono fargli smarrire serenità, equilibro, libertà, credibilità.”

Dunque ribadisco qui ciò che ho pubblicato ieri sul mio profilo di facebook – peraltro prima che Saviano scrivesse e pubblicasse sul suo, di profilo, quanto sopra riportato. Ovvero che avrà pure sbagliato a dire pubblicamente (ma sinceramente) ciò che ha detto contro un’opera che magari, se fatta, servirà pure – nonostante tutti gli studi sul tema dimostrino il contrario – ma se devo considerare chi è Erri De Luca, cosa ha detto e cosa ha fatto (in generale, non solo in questo caso) e di contro considerare l’altra parte, quella di un coacervo di istituzioni che col suo solito dittatoriale modus operandi ha imposto un’opera colossale ad un territorio e alla sua gente senza nemmeno chiedere uno straccio di parere e/o di consenso (come invece è stato fatto dall’altra parte delle Alpi)… beh, non solo sto dalla parte di De Luca, ma devo constatare che il comportamento delle istituzioni fornisce un senso e una giustificazione alle sue parole.
Senza contare come tale vicenda dimostri per l’ennesima volta come la legge, troppo spesso, viene posta al servizio del potere e non dei cittadini – ma qui si aprirebbe un universo di considerazioni che non è il caso di esplorare e che poi, credo proprio, conoscete bene anche voi.