Johann Wilhelm Jankowski, Blick auf den Pilatus mit Tomlishorn und Esel, (“Veduta del Monte Pilatus con Tomlishorn e Esel”) olio su tela, 1866.
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Johann Wilhelm Jankowski, Blick auf den Pilatus mit Tomlishorn und Esel, (“Veduta del Monte Pilatus con Tomlishorn e Esel”) olio su tela, 1866.
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Mercoledì 30 ottobre prossimo sarò nella meravigliosa Valle Camonica e avrò l’onore di aprire l’8a edizione della rassegna letteraria “racCONTA LA MONTAGNA” organizzata dall’UNIMONT – Università della Montagna, polo accademico d’eccellenza dell’Università degli Studi di Milano con sede proprio in Valle Camonica, a Edolo.
Sarò protagonista del primo appuntamento della rassegna con il mio libro “Il miracolo delle dighe”: nel solco dei fini proposti dalla rassegna, mettere in risalto il potere “evocativo” e culturale della montagna, racconterò come ciò sia potuto succedere nel corso del Novecento, nel bene e nel male, grazie alla “conquista” industriale delle terre alte effettuata dalle grandi dighe e dai bacini idroelettrici, impianti che hanno cambiato tanto il volto di quei territori quanto i loro paesaggi e il corso delle comunità che li abitavano e ne fanno parte. Una conquista peraltro che in Valle Camonica offre un racconto ancor più singolare ed emblematico che altrove.

P.S.: cliccando sull’immagine della locandina in testa al post la potrete scaricare in formato pdf.
A nove mesi dall’inaugurazione e dalla messa on line il progetto de “L’AltraMontagna”, al quale mi pregio di collaborare fin da allora, continua a espandersi tra i rilievi della Penisola, come viene ben attestato dai notevoli numeri conseguiti: dall’inizio delle pubblicazioni si contano 3,5 milioni di utenti e 8 milioni di articoli visualizzati. Ciò dimostra pure quanto sia importante, e quanto richiesto da un pubblico sempre maggiore, raccontare con attenzione il presente e immaginare con sensibilità il futuro delle terre alte, un ambito la cui imprescindibilità è riconosciuta da chiunque seppur ciò non sempre si manifesti nei modi più virtuosi.
Per quanto sopra, e per il desiderio di approfondire alcune delle tematiche principali emerse in questi mesi circa la realtà della montagna italiana, il prossimo fine settimana del 18-19-20 ottobre a Trento si volgerà il primo mini-festival de “L’AltraMontagna”: «mini» perché in realtà si tratta di una sorta di “numero zero” – allestito in collaborazione con la casa editrice People – di quello che in futuro potrebbe essere un evento più strutturato e ampio ma quest’anno già ricco di ben undici eventi con figure di grande rilievo del mondo della montagna e non solo, come vedete dal programma.
È una nuova – e per quanto possibile innovativa – occasione di parlare, conoscere, riflettere, immaginare, progettare, sognare di montagne: che per molti versi significa fare tutto ciò riguardo il nostro paese, che di montagne in gran parte è fatto!

Vi sono personaggi che, come si suol dire, “hanno fatto la storia” e la loro vita, le opere e le idee hanno influenzato in maniera evidente il nostro pensiero moderno e contemporaneo, venendo per ciò riconosciuti da tutti come figure fondamentali. Personaggi come Nietzsche, Martin Luther King o Gandhi, per intenderci.
Ve ne sono poi altri, di personaggi, che ugualmente hanno influenzato in maniera importante la nostra idea del mondo risultando fondamentali per la civiltà occidentale, ma per vari motivi non sono così conosciuti dal grande pubblico. John Muir è uno di questi: se oggi tutti quanti, in un modo o nell’altro, riconosciamo la necessità di salvaguardare il più possibile l’ambiente naturale e la sua importanza per il benessere diffuso, è in gran parte grazie a lui, scozzese emigrato negli Stati Uniti che seppe intuire e “inventare” il conservazionismo ambientale, elaborare l’idea contemporanea di riserva naturale, fondare il Sierra Club, tutt’oggi una delle associazioni di difesa dell’ambiente più grandi e importanti del mondo nonché scrivere libri e testi vari che hanno fatto da fondamenta alle moderne scienze dell’ambiente.
Andare in montagna è tornare a casa. Saggi sulla natura selvaggia (Piano B Edizioni, 2020, traduzione di Caterina Bernardini, introduzione di Alessandro Miliotti) è certamente uno di questi libri, nel quale sono raccolti – come denota il sottotitolo – alcuni degli scritti di Muir dedicati alle sue esplorazioni della spettacolare e allora ancora del tutto selvatica natura delle montagne della Sierra Nevada, tra le quali si trova la celeberrima valle dello Yosemite che Muir elesse a propria “heimat” e per la cui protezione lottò strenuamente […]
(Potete leggere la recensione completa di Andare in montagna è come tornare a casa cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)