Un idillio alpino

[Ernest Hemingway sulle Alpi svizzere, 1927. Immagine tratta da qui.]

«Avevamo sciato sul Silvretta per un mese, era bello essere giù in valle, ora. Sciare lassù era stato bellissimo, ma era sci primaverile, la neve era buona solo di mattina oppure di sera. Nel resto della giornata era rovinata dal sole. Eravamo stanchi entrambi del sole. Al sole, sul Silvretta, non si sfuggiva. Le sole ombre erano quelle delle rocce e del rifugio che era stato costruito sotto la protezione di un roccione accanto al ghiacciaio. All’ombra ti si ghiacciava il sudore addosso. Non potevi sederti fuori dal rifugio senza occhiali da sole. Era bello abbronzarsi, ma ora tutto quel sole aveva stufato.» […]

Doveva proprio essere stanco Ernest Hemingway dopo un mese intero di bel tempo in montagna: almeno così sembra da ciò che lui stesso scrisse in uno dei racconti di Men without women, del 1927, successivamente entrato a far parte della raccolta I 49 racconti. In quel breve e asciutto Un idillio alpino ci narra di loro che scendono stanchi e assetati e, passando davanti al cimitero di Galtür salutano il prete con un «Grüss Gott», ricevendo in risposta solo un muto accenno di inchino; poi vedono due uomini che seppelliscono una salma. Il resto si svolge all’osteria del paese, dove tra una birra e l’altra, lo scrittore viene a conoscere tutta la storia, di come una donna morta, appunto prima di essere seppellita, fosse stata dal marito appesa a un gancio fuori della casa per tutto l’inverno. «Immagina d’essere seppellito in un giorno come questo» «Non mi piacerebbe proprio» «Beh, comunque non è il nostro caso», è la conclusione di Hemingway.

(Alessandro Gogna, Un idillio alpino, bellissimo articolo pubblicato su “GognaBlog” l’8 ottobre scorso sulla storia sciistica delle montagne del Silvretta, in Austria, frequentate e poi narrate anche da Ernest Hemingway il quale, oltre a tutto il resto di noto, fu anche un appassionato sciatore. Potete leggere l’intero articolo di Gogna – e ve lo consiglio perché merita parecchio, come meritano sempre di essere seguite le sue varie pagine web e social – anche cliccando sull’immagine lì sopra.)

Il Nobel alla Gl…ück!

(Un omaggio, a modo mio, alla vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2020, la poetessa americana Louise Glück. 😁)

[Immagine a destra: autore sconosciuto/poetrycenter.org., pubblico dominio; fonte qui. Immagine a destra: di Nukes4Tots, opera propria, CC BY-SA 3.0; fonte qui.]
«Hai sentito a chi hanno dato il Nobel per la letteratura, quest’anno?»
«No, a chi?»
«Alla Glück
«Come? A quelli che fanno coltelli e pistole?»
«No, quella è la Glock. Questa è la Glück
«Ah, ok. L’ho sparata grossa, allora.»
«Be’, è il caso di dirlo.»
«Però, leggo su Wikipedia che il padre della Glück aveva una fabbrica di coltelli. Come la Glock.»
«Ah.»
«Quindi non ho poi sbagliato del tutto.»
«Ehm… ok, ok. Ti sei mosso sul filo del rasoio e ti è andata bene.»
«In effetti quella fabbrica che il padre della Glück gestiva produce anche rasoi
«Ah.»
«E la Glück ha vinto un premio, il Nobel appunto, istituito dall’inventore tra altre cose anche della balistite, un propellente per armi da fuoco. Come quelle che produce la Glock.»
«Ok, mi arrendo!»
«E senza nemmeno che ti minacci con coltelli o pistole, visto? Questa sì che è nonviolenza
«Ma va là, pistòla
«Eh?»
«Ehm, no, niente… come non detto!»

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Liberarsi dai governi

Non sono molti i momenti in cui vivo sotto un governo, persino in questo mondo. Se un uomo è libero nel pensiero, nella fantasia, nell’immaginazione, in modo tale che ciò che non è non gli appare mai per molto tempo come ciò che è, non è detto che governanti o riformatori stolti riescano a ostacolarlo.

(Henry David ThoreauDisobbedienza civile, a cura di Franco Meli, traduzione di Laura Gentili, Milano, Feltrinelli Editore, 1992-2018, pag.44.)

Perché Thoreau, e perché questa citazione? Perché sì, a prescindere. Leggere Thoreau, considerare il suo pensiero e rifletterci sopra, sono pratiche che dovrebbero risultare quotidiane, o più frequenti possibile, per qualsiasi individuo libero e con lo sguardo rivolto al futuro. Ugualmente, lo dovrebbero essere per qualsiasi individuo che voglia rendersi libero da certi elementi del tutto antitetici ad un buon futuro, per se stesso e per il mondo in cui vive.

Ma certo, riguardo questa citazione nello specifico, e constatando le azioni dei governi di molti stati del mondo di oggi, stolte a dir poco, mi pare che il suo messaggio diventi ogni giorno più importante e necessario, ecco.