“Il miracolo delle dighe” su “L’identità”

Ringrazio di cuore la redazione del settimanale “L’identità” e in particolar modo Angelo Vitolo, che ha redatto l’articolo, pubblicato sul numero di oggi – venerdì 11 agosto – del giornale, riguardante il mio libro Il miracolo delle dighe, dedicandogli un’attenta lettura e parole molto lusinghiere che intercettano bene il senso del libro e di ciò che vi ho raccontato dentro. Ne sono molto onorato e mi auguro che se anche voi vorrete leggerlo potrete ricavarne impressioni altrettanto positive: verso il libro e ancor più nei riguardi delle montagne che, alla fine, sono le sue reali protagoniste.

Per leggere l’articolo cliccate sull’immagine qui sotto, mentre per saperne di più sul libro cliccate sulle copertine sottostanti.

Riccardo Cassin

Qualche giorno fa, cioè il 6 agosto, si è ricordata la scomparsa di Riccardo Cassin, uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi, che ha lasciato questo mondo nel 2009. Vivendo vicino a Lecco, ebbi modo di ascoltarlo in diverse serate sulle sue imprese alpinistiche e di scambiarci insieme qualche fugace chiacchiera durante un evento insolitamente poco affollato sulle imprese dei lecchesi in Patagonia in un rione cittadino al quale presenziava un altro grandissimo alpinista di Lecco, Casimiro Ferrari. Cassin stava ancora relativamente bene, era loquace e gioviale con tutti; mi bastarono quei pochi istanti per capire quanto fosse generoso, leale, rigoroso e al contempo mentalmente aperto, a suo modo carismatico: non come l’amico Walter Bonatti, circondato da un’aura quasi sovrumana, semmai dotato di un carisma più “genuino” ma non per questo meno percepibile e influente.

Lo scorso maggio “Montagna.tv” ha dedicato un articolo alle immagini di grandi alpinisti realizzate dal fotografo americano Jim Herrington. Una serie che si apre proprio con uno scatto di Riccardo Cassin di grandissima e commovente potenza, la cui visione mi ha colpito molto.

Così al riguardo racconta Herrington: «Lo avevo cercato a lungo, ma non ero riuscito a incontrarlo. Non parlo italiano, a quel tempo Internet era meno diffuso e meno potente di oggi. Poi mi è arrivata una telefonata da Lecco. Vieni, fai in fretta, Riccardo non ne ha più per molto. Quando me lo sono trovato davanti, Riccardo Cassin non riusciva più a parlare, ma sono sicuro che capisse. Guardava fuori dalla finestra, verso il lago, aveva la famiglia intorno. La morte è un momento straordinariamente privato, mi sono sentito un intruso, un paparazzo. Quello è stato il primo ritratto a un alpinista che ho scattato fuori dagli Stati Uniti» conclude significativamente il fotografo americano, quasi a voler rimarcare la grandezza planetaria di Cassin e la sua fama che tuttavia più che di mera gloria era espressione di rispetto e riverenza assolute.

Herrington racconta che Cassin «guardava fuori dalla finestra, verso il lago». A me piace immaginare che il suo sguardo dalle finestre di casa, oltre al lago e al prospiciente Monte Barro, riuscisse a cogliere verso nord anche la “sua” Grignetta e che, nella visione del celeberrimo profilo reso acuminato dalle innumerevoli guglie, torri, pinnacoli arrampicati chissà quante volte, Cassin abbia ritrovato la pace ultima interiore necessaria per lasciare serenamente il mondo, portandosi con sé nella mente quella visione di bellezza e valore incommensurabili, così preziosa per ascendere da par suo le vette celesti. La stessa visione che, ogni volta si ammiri la Grignetta e le altre grandi montagne lecchesi, ci riporta inevitabilmente a Cassin, spero ancora per lungo tempo.

“Il miracolo delle dighe” su “La Guida” (reload)

Ringrazio nuovamente La Guida, il settimanale d’informazione cuneese, che lo scorso 24 luglio ha rilanciato la bella e attenta recensione (dacché già uscita sulla versione cartacea del giornale) del mio libro Il miracolo delle dighe firmata da Roberto Dutto, il quale ha saputo ben cogliere il senso di alcuni dei temi che ho voluto toccare e narrare nel libro, ricavandone impressioni (per me) molto lusinghiere. La potete leggere direttamente nel sito del settimanale cliccando sull’immagine lì sopra.

Per saperne di più sul libro, cliccate qui.

Camminando tra i “Paesaggi elettrici” del Cervino

È stata una due giorni bella e ricca di emozioni quella che ha segnato l’edizione 2023 di “Sentieri d’Autore ai piedi del Cervino”, svoltasi venerdì e sabato scorsi tra Valtournenche e Cervinia con la consueta perfetta curatela dell’Officina Culturale Alpes, ed è stato un vero grande onore per me esserne parte.

Venerdì un pubblico assolutamente numeroso – oltre le aspettative, devo dirlo – ha ascoltato la chiacchierata tra Roberto Mantovani, Luciano Bolzoni e il sottoscritto intorno al tema della “conquista idroelettrica” dei territori alpini nel corso del Novecento, impreziosita dalla maestria chitarristica di Francesco Garolfi le cui note hanno risuonato tra le capriate della suggestiva centrale di Maën-Cignana. Sabato con Roberto Mantovani e un pubblico necessariamente meno numeroso ma attento e partecipe abbiamo camminato da Plan Maison alla diga del Goillet dissertando nelle varie pause lungo il percorso del mio libro Il miracolo delle dighe e delle trasformazioni del paesaggio montano antropizzato per esigenze industriali o turistiche; come ciliegina sulla torta della giornata l’incontro con i custodi della diga del Goillet, che hanno spiegato al gruppo in cosa consiste il loro particolare lavoro e come si svolge.

Corre l’obbligo di ringraziare chi ha permesso e supportato lo svolgimento degli eventi: il Comune di Valtournenche con la Biblioteca Comunale, il Consorzio Cervino Turismo, il Gruppo CVA che in via eccezionale ha aperto la centrale di Maën-Cignana e ci ha concesso di “disturbare” i custodi del Goillet, a Due Punti Ufficio Stampa che ha curato la promozione oltre all’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Valle d’Aosta che ha accreditato gli eventi. Infine, un grazie e un caloroso saluto va a tutti i partecipanti, che con la loro presenza hanno dato importanza e valore alla rassegna.

Arrivederci alle prossime edizioni!

P.S.: le fotografie relative agli eventi di venerdì e sabato sono di Cristina Busin, Presidente dell’Officina Culturale Alpes, che ringrazio per avermele fornite.

“Il miracolo delle dighe” sulla rivista “IDEA”

Ringrazio di cuore la rivista settimanale “IDEA” e “IdeaWebTV”, in particolar modo Edward Pellegrino, per la bella e articolata intervista e l’ampio spazio che hanno voluto dedicare a Il miracolo delle dighe, il mio ultimo libro pubblicato da Fusta Editore, sul numero 29/23 uscito proprio ieri 20 luglio.

Ovviamente è un piacere per l’autore vedersi destinare così tante e lusinghiere parole, ma ciò che conta – e lo dico senza alcuna falsa modestia – è che siano il libro e i suoi contenuti, ancor più dell’autore, a suscitare in chiunque vorrà leggerlo parole immateriali ovvero riflessioni, considerazioni, visioni riguardo il valore e l’importanza dei paesaggi montani nonché, magari, l’impulso a visitarli e camminarci attraverso osservandoli con uno sguardo più profondo e sensibile – che ciò accada dal non convenzionale punto di vista offerto dal coronamento di una grande diga oppure in qualsiasi altra circostanza. Dunque spero che, anche leggendo l’intervista su “IDEA”, vorrete leggere pure il libro!

Vi ricordo che Il miracolo delle dighe sarà protagonista dell’edizione 2023 di “Sentieri d’Autore ai piedi del Cervino” intitolata “Paesaggi Idroelettrici”, oggi e domani a Valtournenche e Cervinia. Cliccate qui per conoscere ogni dettaglio al riguardo.

Per scaricare l’intervista in formato pdf cliccate qui o sull’immagine in testa al post, oppure qui per scaricare l’intero numero 29/23 del settimanale. Per saperne di più sul libro, invece, cliccate sull’immagine qui sotto.