Il coronavirus e le librerie

[Foto di Nino Carè da Pixabay ]
Consentitemi di unirmi ai numerosi che, in queste ore, manifestano dubbi e perplessità circa la chiusura, tra gli altri esercizi commerciali e in forza dei provvedimenti anti-coronavirus, anche delle librerie.

Sia chiaro, io di dubbi non ne voglio sollevare nel senso che posso capire e ben accettare qualsiasi motivazione emergenziale: certo, le librerie non sono un servizio “essenziale” – non lo sarebbero, in un paese nel quale la maggior parte delle persone e delle famiglie avessero in casa una buona dotazione di libri da leggere. Ma, inutile dirlo, in Italia non è così, anzi. Per cui, in queste ore di forzate permanenze domestiche chissà quanto prolungate, il libro, media culturale per eccellenza, io lo vedrei come qualcosa di più che essenziale oltre che di piacevole e confortante (per la mente tanto quanto per il cuore e l’animo) da avere a disposizione, in modi che ovviamente siano consentiti dai suddetti provvedimenti.

Lo ammetto, sono di parte: ma se c’è da fare di necessità virtù, come dice il noto adagio popolare, questa sarebbe (stata) una buona occasione per cercare di recuperare quel gap culturale che rende i lettori italiani tra i meno numerosi e assidui del mondo avanzato. Invece, evidentemente, si preferisce che restino i canali TV a rappresentare i “media culturali” per eccellenza, in Italia.

Eh già, la TV, “con la sua vasta offerta di cultura di gran qualità” (tutto virgolettato, sì).

Ecco, capite perché mi permetto di essere perplesso, no?

INTERVALLO – Bologna, Biblioteca Salaborsa

[Foto di Pietro Luca Cassarino – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=60728241 ]
Inaugurata nel 2001 all’interno di Palazzo d’Accursio, sede storica del Comune di Bologna, la Salaborsa vanta uno scenario che la rende una delle biblioteche più belle d’Italia.
Oltre al suggestivo contesto architettonico della “piazza coperta” con il triplo ordine di archi e il tetto a cassettoni, sotto i pavimenti di vetro è possibile ammirare reperti archeologici di varie civiltà: dai resti della Civiltà Villanoviana del VII secolo a.C., passando per gli etruschi, arrivando ai romani. Il patrimonio della Salaborsa è parecchio vasto, trattandosi di una biblioteca pubblica multimediale di informazione generale che si prefigge lo scopo di sostenere la diffusione dell’uso delle risorse elettroniche e l’accesso alle nuove tecnologie dell’informazione.

Cliccate sull’immagine in  testa al post per visitare il sito web della biblioteca.

(Parte delle informazioni nel testo sono tratte da qui.)

Consigli di lettura: Davide López, “Schegge di sapienza, frammenti di saggezza, e un po’ di follia”

Ovvero: di libri che non ho ancora letto ma so per certo – cioè per vari e giustificati motivi, anche senza averli ancora letti – che siano interessanti e importanti da conoscere subito. E che ovviamente leggerò presto.

Davide López, Schegge di sapienza, frammenti di saggezza, e un po’ di follia, Angelo Colla Editore, 2007.

Questa volta mi affido al consiglio di lettura di un amico di grande intelligenza, cultura e sensibilità, Giuseppe Ravera, che per questi tempi di epidemie più o meno virulente e più o meno deliranti suggerisce il libro di López, così scrivendone:

Psicoanalista talentuoso sino alla genialità definisce la società post-moderna “società di Gesù bambino”: il mondo in cui le diversità individuali sono annullate in modo nichilistico e distruttivo, e le responsabilità polverizzate sino all’annullamento. Una società dominata dalla gioia maligna di “tirare giù” chi aspira al cambiamento e alla propria realizzazione; una società nella quale gli individui sono prigionieri del circolo vizioso narcisismo-masochismo e concepiscono la volontà di potenza come prevaricazione.
Se vi sembra un giudizio eccessivo, pensate allo spettacolo di esibizionismo, di cialtroneria, di incompetenza non si sa se più arrogante o più presuntuosa ammannito in queste settimane da chi ha (avrebbe) la responsabilità di governo. Una ferita su cui giornali e televisioni in caccia di facile audience hanno versato ogni giorno il sale urticante della fine del mondo. Poteva andare diversamente nell’unico paese al mondo in cui il populismo sta sia al governo che all’opposizione?

Osservazione ineccepibile, insomma, che rende questo consiglio di lettura ancor più prezioso.
Cliccate sulla copertina del libro per saperne di più; qui invece potete leggere un’interessante intervista a Davide López riguardo il libro e i temi in esso trattati.

La nuova legge italiana sugli sconti dei libri

[Foto di Free-Photos da Pixabay.]
Da soggetto interessato al tema (del quale mi sono occupato parecchie volte, in passato), dico che la nuova “Legge sulla lettura” approvata in Italia qualche giorno fa è, finalmente, un buon passo verso il sostegno concreto a questa fondamentale e imprescindibile ambito. Propone provvedimenti non certo risolutivi ma indubbiamente utili a rendere il mercato realmente al servizio (e non viceversa) della cultura di cui libri sono lo strumento per eccellenza e avvicina l’Italia agli altri paesi europei, ben più avanzati sotto questi aspetti, che da tempo hanno leggi a sostegno del mercato editoriale sovente esemplari – vedi il caso della Germania – o di aiuto ai librai, come in Francia. Certamente la lettura in Italia soffre ancora di storture evidenti – il ruolo fin troppo preponderante e a volte scaltramente “politico” della distribuzione, ad esempio – e in primis, della gravissima malattia provocata dal fatto che buona parte degli italiani non leggono (posso dire? Ignoranti! L’ho detto.) sollecitati in ciò da un ambiente socio(non)culturale che premia molto più la stupidità che la conoscenza, ma, ribadisco, un passo legislativo del genere (o anche maggiore, ma questo offre la realtà politica italica) doveva essere compiuto.

E comunque, in tutta sincerità, il fatto che proprio l’AIE, l’associazione che riunisce i più grandi editori italiani, si dica contraria all’approvazione della nuova legge adducendo motivazioni francamente insulse e contrarie al più ordinario buon senso (si vedano i link nel post), la trovo una delle migliori giustificazioni a suo favore, ecco. Proprio loro, poi, che da anni buttano soldi in produzioni editoriali (e autori) di scarsissimo pregio, per poi svendere i relativi libri con sconti folli (che soffocano inesorabilmente i librai) per svuotare i loro magazzini così pieni di pochezze letterarie, nel frattempo ignorando autori di talento autentico perché, evidentemente, non raccomandati e non “pompati” da social e TV! Ma per favore!