Ritenere l’affermazione “non mi piace leggere libri” il chiaro sintomo di una preoccupante devianza mentale dalle conseguenze socioculturali potenzialmente nocive, ad esempio.
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L’aria incattivita
Qualche politicante sloganista, di quelli che vanno tanto “di moda” oggi, ogni tanto vaneggia di una possibile uscita dell’Italia dalla UE, sostenendo che restando nell’Europa unita il paese avrebbe più svantaggi che vantaggi.
Semmai, il politicante suddetto e tutti i suoi simili (sovente travestiti da “avversari”) farebbero bene a chiedersi se non debba essere l’Europa unita a valutare se sia il caso di avere con sé un paese talmente in decomposizione. Decomposizione istituzionale, politica, socio-economica, culturale, morale, psicologica. E dotato di un’aria ormai tanto cattiva o “incattivita”, per giunta, di nome, d’animo e pure di fatto.
Io non credo che convenga, all’Europa. Ma auspico di sbagliarmi, per il bene futuro del paese* – sempre che il paese un “futuro” lo voglia, sia in grado di costruirlo e lo meriti, ovviamente.
*: dal quale io ormai mi sono totalmente dissociato se non per mera anagrafica, ci tengo a dirlo.
Ieri sera, alla Libreria La Montagna di Torino…
Forse lassù è meglio, ma forse anche laggiù* lo è stato. Ieri sera alla Libreria La Montagna di Torino, sì, quando con Roberto Mantovani abbiamo presentato il suo ultimo libro, Forse lassù è meglio, e chiacchierato di cose di montagna in una bellissima libreria che contiene una montagna di libri di montagna, nel centro d’una città che dalle montagne è praticamente abbracciata e vi si lega a doppio filo. È stata un’altra serata intensa, con un folto pubblico di appassionati nel quale non mancavano presenze assai prestigiose, raccontando di montagne, di montanari, di vite in altura, di realtà a volte belle altre meno ma sempre assai emblematiche, di storie, certezze, speranze, ambizioni, illusioni, sogni, utopie, cercando – come ha mirabilmente fatto Mantovani nel libro – di usare le stesse parole che la montagna userebbe, se potesse parlare.
Per chi non ha potuto essere presente, o per chi c’era ma vuole riascoltare la chiacchierata, lì sopra avete a disposizione la videoregistrazione completa. Per saperne di più su Forse lassù è meglio, invece, date un occhio qui.
*: posso ben dire “laggiù”, io, dato che vivo ad una latitudine maggiore!
Tutto ciò che vediamo è falso

Qualche anno fa, tutto quello che sapevamo era falso.
Oggi, tutto quello che vediamo è falso.
Tuttavia qualche anno fa, ancora, se non vedevamo non credevamo e non pensavamo di sapere. Oggi, invece, non vediamo realmente nulla ma crediamo a tutto e pensiamo di sapere tutto.
Benvenuti nell’era dell’Homo ex Sapiens!
REMINDER! Domani, alle 18.30, “Forse lassù (in libreria a Torino) è meglio”!
Domani, giovedì 6 dicembre, dalle ore 18.30 presso la Libreria La Montagna di Torino, avrò di nuovo il grande onore e l’altrettanto piacere di presentare l’ultimo libro di Roberto Mantovani, Forse lassù è meglio. Cronache da un mondo sospeso (edito da Fusta Editore), dialogando con l’autore – tra i massimi esperti di cose di montagna in Italia – di monti, valli e genti che le abitano, di storie di vita vissuta e da vivere lassù, di passato, presente e ancor più di futuro delle montagne nonché di come poter raccontare tutto quanto.
E del libro, ovviamente: sedici novelle, sedici racconti che ci parlano di montagna. La montagna di ieri. Quella di oggi. Con i disegni di Gianni Audisio.
Roberto Mantovani, con una penna leggera, sembra dirci che vivere lassù sia una condizione mentale, uno stato preciso dello spirito: qualcosa che ha a che fare non solo con il corpo ma anche e prima di tutto con la mente. Come se quelle vette, i loro abitanti e gli animali che ne corrono i boschi fossero poi in grado di dare forma al nostro essere uomini e donne.
Ma quanto fascino c’è nell’ascoltare, nel leggere favole, forse anche vecchie, di fronte a un camino… e magari nell’immaginarsi di essere lassù, in montagna, a casa, una volta ancora…
Un ‘appuntamento imperdibile, insomma. Non mancate!