Come un orso venuto dallo spazio

Sono come un orso spaziale che per qualche bizzarro motivo ha sbagliato il pianeta sul quale atterrare.

In ogni caso, la tuta l’ho addosso. Se occorre, sono pronto a decollare verso altri mondi migliori di questo. La Terra sta diventando sempre più un luogo troppo primitivo e selvaggio, per un orso come me.

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L’infinito a porta di sguardo

Spero proprio che gli esseri umani non perdano mai la preziosa capacità di restare incantati ad osservare il cielo stellato. Probabilmente alcuni la stanno già smarrendo, forse in certi casi non è colpa loro ma di mancanze altrui. Fatto sta che da sempre la volta celeste dona la più potente visione che l’occhio umano possa cogliere, una visione la cui intensa, soverchiante bellezza sa rimetterci al nostro posto – noi uomini sovente troppo dissennati e arroganti qui, su questo granello di roccia sperso nello spazio – e al contempo sa regalarci un’irresistibile, esaltante, incommensurabile sensazione di immensità, che possiamo percepire e sentire spandersi direttamente nel cuore, nell’animo e nello spirito. Null’altro sa darci tutto ciò e, ne sono convinto, niente altro è ugualmente prezioso e utile.

Incantatevi, a osservare le stelle, regalatevi questa emozione insuperabile. Sintonizzatevi sull’infinito, e vedrete che accadrà una sorta di prodigio: resterete coi pieni ben saldi a terra ma nella testa avrete la luce delle stelle.

A caccia di “UFO” tra i fiordi norvegesi… e questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!

radio-radio-thuleQuesta sera, 8 maggio duemila17, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 14a puntata della XIII stagione 2016/2017 di RADIO THULE, intitolata Mistero tra i fiordi norvegesi!
Hessdalen è un piccolo villaggio sulle montagne della Norvegia tra le cui vette si incuneano i celeberrimi fiordi. Da decenni, qui, si avvistano misteriosi globi luminosi, statici oppure in movimento, spesso pulsanti, di forme, colori e dimensioni diverse: le centinaia di testimonianze raccolte nel tempo hanno comportato una vasta indagine scientifica internazionale alla quale partecipa anche l’italiano CNR, al punto che le cosiddette Luci di Hessdalen sono probabilmente il fenomeno UFO – nel senso letterale del termine: oggetti volanti non identificati –  più studiato di sempre. Ma cosa sono, in concreto? Navi extraterrestri che per motivi sconosciuti frequentano quella zona sperduta della Norvegia, come sostengono gli appassionati della materia? Oppure gli effetti di un fenomeno naturale che sfugge alle odierne nozioni scientifiche e che sovverte le leggi della fisica attualmente conosciute?
In questa puntata andremo alla scoperta delle Luci di Hessdalen e delle ultime ipotesi scientifiche sulla loto natura: in ogni caso, qualsiasi cosa siano, tale fenomeno rende evidente una volta di più quanto del nostro mondo tutt’oggi ci resti sconosciuto, e quante cose noi si abbia ancora da imparare al riguardo.

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Attrazione (super)lunare

fullmoon2010Stasera è la notte della SuperLuna, la più grande e luminosa da decenni e per lungo tempo ancora. Al di là della mera suggestione dell’evento – al solito sciattamente superficializzata da alcuni media che ne riferiscono quasi fosse una specie di nuovo show TV – sarebbe bello che questa notte, mettendoci col naso all’insù a osservare la Luna e il cielo, sapessimo (nuovamente) intercettare l’ancestrale e ineluttabile legame che ci unisce al Cosmo, alla sua vastità spaziale, alla sua valenza culturale, ai suoi misteri, alla sua inarrivabile bellezza, ricavandone la relativa, altrettanto preziosa saggezza. Quella che – pare un’ovvietà rimarcarlo tanto quanto è una verità inesorabile – rimette ogni cosa terrena nella prospettiva giusta e ci può far sentire parte proficua di quel “tutto” infinito dal quale, in fondo, vediamo e apparteniamo ovvero, in caso contrario, ci dimostra quanto con le nostre piccole, terrene e spesso meschine azioni finiamo con l’essere il nulla più assoluto e insignificante.

In fondo cosmo è parola di origine greca – κόσμος kósmos – dal significato di “ordine” e dal concetto opposto a quello di caos: in buona sostanza l’uomo della notte dei tempi, semplicemente ammirando la meravigliosa vastità stellare, ha ricevuto la prima nozione culturale di ordine. Un concetto fondamentale, allora come oggi e come sempre, sul quale basare il nostro sviluppo intellettuale e sociale, il cui valore sarebbe bene rinnovare e rinvigorire a partire da questa sera, ammirando la Luna e le stelle d’intorno.
Perdete quanto più possibile il vostro sguardo nel cielo stellato, dunque: non potrà che farvi un gran bene.

P.S.: per avere ogni informazione utile sull’osservazione, cliccate sull’immagine e potrete visitare il sito della UAI – Unione Astrofili Italiani, ove troverete tutto quanto di utile al proposito. http://www.uai.it/

Perché?

P.S. (Pre Scriptum!): il seguente è un racconto al momento ancora inedito che tuttavia farà parte di una raccolta mooooolto particolare (a cominciare dalla brevità dei testi contenuti, come noterete), di prossima pubblicazione editoriale. Seguite il blog e/o il sito e presto potrete saperne di più…

Why-Depressive-Thoughts-are-So-EnduringPerché?

Fu da allora che il nostro mondo sprofondò nella più buia e affliggente depressione. E pensare che l’umanità credeva di essere giunta alle soglie del paradiso, o quanto meno di aver trovato un inaspettato, incredibile ascensore spaziale per giungervi! E invece…
Il cielo notturno brillava di innumerevoli stelle, così tante che nemmeno le potenti luci artificiali dell’area di atterraggio riuscivano a farle svanire. Intorno, la folla sistemata ovunque possibile fremeva di una irrefrenabile eccitazione. Persino le tribune riservate ai capi di stato e alle altre figure istituzionali di alto rango erano visibilmente scosse da una travolgente euforia. D’altro canto erano passati solo sei mesi dal primo contatto e dalla decifrazione del messaggio. Sei mesi nei quali il corso della storia della civiltà umana aveva accelerato, la sua civiltà era cambiata, le aspirazioni e i sogni più grandi sembravano ora raggiungibili. I primi emissari d’una civiltà aliena stavano arrivando sulla Terra, portando con sé un nuovo futuro, la via per una inopinata evoluzione, per cambiare il mondo, appunto, e per altrettanto cambiare la vita degli uomini, chissà in quali impensabili e meravigliosi modi!
L’immensa astronave lucente era apparsa nel cielo, e con velocità inimmaginabile era volata sopra l’area predisposta per l’atterraggio, accompagnata da applausi, esclamazioni esultanti, urla di stupore tanto quanto di eccitazione da parte della folla stipata ai lati. Era lentamente scesa fino ad appoggiarsi al suolo: sembrava rischiarare a giorno il mondo intero, oltre che l’animo di tutti i presenti. Quindi una lama di luce era apparso sul fianco, ampliandosi sempre più: il boccaporto di sbarco, evidentemente! Da lì sarebbero scesi gli alieni, si sarebbero manifestati al mondo, accogliendo la razza umana nella grande famiglia cosmica…
Poi il boccaporto sfolgorante, a quel punto aperto solo per una parte, si bloccò. Restò così per qualche secondo, quindi si richiuse. L’astronave balenò alcuni lampi luminosi, poi si staccò da terra e in pochi istanti prese quota svanendo nel nero dello spazio infinito.
Un silenzio di tomba calò sull’intera area. Dapprima disorientato, poi opprimente, e ad ogni attimo sempre più soffocante. Gli alieni erano fuggiti via, come da un luogo infetto, appestato. Come se avessero cambiato idea, e senza alcuna esitazione. Perché?
Già, perché?: è la domanda che da allora il mondo intero si pone. E’ il tormento, un cruccio penoso e angosciante, un oscuro supplizio che nessuno sa come espiare.