L’infinito nella mente e nel cuore

Spero proprio che gli esseri umani non perdano mai la preziosa capacità di restare incantati ad osservare il cielo stellato – in questo periodo particolarmente nitido, peraltro, visto come si è “ripulito” grazie al blocco del traffico e delle attività industriali dovuto all’emergenza coronavirus. Probabilmente alcuni la stanno già smarrendo, quella visione, forse in certi casi non è colpa loro ma di mancanze altrui; questo potrebbe essere il momento giusto per recuperarla. Fatto sta che da sempre la volta celeste dona la più potente visione che l’occhio umano possa cogliere, una visione la cui intensa, soverchiante bellezza sa rimetterci al nostro posto – noi uomini sovente troppo dissennati e arroganti qui, su questo granello di roccia sperso nello spazio – e al contempo sa regalarci un’irresistibile, esaltante, incommensurabile sensazione di immensità, che possiamo percepire e sentire spandersi direttamente nel cuore, nell’animo e nello spirito. Una sensazione che sicuramente non può che farci bene, in questi giorni difficili: null’altro sa darci tutto ciò e, ne sono convinto, niente altro è ugualmente prezioso e, appunto, utile.

Incantatevi, a osservare le stelle, regalatevi questa emozione insuperabile. Sintonizzatevi sull’infinito, e vedrete che accadrà una sorta di prodigio: resterete coi pieni ben saldi a terra ma nella testa e nel cuore avrete la luce delle stelle.

Stereoscopiche scempiaggini

Leggo che un team di neuroscienziati dell’Università del Minnesota ha messo ad alcune seppie degli occhiali 3D e ha scoperto che godono della visione stereoscopica, una dote che «è frutto di un difficile calcolo che non avviene in modo automatico in ogni creatura dotata di un paio d’occhi», come ha dichiarato uno dei ricercatori coinvolti negli esperimenti, e che possiedono poche specie viventi, tra le quali l’uomo.

Cosa incredibile, senza dubbio… ma in realtà non è una buona notizia.
Per l’uomo non lo è, già.
Perché ora che sappiamo che anche le seppie sono dotate di facoltà comuni a quelle umane e d’altro canto rare tra le specie viventi, si conferma nuovamente che è l’uomo l’unica creatura sul pianeta a utilizzare tali elaborate e preziose facoltà per compiere di frequente delle gran scempiaggini*. E che pure le seppie, a quanto pare dotate di un’ottima capacità visiva, possono osservarlo nitidamente mentre le compie. Ecco.

(*: inizialmente avevo scritto “cazzate”, ma non volevo essere troppo scurrile ancorché il termine sarebbe probabilmente di più chiara e immediata comprensione.)

Diffidate, gente, diffidate!

690x340-805bdeee73a5c2b7431039a19e33a64f.e30virgoletteHumbug ha la facoltà di rendere tutto ciò che tocca lucroso per sé e deleterio per quasi tutti gli altri. E sempre con quella invariabile espressione, appunto, quel sorriso beffardo costantemente offerto al mondo che pare tanto uno slogan di sé stesso, un “non mi frega nulla di nessuno ma solo di me”, la pingue pappagorgia esposta quasi a mo’ di vanto, i capelli brizzolati oleosamente lisciati sul capo e più arruffati dietro, la pelle abbronzata che rende quei suoi denti bianchissimi ancor più simili a una sega affilata… Ma pure con gli occhi perennemente nascosti da un paio di occhiali dalle lenti fumé, che sembrano fatti apposta per lasciar passare lo sguardo tagliente senza che in esso si possa di contro leggere qualcosa che vi stia “dietro” – lo diceva sempre il nonno paterno, ricorda Moped: diffidare sempre di chi porta un paio di occhiali da Sole anche quando il Sole non c’é, anche di sera, anche al chiuso! E’ gente che sta nascondendo qualcosa, quella, così come nasconde lo sguardo che è sempre rivelatore dell’animo autentico di un individuo! (In verità il nonno sosteneva pure, e per motivi diversi ma simili nel principio, che si dovesse parimenti diffidare degli astemi, dei miopi, dei calvi, di chi in inverno si vestisse troppo, di chi usava l’ombrello oppure indossava il cappello, di chi fumava la pipa, di chi andava tutte le domeniche in chiesa e di chi non vi andasse nemmeno a Natale, dei preti – di qualsiasi confessione, di chi usasse i mezzi pubblici, di chi vestiva troppo elegante e delle donne troppo castigate, dei militari in servizio e dei pacifisti, dei dentisti, dei fruttivendoli, di chi disprezzasse il formaggio, di chi masticasse chewing-gum, di chi fosse stato allattato al seno troppo a lungo, di chiunque vedeva uscire da una farmacia e di chiunque vedeva entrare in una banca, dei politici che non avessero mai conseguito qualche pendenza giudiziaria, dei mendicanti, dei fotografi, degli idraulici, degli astrologi e degli astronauti – anche se Moped ritenga tutt’ora piuttosto difficile che il nonno ne abbia mai conosciuto uno, e ben più facile che confondesse queste due ultime categorie.)
In ogni caso, e anche senza le indicazioni del nonno, Humbug gli ha suscitato diffidenza fin da subito, ovvero fin da quando ha avuto a che fare con lui, dal principio dell’indagine.

(E’ un estratto da un testo inedito, ancora in lavorazione, di genere giallo – anzi no, di genere opposto al giallo, se così si può dire. E se non si può dire, allora dico che è/sarà un romanzo ollaig, ecco. Beh, probabilmente tra qualche tempo ne saprete di più, qui e in libreria.)