Slow is beautiful

Strade da percorrere ad alta velocità, treni ad alta velocità, internet ultraveloce, cibo veloce (si chiama proprio fast food, no?), il tempo che pure lui corre (più) veloce, tutti di fretta, tutti di corsa, non c’è un istante da perdere… perché? Dove stiamo andando tutti quanti così di fretta? Per quale motivo corriamo così forsennatamente? Cosa stiamo facendo di così vitale e fondamentale per farlo?
Veramente crediamo che la lentezza sia un “male”? O meglio: veramente siamo riusciti a convincerci/ci siamo lasciati convincere che andare sempre il più veloce possibile sia la cosa più bella e giusta da fare? Siamo così stupidi, sul serio?

L’unica cosa di legittimamente veloce, qui, sarebbero le (ineluttabili) risposte a tutte queste domande, semmai.

https://vimeo.com/230368118

“Al di là della vita che scorre in fretta, tra ritardi e ore di punta, c’è il ritmo lento della Natura, con l’alternarsi dei cicli e le regole delle stagioni. La calma quotidianità che ogni giorno si ripete richiede impegno e fatica ma la collaborazione, la convivialità, la partecipazione e la condivisione dello sforzo conferiscono al tempo maggior valore. Un ritmo lento con il quale sincronizzarsi per vivere meglio.
Fuori dalla città, oltre il traffico e lo stress, il tempo non si ferma ma rallenta: proprio come raccontano le immagini di Slow is beautiful, il cortometraggio realizzato dal videoartist Vitùc, in cui si riscopre l’importanza di dare valore all’indispensabile invece di correre dietro al superfluo.”
(Da un articolo tratto da La Rivista Culturale, l’originale è qui.)

#iostoconburioni

Ecco. Anzi, mi sta sempre più convincendo – a me che mi faccio vanto d’essere sempre gentile, disponibile e diplomatico – che il suo atteggiamento intransigente nei confronti degli ignoranti sia l’unico veramente efficace per sconfiggere l’ignoranza, ben più che un processo di rieducazione culturale che, gioco forza, impiegherebbe troppe energie e troppo tempo (visti anche i numerosi inqualificabili media che fanno da cassa di risonanza alle varie ignoranze diffuse) col rischio che una tale terribile pandemia superi definitivamente il punto di non ritorno e seppellisca del tutto l’intelligenza e il buon senso, oltre che il futuro di noi tutti.

Dunque: #iostoconburioni

(Cliccate sull’immagine per visitare il nuovo sito medicalfacts.it, creato dal professor Burioni per contrastare la diffusione di balle (non) scientifiche e relative fake news.)

INTERVALLO – Sondrio, “Volontari per la Cultura”

Di solito in questo spazio periodico denominato “INTERVALLO” (come quei vuoti tra un programma e l’altro sulla TV di tanti anni fa riempiti di immagini di bei paesaggi, per chi si chieda il motivo di tale nome) mostro bei luoghi (appunto!) dedicati ai libri e alla cultura, biblioteche in particolare. Questa volta voglio mostrare “l’altro lato della medaglia”, ovvero rendere omaggio a chi le biblioteche (e non solo quelle) le mantiene vive e attive, per giunta in modo del tutto volontario.

Volontari per la Cultura, infatti, è il programma attivo dal 2012 per favorire il volontariato nelle biblioteche e nei musei della provincia di Sondrio, al quale nel 2018 hanno partecipato oltre 290 volontari al servizio di 24 biblioteche e 5 musei con attività che vanno dall’affiancamento dei bibliotecari e degli operatori museali nel lavoro di gestione delle aperture dei relativi spazi, alle attività di ausilio alla lettura e allo studio per adulti e bambini, ai corsi di vario genere fino all’organizzazione di eventi, visite guidate, laboratori didattici, ricerche d’archivio.

“Volontari per la Cultura è nato dalla convinzione che le persone sono portatrici non solo di bisogni ma soprattutto di capacità che possono essere messe a disposizione della comunità e che la loro partecipazione è perciò un’occasione di arricchimento. Si può dire che non ci siamo inventati nulla, ma ci siamo richiamati al principio di sussidiarietà sancito dalla nostra Costituzione, che chiede agli enti pubblici di favorire l’iniziativa dei cittadini, non solo associati, ma anche singoli. L’obiettivo del programma perciò non è mai stato quello di sostituire il personale qualificato che lavora nelle biblioteche nei musei, bensì quello di far crescere la cittadinanza attiva.” Così dicono di loro stessi i membri di Volontari per la Cultura, e non serve denotare quanto un tale progetto possa essere importante ed esemplare, e quanto sia da sostenere in ogni modo: è un patrimonio (umano) prezioso almeno quanto i luoghi che contribuisce a mantenere vivi e massimamente fruibili per tutti.

Cliccate sulle immagini per visitare il sito web di Volontari per la Cultura e conoscerne le numerose attività nonché, se siete residenti in provincia di Sondrio, parteciparvi.